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Def. Caparini (Regioni): “Con taglio di 1 mld per pagare il contratto a rischio Lea, turnover, farmaci salvavita e eliminazione superticket”

18 maggio - Così il rappresentante della Conferenza delle Regioni, commentando l’audizione sul Def nelle Commissioni speciali di Camera e Senato. "In Europa, con il 6,6% siamo il Paese che ha il rapporto più basso tra spesa sanitaria e Pil, insieme alla Grecia. Il trend degli ultimi sei anni va invertito, serve un nuovo programma per l'edilizia sanitaria, bisogna investire in persone, competenze e infrastrutture”. “Si sono fatti grandi proclami per aver aggiornato dopo 15 anni i Livelli essenziali di assistenza, ma si continua a tagliare i fondi destinati alle Regioni per poterli garantire”.

“In ambito sanitario questo è un anno cruciale: bisogna aggiornare il vecchio Patto della salute. L’ulteriore taglio di 1 miliardo di euro che ci viene prospettato per far fronte agli oneri del rinnovo contrattuale per il fabbisogno sanitario non può essere tollerato. Se ciò avvenisse sarebbe a rischio lo sblocco per il turnover del personale, l’eliminazione del superticket, l’offerta dei farmaci salvavita e la garanzia dei livelli essenziali di assistenza, tra i quali vaccinazioni e screening di prevenzione”.
 
Lo ha detto Davide Caparini, rappresentante della Conferenza delle Regioni, commentando in una nota diffusa in serata dalla Regione Lombardia, l’audizione sul Def svolta il 15 maggio davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato.
 
“La situazione è frutto di una programmazione sanitaria scollegata da quella finanziaria - ha sottolineato -. Si sono fatti grandi proclami per aver aggiornato dopo 15 anni i Livelli essenziali di assistenza, ma si continua a tagliare i fondi destinati alle Regioni per poterli garantire”.
 
“La previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil - ha concluso - presenta un profilo crescente solo a partire dal 2022 attestandosi al 7,7% nel 2060. In Europa, con il 6,6 % siamo il Paese che ha il rapporto più basso insieme alla Grecia. Tra i paesi del G7 siamo fanalino di coda per spesa totale e per spesa pubblica, ma secondi per spesa out-of-pocket, cioè privata dei cittadini. Il trend degli ultimi sei anni va invertito, serve un nuovo programma per l'edilizia sanitaria, bisogna investire in persone, competenze e infrastrutture”.

 

 

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