Associazione dei Ginecologi Italiani:
ospedalieri, del territorio e liberi professionisti

slider_medici.jpg
topbanner2b.jpg
topbanner3d.jpg
  • Aogoi
  • Notiziario
  • La gravidanza non aumenta il rischio di recidiva di cancro alla mammella

La gravidanza non aumenta il rischio di recidiva di cancro alla mammella

8 giugno - Da uno studio presentato al congresso della Società Statunitense di Oncologia arriva una speranza per le donne che, dopo aver sconfitto un cancro al seno, desiderano avere un figlio. La gravidanza non aumenterebbe il rischio di recidive. 

(Reuters Health) – Le donne che hanno avuto un cancro al seno spesso rinunciano a una gravidanza per il timore di aumentare le probabilità di un ritorno del tumore. Ma uno studio condotto su oltre 1.200 donne, presentato la scorsa settimana al congresso ASCO di Chicago, ha portato evidenze favorevoli circa la possibilità che queste donne affrontino la gravidanza, senza vedere aumentare il rischio che il cancro recidivi.
 
Le donne che hanno avuto un tumore del seno sono, tra tutti le pazienti sopravvissute a un cancro, quelle che hanno la minore probabilità di avere un figlio dopo la diagnosi, perché temono che l’elevata produzione di ormoni rilasciati durante la gravidanza potrebbe indurre la moltiplicazione di cellule maligne latenti pronte a svilupparsi. Questa preoccupazione è particolarmente sentita dalle donne con tumore al seno positivo al recettore degli estrogeni (ER-positivo), alimentato appunto da questi ormoni femminili. Le pazienti con questo tipologia di tumore assumono farmaci anti-estrogeni per cinque/dieci anni allo scopo di tenere sotto controllo il cancro. La gravidanza significherebbe interrompere la terapia che, è dimostrato, impedisce al cancro di recidivare.
 
Lo studio
Lo studio presentato all’ASCO ha incluso oltre 1.200 donne sotto i 50 anni che hanno ricevuto diagnosi di tumore al seno non metastatico prima del 2008: la maggior parte (57%) presentava un canco ER-positivo. Nel complesso, 333 donne sono rimaste incinte e ognuna di queste è stata abbinata a tre donne con tumore simile che non era in gravidanza. Dopo circa 10 anni di follow up, non vi era alcuna differenza significativa nel ritorno del cancro tra le donne che avevano avuto un figlio e quelle che non l’hanno avuto. “I nostri risultati confermano che un gravidanza dopo il tumore al seno non va scoraggiata anche nel caso di cancro ER-positivo – ha commentato Matteo Lambertini dell’Istituto Jules Bordet di Bruxelles – Nelle donne con tumori ER-positivi non c’era differenza nella sopravvivenza globale. Nelle donne i cui tumori non erano stati alimentati dagli estrogeni, quelle che hanno avuto una gravidanza hanno presentato una probabilità di morte del 42% minore rispetto a quelle che erano incinte, suggerendo che la gravidanza può essere effettivamente protettiva contro le recidive”. Secondo i ricercatori, saranno necessarie ulteriori ricerche per capire gli effetti della gravidanza nelle donne con tumore al seno HER2-positivo, ovvero quei tumori che sono più aggressivi, o nelle donne che ereditano mutazioni per i geni BRCA.
 
Fonte: ASCO 2017
 
Julie Steenhuysen
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

menu
menu