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Dal Mef frenata all’Atto di indirizzo. Non sono chiari gli ambiti economici

24 agosto - Il Ministero dell’Economia ha esaminato gli atti di indirizzo della dirigenza e del comparto del Ssn. I testi “così come formulati non possono essere valutati positivamente sotto il profilo della compatibilità economica”. Dubbi sull’Area delle professioni socio-sanitarie e sulle risorse per il nuovo profilo di carriera della dirigenza. Ok al ‘professionista specialista'. Ma dal Comitato di Settore non fanno drammi e già nelle prossime settimane saranno pronte le risposte alle osservazioni del Mef. 

“Gli atti d’indirizzo così come formulati non possono essere valutati positivamente sotto il profilo della compatibilità economica”. Così il Mef nelle sue prime osservazioni, sui documenti per il rinnovo dei contratti del Comparto sanità e della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria. Ma se questa è la valutazione, ad ora complessiva, il Mef segnala tutta una serie di criticità e correttivi da mettere in atto.
 
In prima istanza c’è il nodo risorse. Il Mef evidenzia nel documento come “entrambi gli atti omettono di quantificare le risorse complessivamente disponibili per gli incrementi contrattuali” e il fatto che “i relativi oneri dovrebbero formare oggetto di appositi accantonamenti nei bilanci regionali” e di ciò “dovrebbe essere fornita assicurazione da parte del Comitato di Settore”.
 
Le osservazioni poi entrano nel merito degli atti d’indirizzo e nel documento si evidenziano che vi sono delle “indicazioni all’Aran riguardanti specifici aspetti del rapporto di lavoro che si pongono in contrasto con vigenti disposizioni normative e/o sono suscettibili di determinare maggiori oneri, allo stato non quantificabili attesa la generica formulazione delle stesse, che difficilmente possono trovare copertura nelle risorse disponibili”. Per questa ragione il Mef chiede lo stralcio di alcune misure:
 
1) Titolo II, punto 1, terzo capoverso – personale dei livelli e dirigenza: entrambi gli atti d’indirizzo prevedono che le regioni possono destinare a parte del personale le economie aggiuntive conseguite con risparmi sui costi per le risorse umane a seguito di processi di ristrutturazione, razionalizzazione, etc. Ma questo punto non va giù al Mef: “Premesso che di analoga indicazione, proposta nell’atto d’indirizzo riguardante il biennio economico 2008/2009, è stato a suo tempo richiesto dal Governo lo stralcio, si evidenzia che tale indicazione non è in linea con quanto previsto dal Dl 78/2015 in materia di riduzione delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale in presenza di riorganizzazioni finalizzate al rispetto degli standard ospedalieri ed inoltri, per le regioni in piano di rientro, è suscettibile di compromettere il raggiungimento degli obiettivi previsti in materia di personale da detti piani”;
 
2) Titolo III, punto 1 – personale dei livelli: si demanda al relativo CCNL la previsione di una specifica area delle professioni socio-sanitarie. Ma per il Mef “tale indicazione si pone in contrasto con la 502/92 che demanda l’istituzione di tale area ad apposito decreto del Ministro della Salute di concerto con il Mef”;
 
3) Titolo III, punto 2 – personale dei livelli: si prevede la definizione, da parte del CCNL, della declaratoria delle competenze proprie del ‘professionista specialista’ e del ‘professionista esperto’ delle professioni sanitarie. Ma proprio “quest’ultima figura, a differenza del professionista specialista, non risulta contemplata dall’ordinamento legislativo vigente” e per l’Economia “la denominazione attribuita sembra sovrapporsi a quella corrispondente al profilo DS di cui è già presente nei CCNL vigenti”;
 
4) Titolo III, punto 4 – personale dei livelli: si prevede che il finanziamento delle indennità per talune posizioni organizzative possa avvenire al di fuori della gestione dei fondi contrattuali. In proposito il Mef evidenzia “l’onerosità della previsione in quanto si consentirebbe la corresponsione di emolumenti a con oneri a carico del bilancio aziendale non quantificati né quantificabili in ragione dell’assenza di qualsiasi limite al ricorso a detta modalità”;
 
5) Titolo V, punto 2 – personale dei livelli e dirigenza: viene prevista la possibilità di riconoscere il ‘controvalore’ del maggior impegno profuso, che si qualifichi come vero e proprio dividendo aziendale’. Ma per l’Economia “la previsione, anche ove diretta alla ripartizione di utili aziendali introdurrebbe un elemento di rigidità ai fini del conseguimento dell’equilibrio finanziario a livello regionale soprattutto con riferimento alle regioni in piano di rientro”;
 
6) Titolo VI, punto 2 – personale dei livelli e dirigenza: la misura riguarda la possibilità di inserire nei CCNL il personale della ricerca, finora non contrattualizzato, degli IRCCS e degli IZS. Ma il Mef osserva come “analoga previsione era stata a suo tempo proposta nel Patto per la Salute 2014-2016 ma non assentita per la sua onerosità”;
 
7) Titolo III, punto 1 – dirigenza: si prevede la possibilità di un nuovo percorso di carriera per la dirigenza medico-veterinaria e sanitaria nel quale gli incarichi professionali abbiano la stessa parametrazione economica di quelli gestionali, compresi quelli di struttura complessa. Per il Mef però la “prevista utilizzazione a tal fine di risparmi conseguenti alla riduzione degli incarichi gestionali non è idonea a garantire la neutralità dell’intervento in quanto in contrasto con il Dl 78/2015 che dispone la riduzione permanente delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale di un importo corrispondente ai risparmi derivanti dalla diminuzione delle strutture a seguito di processi di riorganizzazione finalizzati al rispetto degli standard ospedalieri. Inoltre, l’iniziativa non appare compatibile con le ulteriori vigenti disposizioni in materia di contenimento delle spese di personale soprattutto con riferimento alle regioni sottoposte a piani di rientro.
 
Oltre alle richieste di stralcio il Mef indica poi anche alcuni integrazioni necessarie:
 
1) Titolo IV, punto 1 – personale dei livelli: concernente la possibilità di unificare gli incarichi di coordinamento, specialista e di posizione all'interno di una specifica categoria. Infatti, ove tale eventualità investa anche gli aspetti retributivi, tenuto conto del differente trattamento economico attualmente previsto per gli incarichi di coordinamento e per le posizioni organizzative, si possono prefigurare  profili  di onerosità  con riferimento  agli incarichi già attribuiti ove confermati.
 
2) Titolo IV,  punto  3 -  personale  dei  livelli  e dirigenza:  concernente  la prevista valorizzazione dell'operatore e dirigente senior, attesa la generica formulazione di tale indicazione che non specifica né in cosa consista detta valorizzazione né i livelli minimi di anzianità da considerare.       ·
 
3) Titolo  III, punto  1.1,  terzo  alinea - dirigenza: concernente la valutazione  di tutto  il servizio  svolto  sia a  tempo indeterminato sia  a tempo  determinato per i risvolti di tale previsione, in particolare, sugli oneri dell’indennità di esclusività.
 
4) Titolo III, punto 1.2, sesto alinea e Titolo IV, punto 1-dirigenza: concernente la  revisione  del  sistema  degli incarichi con particolare  riferimento  all'acquisizione delle fasce dell'esclusività e il loro aggancio stabile alla retribuzione complessiva attesa la non chiara portata della previsione.
 
5) Titolo  IV,  punto  2,  dirigenza:  riguardante  l’introduzione di maggiori garanzie per i medici e sanitari nell’ambito della coperture assicurativa per i conseguenti risvolti di spesa.
 
6) Titolo  IV,  punto  3, dirigenza:  con  riferimento  alla revisione della valorizzazione economica delle tariffe orarie correlate ai turni.
 
Relativamente, infine, alle indicazioni contenute in materia di fondi contrattuali  nel Titolo V,  punto 1, di entrambi gli atti d’indirizzo, il Mef “nel ritenere condivisibili le relative finalità (semplificazione nella costituzione dei fondi, nel computo e nelle modalità di utilizzo delle relative risorse) con riferimento alle singole azioni indicate (es.: revisione finanziamento progressioni orizzontali, riconsiderazione risorse per le condizioni di disagio, ecc.) andrebbe specificato che  la loro attuazione dovrà comunque avvenire nell'ambito delle risorse complessivamente disponibili per il finanziamento dei fondi medesimi”.
 
Ma dal Comitato di Settore non fanno drammi e a quanto si apprende già dalla prossime settimane vi sarà una riunione in cui verranno formulate le risposte alle osservazioni del Ministero dell’Economia.
 
L.F.

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