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Fake news e disinformazione scientifica. Ministero Salute e Federazione della Stampa siglano intesa per combatterle

22 dicembre - L’intesa, che avrà una durata triennale, punta a dare ai giornalisti attraverso incontri di formazione professionale continua, conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale, autorevole e indipendente. Lorenzin: “Con questo memorandum, ci stiamo vaccinando contro le fake news”. 

Fornire ai giornalisti, attraverso corsi di formazione gratuiti, conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale, autorevole e indipendente, e dare così ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e soprattutto quello delle fake news.
 
È questo l’obiettivo del Protocollo di intesa siglato il 18 dicembre scorso dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e dal Segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana Raffaele Lorusso presso il Ministero della salute. Un accordo che in 11 articoli impegna il Ministero a mettere a disposizione, sia in fase di elaborazione del progetto sia di docenza, i propri esperti scientifici e di comunicazione, e la Fnsi a inserire gli incontri formativi nei programmi obbligatori dedicati alla formazione dei giornalisti.
 
“Stiamo cercando di dare una risposta a una problematica antica ma attualissima, quella delle fake news che un tempo chiamavano i falsi miti della salute” ha detto Lorenzin ricordando i numeri diffusi da una recente ricerca del Censis. Dati sul rapporto tra i cittadini e internet che parlano di ben 15milioni di persone che in caso di piccoli disturbi cercano informazioni scientifiche sul web, di 8,8 milioni di vittime di fake news ed anche di 3,5 milioni di genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Insomma, un popolo di persone che si rivolge a Dottor Google incurante dei rischi che corre.
 
“Questi dati – ha sottolineato Lorenzin – ci dicono che la tendenza all’automedicazione, e quindi il non avere la consapevolezza dell’importanza di rivolgersi ai medici, e la tendenza a rivolgersi ai social come prima fonte di informazione espone alla correttezza delle informazioni. Dopo il caso Stamina ci siamo resi conto tutti che avevamo bisogno di un ingaggio diverso nel trattare alcuni temi della salute e della ricerca da parte dei media. Con questo protocollo di intesa che firmiamo oggi facciamo quindi un passo in avanti mettendo a disposizioni della Federazione nazionale della stampa italiana tutti gli skill, gli strumenti e gli esperti del ministero della Salute e dell’Istituto superiore della Sanità per contribuire alla formazione professionale dei giornalisti in questo settore. Per dare più strumenti di orientamento. Insomma, con questo memorandum ci siamo vaccinati contro le fake news”.
 
E ancora, ha aggiunto Lorenzin “uno dei temi che ho lamentato istituzionalmente come ministro, anche rispetto alla stampa e alla televisione, è che nella cosiddetta ‘par condicio scientifica’ si utilizza per la scienza lo stesso metodo che si utilizza per la politica. Ma non si può mettere sullo stesso piano un Nobel, un grande ricercatore o un’istituzione scientifica riconosciuta con il blogger di turno o il sedicente medico radiato dall’Albo. Questo crea grande confusione perché mette sullo stesso piano fonti che hanno un livello completamente diverso. La scienza non è democratica nel senso politico del termine, ma lo è sul merito e sulla valutazione oggettiva delle scoperte che vengono fatte. Questo – ha concluso – richiede anche un aumento dell’alfabetizzazione culturale in una società che sta cambiando alla velocità della luce. Bisogna per cui dare ai cittadini un’offerta di informazione il più corretta e oggettiva possibile”.
 
“Formare i giornalisti è fondamentale per avere un’opinione pubblica correttamente informata su quelli che sono i temi della medicina e dell’informazione scientifica – ha aggiunto Lorusso –diventa un antidoto fortissimo contro i troppi ciarlatani che puntano a mettere in discussione, se non cancellare, quelle che sono state conquiste e scoperte che hanno rivoluzionato il mondo scientifico e migliorato la vita dei cittadini. Abbiamo quindi conquistato un ulteriore step nell’attività di collaborazione con il ministero della Salute perché crediamo nel valore dell’informazione e in quello che può dare nel rendere i cittadini correttamente informati”.
 
L’intesa, che avrà una durata triennale, ma potrà essere prorogata, prevede in particolare l’organizzazione di incontri formativi di formazione professionale continua (Fpc) “specificamente dedicati all’informazione sui temi della salute e contraddistinti da approcci innovativi volti alla promozione di un’informazione corretta che incrementi le conoscenze e le consapevolezze dei cittadini in tema di tutela della salute, con particolare riferimento alle buone pratiche e alla ricerca coerente delle fonti informative”.
 
Un Comitato paritetico coordinato da un rappresentante del Ministero garantirà poi la piena operatività delle attività, e in relazione agli argomenti trattati saranno inviati a partecipare in qualità di esperti anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche.
 
Ester Maragò

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