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Fertility day. E’ polemica sulla campagna del ministero della Salute. La replica: “Lettura errata. Nostro obiettivo è fare prevenzione”

31 agosto - Pioggia di critiche sui social network verso i primi slogan dell’evento del Ministero della Salute che si terrà il prossimo 22 settembre. Giudizi negativi anche dalla politica: Movimento 5 Stelle: “Si esalta in un modo medioevale il concepimento in età giovane” e Sel: “Per promuovere la natalità servono politiche strutturali serie, non show di piazza”. La replica: "Lettura dell'evento che non corrisponde allo spirito con il quale la giornata è stata istituita".  

Ancora prima di partire l’iniziativa del Ministero della Salute per il prossimo Fertility day del 22 settembre, ha trovato una campagna pubblicitaria (in negativo) sulla maggior parte dei siti dei quotidiani nazionali e sui social network. Il tutto scatenato, da alcuni post, quasi tutti critici apparsi sulle pagine social (visto che il sito ancora non è attivo) dove sono stati lanciati i primi messaggi e manifesti dell’evento (La bellezza non ha età. La fertilità sì; La fertilità è un bene comune; Genitori giovani il miglior modo per essere creativi; alcuni degli slogan della campagna). Critiche feroci tra cui spicca quella dello scrittore Roberto Saviano che sul suo profilo facebook analizza proprio gli slogan in questione. “Il #fertilityday è un insulto a tutti: a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno”.

In serata anche i primi commenti della politica. "Se non fosse drammatico ci sarebbe da ridere. Ma stanno giocando sporco sulla pelle di milioni di italiane, e di italiani, e da ridere non c'è proprio nulla. Il ministro Lorenzin lancia niente di meno che il fertility day, per esaltare in un modo medioevale il concepimento in età giovane, perché se si fanno figli da giovani si è più creativi, scrive l'illuminato ministro della Salute. Perché "la procreazione è un bene comune", si legge nelle locandine diffuse da questo governo che ormai ha perso del tutto il contatto con la realtà. Glielo rammentiamo noi: non è che rinunciare a diventare genitori sia una moda da scoraggiare o una consuetudine capricciosa. Non si fanno figli perché non si può": è il commento delle parlamentari M5S di Camera e Senato.

"Le donne, prima di mettere al mondo un figlio responsabilmente pensano al domani. Non c'è lavoro, come ci dice proprio oggi l'Istat: 51 mila donne hanno perso il loro impiego e altre 52 mila hanno perso le speranze di trovarne uno. Sono dati ufficiali, proprio di oggi". "Curioso che poi pe orquesto governo l'acqua non sia un bene comune ma la procreazione sì". 

Su Facebook la senatrice Paola Taverna ha ricordato a questo governo che "Le donne, prima di mettere al mondo un figlio, devono fare i conti con uno Stato che se ne frega delle famiglie e dei bambini. Uno Stato che privatizza la scuola pubblica, che non offre asili nido gratuiti, che costringe i lavoratori al precariato permanente dei voucher e dei finti contratti "indeterminati". Uno Stato che con la "buona scuola" separa le insegnanti dai figli con destinazioni ai confini della realtà. Uno Stato che privatizza la Sanità, che ti consiglia un'ecografia morfologica al quinto mese, ma poi se provi a prenotarla te la danno che tuo figlio ha 5 anni. Uno Stato che, invece di aiutare i nuovi italiani a nascere, sta aiutando i vecchi italiani a morire". "Il vostro fertility day dovreste ribattezzarlo hypocrisy day. Quella è l'unica dicitura che non vi verrebbe tacciata come milionesima bugia". 
 
Su twitter il commento di Alessandro Di Battista (M5s): “Distruggono la sanità pubblica ma lanciano il #fertilityday. Che desolazione. Mandiamoli via. #IoDicoNo

“Per promuovere la natalità servono politiche strutturali serie, non show di piazza. Forse sarebbe meglio che il Governo pensasse alla disoccupazione e al precariato delle giovani coppie, per dare loro una vera opportunità di avere figli”. Così la deputata di Sinistra Italiana Marisa Nicchi in merito al Fertility Day promosso dal ministero della Salute.

“La libertà di decidere se e quando diventare madre è la più bella conquista. E le donne non si fanno incantare dagli show governativi” ha detto Nicchi, secondo cui è opportuno “sostenere le scelte di maternità con politiche per il diritto alla salute riproduttiva e per azzerare la precarietà esistenziale, lavorativa, di reddito. Il resto è solo paternalismo”.
 
La replica del Ministero della Salute. “In merito che in queste ore si sviluppa soprattutto  sui social media – si legge in una nota di Lungotevere Ripa- in relazione al Fertility Day indetto per il prossimo 22 settembre, la Direzione Comunicazione e la Direzione Prevenzione del ministero della salute precisano che, accanto a spunti di indubbio interesse per i dibattiti che avranno luogo in quella giornata in diverse città, e alle più diffuse riflessioni che auspichiamo interesseranno i cittadini a partire da quella data, si rileva una lettura dell'evento che non corrisponde allo spirito con il quale la giornata è stata istituita”.
 
In questo senso il Ministero sottolinea come “il Fertility day è la  Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla fertilità indetta con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, su proposta del Ministero della Salute. La Giornata costituisce una delle azioni  di prevenzione dell’infertilità previste dal Piano Nazionale per la fertilità, elaborato nel maggio 2015 dagli esperti del “Tavolo consultivo in materia di tutela e conoscenza della fertilità e prevenzione delle cause di infertilità””.

“L’iniziativa - sottolinea il comunicato - , che vede il coinvolgimento di  giovani,  insegnanti, famiglie, medici e operatori sanitari,  associazioni, società scientifiche, federazioni e ordini, farmacie,  scuole e comuni, sarà articolata in momenti di approfondimento scientifico con esperti del settore attraverso delle tavole rotonde che potranno essere seguite via streaming e saranno allestiti dei villaggi nelle piazze di città italiane in cui la popolazione potrà avere consigli e ricevere materiale informativo. Scopo della Giornata è informare correttamente la popolazione sui temi della fertilità, della salute riproduttiva,  e sui fattori che possono metterla a rischio”.

Il Ministero “si prefigge esclusivamente di fornire alla popolazione e soprattutto ai giovani informazioni e strumenti utili a preservare la fertilità che può essere inficiata da stili di vita non sani, comportamenti dannosi sul piano sanitario, malattie sessualmente trasmesse,  ferma restando la liberta di ciascuno di gestirla secondo le proprie scelte di vita. La prevenzione è la mission del Ministero e la salute, anche quella riproduttiva, il principale obiettivo. Le persone, quando sono informate correttamente, possono operare delle scelte libere e consapevoli. Tale principio, in un ambito così importante come quello della salute, è di rilevanza assoluta”.

“Volevamo solo informare”. “L'obiettivo di questo giorno della fertilità e di tutta questa attività sulla fertilità dopo il tavolo consultivo è teso semplicemente a dare la corretta informazione ai cittadini. Punto". E' stupita della reazione del web Eleonora Porcu, esperta di fecondazione assistita, dell'università di Bologna e a capo del tavolo del ministero che si è occupato di elaborare il Piano del Ministro.   

"Lo dico come operatore con 30 anni di lavoro - sottolinea  all’Ansa Porcu - ho visto il dolore delle persone che a un certo punto cercano un figlio e non possono averlo, e spesso perché non erano a conoscenza del funzionamento del proprio apparato riproduttivo. Se non si conosce questo problema, se non si sa ad esempio che al crescere dell'età cala la fertilità negli uomini e ancora di più nelle donne , se non si sa che le malattie sessualmente trasmissibili possono minare i nostri organi riproduttivi spesso silenziosamente (come la clamidia), se non conosciamo questo profilo fisiologico della specie umana che ha intrinsecamente una bassa fertilità e soprattutto nella parte femminile, ci esponiamo ad un dolore immenso, il dolore della sterilità, del non riuscire ad avere bambini quando li si cerca, e non si riescono ad avere, il dolore è enorme".

Tra i commenti favorevoli anche quello del presidente del Cun Andrea Lenzi che twitta: “#fertilityday Occasione unica di prevenzione e sensibilizzazione sulla salute riproduttiva e generale di donne e uomini”.
 
Commento positivo pure dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. “Come SIPPS – dichiara il Presidente Giuseppe Di Mauro – siamo del tutto in linea con il Ministero della Salute e con la politica del Ministro, On. Beatrice Lorenzin che, di fatto, è scesa in campo per la salvaguardia della natalità in Italia. Il nostro Paese non riesce più a coprire il punto ‘zero’ della natalità, nemmeno grazie alla preziosa presenza degli immigrati.  L’Italia è, di fatto, il Paese europeo in cui si fanno sempre meno bambini. Assistiamo, anno dopo anno, ad una vera e propria denatalità. Ben vengano, dunque le ‘cartoline’ ideate dal dicastero del Ministro Lorenzin, che vogliono mettere in allerta la popolazione, soprattutto quella più giovane, sui fattori di rischio che potrebbero condizionare la possibilità di avere figli. La nostra società scientifica ribadisce, inoltre, che la sensibilità sui comportamenti necessari a preservare la fertilità deve iniziare sin dall’infanzia”

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