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Anche in Italia l’auto test per l’HIV. Dal 1 dicembre in farmacia

30 novembre - Semplice da utilizzare, rapido e attendibile. L’autotest, distribuito in Italia da Mylan, ha un costo di 20 euro e richiede circa 5 minuti e può essere eseguito facilmente da chiunque a casa propria: basta un prelievo di sangue dal polpastrello e un’attesa di 15 minuti per leggere il risultato. Il nuovo dispositivo è stato presentato alla Camera. Presenti parlamentari, medici, l'azienda distributrice e i rappresentati di Fofi e Federfarma.


Dal 1 dicembre, nelle farmacie italiane, saranno disponibili i test per l’autodiagnosi dell’HIV. Il prodotto sarà disponibile - senza alcuna necessità di ricetta medica - per le persone maggiorenni.
 
Già introdotto in Francia, l’autotest è stato accolto positivamente a riprova di un bisogno che non trovava risposta: è infatti uno strumento utile per far emergere il sommerso delle diagnosi tardive da HIV (in Italia si stimano da 6.500 a 18.000 persone sieropositive non diagnosticate), con una conseguente diminuzione del rischio collettivo; e anche intercettare persone che oggi non se la sentono di rivolgersi alle strutture preposte in cui si fanno i test per l’HIV.
 
E proprio ieri in vista della Giornata mondiale Aids del 1 dicembre, l’Oms ha deciso di raccomandare l’auto test per l’HIV “come modo innovativo per raggiungere più persone con HIV e contribuire a realizzare l'obiettivo mondiale, lanciato nel 2014, di rendere consapevole del loro stato il 90% di tutte le persone con HIV entro il 2020”.
 
Il nuovo dispositivo medico è stato presentato oggi alla Camera dei Deputati in una conferenza stampa promossa dalla Fondazione Onlus The Bridge, in collaborazione con NPS Italia Onlus e Mylan S.p.a. alla quale hanno partecipato l’On. Eleonora Cimbro: Camera dei Deputati, il Sen. Andrea Mandelli: Senatore della Repubblica e Presidente FOFI, Rosaria Iardino: Presidente Fondazione Onlus The Bridge, Cinzia Falasco Volpin: Amministratore delegato Mylan Italia, Margherita Errico: Presidente NPS Italia Onlus, Riccardo Berno di Federfarma in rappresentanza della presidente Annarosa Racca e Giuliano Rizzardini: Direttore Dipartimento malattie Infettive Ospedale Sacco. 
  
Perché serve un test rapido e facilmente accessibile. L’acquisto del test con consegna contestuale di materiali informativi da parte del farmacista, può consentire una maggiore sensibilizzazione della persona coinvolta: un aspetto, questo, da non sottovalutare se pensiamo che in Italia solo il 43% delle persone (Indagine NPS Italia/SWG 2016) è apparsa consapevole che per la cura efficace dell’infezione da HIV, bisogna agire prima possibile. Grazie all’aiuto del farmacista, la persona verrà soprattutto a conoscenza del fatto che la sieropositività non è più una condanna a morte. Ma non solo, la possibilità di acquistare un test direttamente in farmacia darà una possibilità in più a quanti, per timore di una mancata privacy, non vogliono rivolgersi ai servizi sanitari o ai laboratori privati. La paura di essere stigmatizzati in alcuni contesti sociali è infatti ancora molto presente. 
 
Come funziona. Semplice da utilizzare, rapido e attendibile. L’autotest, distribuito in Italia da Mylan, ha un costo di 20 euro e richiede circa 5 minuti e può essere eseguito facilmente da chiunque a casa propria: basta un prelievo di sangue dal polpastrello e un’attesa di 15 minuti per leggere il risultato.
 
Prima di fare il test è però fondamentale osservare il cosiddetto “intervallo finestra”, ossia quel lasso di tempo che intercorre tra il momento del presunto contagio e la produzione di anticorpi che segnalano la presenza del virus. Per poter eseguire il test capillare bisogna quindi aspettare 90 giorni. L’autotest per l’HIV, se utilizzato correttamente, assicura anche la massima attendibilità nella rilevazione dell’infezione (di poco inferiore al 100%)
 
Per acquistare il prodotto non è necessaria la ricetta medica, ma bisogna essere maggiorenni. Come per altri test è possibile, in rari casi, che risulti una falsa positività al virus, ossia che venga rilevata un’infezione in realtà non presente: per questo motivo, in caso di test positivo, è sempre necessario consultare immediatamente un medico e ripetere l’esame presso una struttura sanitaria e/o un laboratorio di analisi.
 
I numeri dell’HIV e delle persone potenzialmente sieropositive inconsapevoli
Nel 2015, sono state segnalate 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV (questo numero potrebbe aumentare a causa del ritardo di notifica) pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti. Un dato che segna un calo del 10% rispetto alle 3.850 nuove diagnosi del 2014.
 
Tra le nazioni dell’Unione Europea l’Italia si colloca al 13° posto in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV. Nel 2015, l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente rispetto ai tre anni precedenti.
 
Le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia, la Liguria e l’Emilia-Romagna. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2015 erano maschi nel 77,4% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti).
 
Nel 2015, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 44,9%; MSM, maschi che fanno sesso con maschi, 40,6%). Nel 2015, il 28,8% delle persone diagnosticate come HIV positive era di nazionalità straniera.
 
Inoltre, l’incidenza è stata di 4,3 nuovi casi ogni 100.000 tra italiani residenti e di 18,9 nuovi casi ogni 100.000 tra stranieri residenti. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate in Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tra gli stranieri, la quota maggiore di casi era costituita da eterosessuali femmine (36,9%), mentre tra gli italiani da MSM (48,1%)
 
I casi di AIDS conclamato. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati oltre 68.000 casi di AIDS, di cui più di 43.000 deceduti. Nel 2015 sono stati diagnosticati 789 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi tre anni. Nel 2014 i nuovi casi erano stati 913.

Le diagnosi tardive: in Italia si stimano da 6.500 a 18.000 persone con Hiv non diagnosticato. Nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015.
 
Il numero stimato dall'Istituto superiore di sanità di persone che vivono con l’infezione da HIV non diagnosticata è di 6.250 nel 2014. I maschi rappresentano il 73% dei non diagnosticati, gli stranieri il 28%. Nei tre anni di studio (2012/2014) le modalità di trasmissione più rappresentate sono state gli eterosessuali maschi (33 nel 2012 e 34% nel 2014) e gli MSM (31e 39%).
 
Complessivamente, quindi, in Italia, tra il 2012 e il 2014, circa 6.200-6.500 persone sieropositive ogni anno non erano ancora diagnosticate e avevano urgente bisogno di sottoporsi a terapia.
 
Altri studi (Mammone et al. AIDS, 2016) hanno stimato che in Italia, nel 2012, vi erano 125.000-130.000 persone viventi con l’HIV, di cui 12.000-18.000 non ancora diagnosticate.
 
“Questi risultati - si legge nell'ultimo rapporto Aids dell'Iss del novembre 2016 - sottolineano l’importanza di migliorare gli sforzi per promuovere l’identificazione precoce delle infezioni HIV, in particolare tra la popolazione maschile”. 
  
In arrivo una mozione parlamentare bipartisan. E sulla necessità di un maggiore impegno del Governo nella prevenzione e la lotta all'Aids l'annuncio in conferenza stampa di una mozione bipartisan da parte di Mandelli (FI) e Cimbro (PD) per mantenere alta l'attenzione, dare piena attuazione al Piano nazionale Aids, per far rientrare le tematiche dell'Aids nei programmi di educazione sanitaria nelle scuole e per assicurare l'acceso alle nuove terapie in tutte le Regioni.
 

 

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