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L’EMA: si di Renzi allo spostamento da Londra a Milano

28 luglio - L’Inghilterra saluta l’Europa e se ne va per conto suo! Certo questo distacco produrrà conseguenze negative, ma non è detto che non possano esserci anche alcune ricadute positive per il nostro Paese. Il nuovo scenario apre dunque anche alcune opportunità che potrebbero riguardarci da vicino. In questi giorni si è infatti sollevato un coro di richieste per spostare in Italia la sede dell’Agenzia europea del farmaco (EMA, European Medicines Agency), l’Agenzia europea per i medicinali, che valuta e monitora i farmaci in circolazione in tutta l’Unione, decidendo innanzitutto quali possono essere messi in commercio nella UE. Ogni medicinale in vendita in Europa, insomma, deve passare al vaglio di questo importante ente sovranazionale. L’EMA ha sede a Londra ed è l’equivalente dell’FDA (Food and Drug Administration), l’ente di vigilanza americano sui farmaci. Al vertice dell’EMA c’è -neanche a dirlo-  un italiano, il direttore esecutivo Guido Rasi, padovano.

Dopo la Brexit  il fatto che l’EMA continui ad avere la sua sede a Londra sembra un controsenso, essendo questo ente il sorvegliante dei farmaci dell’Unione europea della quale la Gran Bretagna non fa più  parte!

La proposta è quindi di riposizionare a Milano la nuova e logica localizzazione dell’ente europeo per il controllo e la sicurezza dei farmaci: l’idea l’ha lanciata per primo il presidente di Farmindustria Scaccabarozzi,: : “A proposito dell’EMA, l’Italia ha le carte in regola per diventarne la sede. A nostro favore giocano importanti fattori. L’industria farmaceutica made in Italy è ormai una realtà 4.0 di primo piano in Europa. Seconda per produzione a un’incollatura dalla Germania, ma prima per valore pro-capite. Con un export da record che supera il 70% della produzione, un’occupazione qualificata in ripresa (+6.000 addetti nel 2015) e investimenti in crescita (+15% negli ultimi due anni). E a un passo dal diventare un hub europeo per la ricerca, anche clinica, con investimenti di 1,4 miliardi (700 milioni solo in studi clinici). L’Italia può poi contare su un’Agenzia del farmaco (AIFA) riconosciuta a livello internazionale come modello di best practice per l’innovatività delle modalità di accesso ai farmaci. Ecco perché chiedo alle Istituzioni che la nuova sede dell’Ema sia nel nostro Paese”.    A lui si è immediatamente unito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, suggerendo di ospitare l’Ema sulle aree ex Expo dove sorgerà l’Human Technopole, il polo tecnologico da finanziare con un fondo da 50 milioni di euro. Il premier Matteo Renzi ha colto al volo la proposta dichiarando l’impegno del governo per cercare di riuscire a centrare questo obiettivo che oltre a garantire un’autorevole rappresentanza ad un ente di così fondamentale e delicato ruolo in Europa, troverebbe una logica e utile collocazione nel nuovo centro di scienza e tecnologia che si sta costituendo sulle strutture dell’Expo milanese. Anche la Lorenzin ribadisce la necessità di impegnarsi a fondo per portare a casa un risultato prestigioso che può costituire uno stimolo  per  investimenti e per valorizzare il patrimonio scientifico nel campo sanitario del nostro Paese.

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