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Cancro. Dagli Usa una nuova tecnica per la diagnosi senza biopsia. Basta un prelievo di sangue e la diagnosi è pronta in sole 5 ore

14 dicembre - Il test si basa sull’analisi delle cellule tumorali circolanti ed è stato messo a punto dai ricercatori della Standford University. Potrà consentire di evitare la biopsia in caso di un tumore polmonare e di monitorare anche settimanalmente, attraverso un semplice prelievo di sangue, la risposta del tumore alla terapia o lo sviluppo di resistenza alla stessa. Sviluppato per i tumori del polmone, potrà essere adattato anche ad altri tipi di cancro e avrà un costo di appena 30 dollari a test, contro i 1.800 necessari per la biopsia polmonare 

Risalire al profilo molecolare dei tumori attraverso un semplice prelievo di sangue. Questa la grande speranza contenuta in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da ricercatori dell’Università di Stanford. 
  
Il test si basa sull’analisi delle cellule tumorali circolanti e potrebbe rivoluzionare il trattamento dei tumori, in quanto un monitoraggio serrato del DNA tumorale consentirebbe di studiare in maniera non invasiva l’evoluzione nel tempo dei tumori, di cogliere in fase precoce la comparsa di resistenza ai trattamenti e dunque di modificare la traiettoria della terapia.
In più, elemento non da poco, il nuovo test potrebbe avere un costo di appena 30 dollari, oltre ad essere molto rapido di tanti altri approcci diagnostici.
 
Tutto nasce da un sistema innovativo messo a punto dai ricercatori californiani che consente di isolare le cellule tumorali circolanti, presenti nel sangue dei pazienti oncologici, e di andare a leggere una manciata di geni al loro interno. Questo permette di ottenere informazioni sui geni del tumore primitivo polmonare, senza dover ricorrere ad una biopsia, procedimento invasivo e potenzialmente pericoloso.
 
“Stiamo cercando di mettere a punto una tecnologia minimamente invasiva – spiega il primo autore dello studio, Seung-min Park della Standford University - che ci consenta di monitorare in maniera continuativa la salute del paziente nel tempo”. 
  
E’ noto che il tumore impara ad eludere le terapie oncologiche dopo qualche mese, sviluppando resistenza ai trattamenti. “Senza una biopsia e il profiling genetico – ricorda Park - l’oncologo, nella scelta delle terapie è costretto a navigare a vista, instaurando una seconda o una terza linea di trattamento, nella speranza che sia efficace. Ma naturalmente non è facile o addirittura impossibile effettuare biopsie polmonari ripetute e anche la TAC, che viene effettuata per valutare se le dimensioni del tumore si stanno riducendo o se al contrario sono in progressione, espone il paziente ad un’elevata quantità di raggi X, anch’essa potenzialmente pericolosa. Un monitoraggio del tumore, basato su un esame del sangue permetterebbe di evitare i rischi insiti in queste procedure diagnostiche e di somministrare delle terapie in maniera mirata.”
 
“Riteniamo che riuscire a caratterizzare le singole cellule tumorali circolanti (CTC) - afferma Sanjiv Gambhir, direttore della radiologia e professore ‘Virginia and D.K. Ludwig’ in Ricerca Oncologica – porterà a ottimizzare la gestione dei tumori, ivi compresa la possibilità di predire la risposta ai trattamenti”.
 
E’ noto da tempo che la presenza di cellule tumorali circolanti (CTC) è strettamente legata al fenomeno della metastatizzazione ed ha un significato prognostico negativo. Le CTC presenti in circolo sono tuttavia pochissime; per questo uno degli scogli da superare è stato quello di riuscire a ‘pescarle’ nel torrente sanguigno, separandole dalle altre cellule. La nuova tecnica messa a punto a Standford consiste nell’effettuare un prelievo di sangue dai pazienti con tumori polmonari e nel cimentarlo con anticorpi in grado di legare le cellule tumorali; una volta ‘marcate’ le cellule tumorali, si aggiungono al sangue prelevato delle nanoparticelle magnetiche, costruite in modo da attaccarsi agli anticorpi legati alle cellule tumorali. A questo punto, viene utilizzato uno speciale ‘setaccio’ magnetico (MagSifter), messo a punto da Wang, che separa le CTC dal resto degli elementi del sangue.
 
Le cellule tumorali rimosse dal sangue con questo speciale setaccio vengono quindi depositate in una sorta di minuscoli pozzetti, ognuno in grado di contenere un’unica cellula. In questo modo le CTC sono pronte per l’analisi genetica. Il test messo a punto negli Usa consente di ricercare mutazioni a carico di 3 o 4 geni e richiede l’equivalente di mezzo cucchiaio di sangue. La risposta si ha in circa 5 ore e il costo si dovrebbe aggirare sui 30 dollari a test, contro i 18 mila dollari che si spendono negli Usa per una biopsia polmonare e il relativo sequenziamento genetico, che tra l’altro richiedono fino a 3 settimane per il risultato. Esiste già in commercio un altro test basato sulle CTC, messo a punto da Johnson & Johnson's CellSearch, ma costa 900 dollari e richiede almeno una settimana per i risultati.
 
Lo studio è un proof of concept che dimostra la possibilità di ‘setacciare’ dal sangue in maniera efficace e poco costosa le CTC, ma non ha ancora ricevuto l’approvazione da parte dell’FDA. Cambiando il tipo di anticorpi ‘rivelatori’, sarà possibile adattare il test anche ad altri tipi di neoplasia.
 
Maria Rita Montebelli

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