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FESMED, in manovra siano ascoltate richieste per salvare la Sanità pubblica e la sicurezza delle cure

Sciopero Nazionale dei Dirigenti Medici

13 dicembre - “Alla vigilia dell’esame della Legge di bilancio la nostra protesta è finalizzata non a una difesa corporativa, ma alla salvaguardia del sistema sanitario nazionale e della salute dei cittadini. la politica colga i segnali arrivati oggi trovando le adeguate soluzioni nella manovra”.

Lo dichiara Giuseppe Ettore, presidente della Federazione Sindacale dei Medici Dirigenti (Fesmed), nel giorno dello sciopero nazionale unitario.
“I continui tagli alla spesa sanitaria hanno portato ad una drastica riduzione dei posti letto e allungato le lista d’attesa, spingendo  verso quella che è, di fatto, una privatizzazione della sanità. E i medici non sono d’accordo. I nostri sforzi – sottolinea il presidente Fesmed - nel supplire alle carenze di organico, alle differenze territoriali causate dalla riforma del Titolo V, a percorsi di specializzazione troppo spesso inidonei a formare medici adeguatamente e ai molti medici che si allontanano dalle professioni a rischio (Chirurgia, Ostetricia, Anestesia, Neonatologia) non potranno sopperire ancora a lungo ai deficit strutturali”.

“Il definanziamento della sanità, il blocco del turn-over, il precariato, il blocco dei contratti, i tanti giovani medici che non avranno accesso alle Scuole di Specializzazione mentre il SSN non trova specialisti, hanno portato a una crisi della professione medica difficilmente sanabile – spiega - se non con una volontà politica di rimettere in piedi un sistema sanitario, equo, solidale e universalistico”.

“Ci auguriamo che le istituzioni sappiano cogliere il rischio in atto e - conclude Ettore -  ascoltino la voce che oggi si è levata forte per garantire, prima di tutto, la salute delle cittadine e dei cittadini”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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