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Consiglio d’Europa boccia la maternità surrogata. Respinta una raccomandazione che parlava dei diritti dei bambini nati da questa pratica

12 ottobre - L’Assemblea ha respinto una raccomandazione presentata dalla parlamentare belga Petra De Sutter per tutelare i diritti dei bambini nati attraverso la pratica. Sono stati 83 i voti contrari, 77 favorevoli e 7 astenuti. 

Il Consiglio d’Europa dice no alla maternità surrogata. Questa pratica non sarà infatti regolamentata a livello europeo, neanche per quanto riguarda i diritti dei bambini nati attraverso questa pratica.
 
L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Vedi come hanno votato i membri) ha bocciato la raccomandazione con 83 voti contrari, 77 a favore e 7 astensioni che proponeva di affidare al comitato dei ministri dell'organizzazione il compito di "considerare la desiderabilità e fattibilità di elaborare delle linee guida per garantire i diritti dei bambini in relazione agli accordi di maternità surrogata".   
 
La proposta era contenuta in un rapporto che ha avuto una gestazione difficilissima. La sua prima stesura, affidata alla parlamentare belga Petra De Sutter, risale all'inizio del 2015. Da allora De Sutter ha presentato diverse versioni di "risoluzioni e raccomandazioni" che l'hanno esposta a forti contestazioni, fino alla richiesta di toglierle l'incarico. Ma lo scorso settembre la parlamentare belga ha presentato un'ulteriore, ultima versione di risoluzione e raccomandazione.   
 
Per la maggioranza degli italiani e dei loro colleghi presenti in aula oggi, la proposta contenuta nella raccomandazione De Sutter era inaccettabile perché senza una condanna esplicita di tutte le forme di maternità surrogata - questa la tesi di chi ha votato contro - qualsiasi regolamentazione della pratica, anche se tesa a difendere i diritti dei più vulnerabili, finirebbe per costituire un consenso al suo uso.   
 
Non sono tuttavia mancati in aula gli interventi a favore della maternità surrogata detta altruista, che molti paesi, da ultimo il Portogallo, hanno legalizzato. Né quelli che hanno posto l'accento sul fatto che la pratica da condannare e vietare è quella della maternità surrogata commerciale, ovvero dell'utero in affitto, perché è questa che viola i diritti, non solo dei bambini, ma anche delle madri che li portano in grembo e li partoriscono per conto di altri.

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