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Gravidanza a rischio. Sesso sotto controllo: il vademecum

27 aprile - Nelle gravidanze a rischio o quando sono presenti malattie concomitanti durante la gestazione, è opportuno seguire alcune raccomandazioni che limitano l’attività sessuale. A stilare il vademecum una ricercatrice americana in una relazione pubblicata su Sexual Medicine Reviews. 

(Reuters Health) – Una gravidanze a rischio non si sposa necessariamente con la parola “astinenza”. In funzione del tipo e/o dell'entità  del problema rilevato, esistono delle accortezze che è bene seguire. Benché esistano delle linee guida, secondo Sally MacPhedran della Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland “sono insoddisfacenti e confuse”, almeno in Usa.

 

Proprio per questo la ricercatrice ha voluto fare chiarezza sul tema con una revisione pubblicata su Sexual Medicine Reviews, dove stila un elenco delle diverse situazioni nelle quali evitare o no il sesso. Sottolineando, tuttavia, che le e limitazioni in camera da letto dovrebbero essere individualizzate sulla base della storia ostetrica della paziente e delle comorbilità, nonché sulla base dei timori e dei bisogni emotivi della donna e del suo partner.

I rischi del sesso
L'attività sessuale potrebbe contribuire al parto pretermine attraverso tre meccanismi, secondo l'autrice dello studio: rilascio endogeno di prostaglandine e prostaglandine nello sperma che causa la maturazione cervicale; rilascio di ossitocina, che induce contrazioni uterine; e, infine, contatto diretto con la cervice o la parte inferiore dell’utero, che causa un trauma.

Il vademecum
- Ptb pregresso, senza cervice corta o altri fattori di rischio: nessuna restrizione.
- Cervice corta con sanguinamento, aumento della frequenza o intensità della contrazione, o ulteriore riduzione della lunghezza del collo: evitare qualsiasi attività sessuale con o senza orgasmo che causi contrazioni percepite o dolorose.
- Posizionamento del cerchiaggio profilattico: evitare il sesso penetrativo per almeno due settimane. Successivamente, l'attività non penetrativa “non deve essere scoraggiata” e l'attività penetrativa modificata può essere autorizzata dopo un colloquio con la paziente e il suo partner.
- Rottura prematura delle membrane: evitare il sesso orale e la penetrazione vaginale a causa del rischio di infezione.
- Placenta previa: evitare atti sessuali o attività sessuali con penetrazione che portano a contrazioni percepite o dolorose.
- Distacco placentare stabile e cronico: evitare l'attività sessuale che provoca sanguinamento, ma l'attività sessuale non deve essere limitata a meno che non si ottengano “contrazioni uterine frequenti, intense o dolorose”.
- Gravidanza multipla non complicata: nessuna restrizione.

I commenti
“Alle donne con gravidanze complicate con aumentato rischio di parto pretermine viene di solito detto di limitare o astenersi dall'attività sessuale. Tuttavia, la restrizione è più comunemente intesa come 'riposo pelvico', che non è definito in termini di ‘quali’ atti sessuali specifici devono essere evitati o sono invece consentiti", afferma MacPhedran.

 

In particolare, il riposo pelvico non affronta la questione se l'orgasmo debba essere limitato in gravidanza: questa restrizione molto vaga su tutte le attività sessuali lascia le donne confuse e deluse. Dal momento che i dati sono scarsi, è importante che i medici si istruiscano su quali informazioni esistono riguardo ai rischi che specifici atti sessuali possono portare nelle gravidanze complicate - sottolinea MacPhedran - Le raccomandazioni attuali sul riposo pelvico sono insufficienti, le pazienti necessitano di una discussione esplicita circa le specificità di ciò che è sicuro e di ciò che non lo è”.

Fonte: Sexual Medicine Reviews

Reuters Staff

(Versione italiana  Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

 

 

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