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Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'impegno di AOGOI continua

Nel 1993 le Nazioni Unite nella dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne introdussero questo tipo di violenze nel contesto delle violazioni dei diritti umani. All'art 1 si designano come tali tutti gli atti di violenza che causano o possono causare alle donne danno o sofferenze fisiche, sessuali e psicologiche comprese la minaccia di tali atti e la coercizione e la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica sia nella vita privata.

Come sappiamo, ONU ed UE definiscono ”violenza di genere” la violenza che si annida nello squilibrio relazionale tra i sessi e nel desiderio di controllo e di possesso da parte del genere maschile su quello femminile.

Nel 1999 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza ed ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative a promuovere attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica su tale problematica.

Questa data è stata scelta in ricordo del brutale assassinio avvenuto nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne che si opposero alla violenza della dittatura di Rafael Leonidas Trujillo (Repubblica Dominicana 1930-1961) e furono esse stesse vittime di violenza. Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre andavano dai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare, torturate, massacrate a colpi di bastone ed infine furono gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

AOGOI da molti anni si è impegnata per la formazione dei medici e delle ostetriche su questo tema, con corsi specifici, relazioni a Convegni e Congressi, pubblicazioni di volumi e scritti su numerose riviste scientifiche e di divulgazione, con il particolare impegno di Valeria Dubini.

Un punto su cui è opportuno insistere è la attenzione che i ginecologi debbono continuare a tenere desta su questo evento, che ha dimensioni inattese anche per presenza di violenza domestica , come ci risulta da fonti ISTAT e WHO e dal numero di femminicidi che, purtroppo, continua anche nel 2016.

E’ perciò opportuno richiamare, per esempio, indicazioni che ci giungono da Linee Guida nazionali ed internazionali sulla assistenza in gravidanza. Le LG ci ricordano la necessità di raccogliere con la anamnesi, ad ogni incontro con la donna gravida, elementi relativi a possibili episodi di violenza subita, ponendo, con opportuna delicatezza, domande specificamente orientate.

Alla raccolta di notizie dobbiamo trovarci preparati a continuare il discorso ed opportuna assistenza.

Un impegno di AOGOI potrà essere una analisi della attività di questo momento professionale, condotta con opportuno programma in ogni Regione, seguita, ove necessario, da interventi formativi.

La donna vittima di violenza deve avere una voce che, con altre voci, deve diventare un coro per sconfiggere gli atti persecutori, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, le tratte di donne e bambine, la violenza economica, fisica, psicologica, sessuale attraverso un equilibrio relazionale tra i sessi con parità di rispetto, ruoli, sentimenti e valori.

Il percorso potrà essere lento e difficile ma possibile, con tappe necessarie/indispensabili quali una adeguata, diffusa e capillare istruzione per consentire a tutti, donne e uomini, il raggiungimento di un livello culturale consono alla elaborazione di pensieri critici, alla ricerca del confronto e della discussione e dell'ascolto reciproco.

 

Elsa Viora, Presidente AOGOI

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