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  • La nuova relazione sull’attività Intramoenia. Nel 2014 ricavi per 1,143 miliardi e 217 milioni di euro restano alle Asl. La esercita il 44% dei medici con compensi medi di 17.500 euro l’anno

La nuova relazione sull’attività Intramoenia. Nel 2014 ricavi per 1,143 miliardi e 217 milioni di euro restano alle Asl. La esercita il 44% dei medici con compensi medi di 17.500 euro l’anno

6 ottobre - Il ministro Lorenzin ha depositato la Relazione 2016 (con dati riferiti al 2014). Continua il calo del fatturato (-0,7) ma si arresta il crollo registrato nel 2013 (- 6,2% rispetto al 2012). Nelle Regioni del Centro-Nord il volume di ricavi maggiore, mentre la spesa pro- capite nelle Regioni meridionali ed insulari è generalmente piuttosto esigua. Solo 5 Regioni hanno completato gli spazi riservati all’attività libero professionale. LA RELAZIONE. 

Come è andata la libera professione intramuraria? Un quadro esaustivo (con dati però fermi al 2014) ce lo fornisce la nuova relazione del ministro della Salute al Parlamento depositata proprio in questi giorni.
 
Vediamone ampi stralci rimandando alla lettura del testo integrale per gli approfondimenti e l’analisi statistica di dettaglio.
 
Determinazione volumi di attività libero professionale
Solo 4 le Regioni/Province Autonome pienamente adempienti. Nella maggior parte delle altre Regioni (10) meno della metà delle Aziende vi ha provveduto. Ricordiamo che la determinazione dei volumi dell’attività libero professionale è prevista dalla normativa vigente al fine di evitare che essi superino quelli istituzionali e vadano oltre l’impegno orario contrattualmente dovuto.
 
Liste di attesa
È stata inoltre esaminata la definizione delle prestazioni aggiuntive di cui all’articolo 55, comma 2, del CCNL 8 giugno 2000, ovverosia le prestazioni richieste, in via eccezionale e temporanea, ad integrazione dell’attività istituzionale, dalle Aziende ai propri dirigenti allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza di organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge. In 5 Regioni/Province Autonome tutte le Aziende hanno avuto necessità di definire le prestazioni aggiuntive e in generale tale necessità è stata registrata anche nelle restanti Regioni, con una percentuale di Aziende variabile.
 
Realizzazione strutture dedicate
Delle 16 Regioni/Province Autonome che hanno presentato il programma di investimento, previsto dal D. Lgs. n. 254/2000, solo 5 dichiarano di aver completato, entro la data del 31 dicembre 2014, tutti gli interventi di ristrutturazione ammessi al finanziamento. Per le restanti Regioni si registra una criticità importante in considerazione della scadenza del termine stabilito dalla norma per la conclusione delle procedure.
 
Esclusività di rapporto
Si conferma che la stragrande maggioranza dei Dirigenti Medici e Sanitari del nostro Paese ha optato per il rapporto di esclusività con la struttura sanitaria presso la quale opera: è infatti in rapporto di esclusività il 94% dei dirigenti, seppur con percentuali diverse per le singole figure professionali.
 
Indennità di esclusività
Il Conto Annuale fornisce una quantificazione dell’indennità di esclusività percepita dai Dirigenti Medici e Sanitari che nel 2014 è di circa 1.284 milioni di euro, in media 10.798 €/anno pro-capite, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.
 
I ricavi e i costi per l’intramoenia
L’analisi della serie storica dei ricavi complessivi della libera professione intramuraria, conferma il trend in diminuzione a decorrere dal 2010, anno in cui, dopo una progressiva e continua crescita registrata fino all’anno 2009, (variazione 2006- 2009 pari a +10%), i ricavi per prestazioni ALPI subiscono una battuta di arresto ed iniziano a diminuire passando da 1.264.626 migliaia di euro del 2010 a 1.143.401 migliaia di euro dell’anno 2014 (variazione 2010-2014 pari a -9,6%) corrispondenti rispettivamente ad una spesa pro-capite (calcolata sulla popolazione residente al 1° gennaio 2010 ed al 1° gennaio 2014) di 21 euro/anno per il 2010 di 19 euro/anno nel 2014.
 
In realtà, gran parte del suddetto decremento può essere spiegato con il dato relativo all’anno 2013, in cui avviene la significativa variazione (-6,2% rispetto ai ricavi 2012), mentre nell’anno 2014 si registra solo una lieve flessione rispetto all’anno precedente (-0.7%).
 
Parallelamente alla diminuzione dei ricavi, si registra un costante decremento nella serie storica dei costi che, tra il 2010 ed il 2014, diminuiscono di 15,8 punti percentuali. Essendo tale variazione più che proporzionale rispetto alla riduzione dei ricavi, necessariamente la differenza tra le due grandezze, ossia il saldo per prestazioni intramoenia, aumenta significativamente passando da 164.138 migliaia di euro del 2010 a 216.816 migliaia di euro nel 2014 con un incremento di oltre 32 punti percentuali nell’intero periodo.
 
Tuttavia, tenendo conto unicamente degli ultimi due anni di rilevazione, è possibile evidenziare un’inversione di tendenza, infatti, negli anni 2013 e 2014, la riduzione dei ricavi non è compensata in misura più che proporzionale dalla riduzione dei costi, ed in particolare, mentre il saldo corrispondente all’anno 2013 è pressoché identico a quello relativo all’anno precedente, il saldo dell’anno 2014 per attività intramoenia risulta diminuito di circa un punto percentuale rispetto al 2013.
 
La spesa pro capite
La Relazione mostra una situazione estremamente variegata sul territorio nazionale con forti discrepanze tra Nord e Sud del Paese, sia in termini di valore di spesa pro-capite sia in termini di variazione rispetto all’analogo dato riferito all’anno precedente. In particolare nel 2014, i picchi maggiori. Rispetto alla media nazionale di 19€/anno, si registrano nelle Regioni Emilia-Romagna (30,7 €/anno) e Toscana (29,8€/anno), mentre la spesa pro-capite per prestazioni in ALPI è minima nella P.A. di Bolzano (4,0 €/anno), in Calabria (4,7 €/anno) ed in generale significativamente inferiore alla media nazionale nelle Regioni meridionali ed insulari.
 
Quanti sono i medici in intramoenia
I dati rilevati mostrano che, nell’ultimo triennio, il numero complessivo di dirigenti medici che esercita la libera professione è diminuito sia in termini assoluti, che in termini percentuali. In particolare, il numero di medici che esercitano la libera professione intramuraria è passato da 59.000 unità relative all’anno 2012, pari al 48% del totale medici, a 53.000 unità nel 2014, pari al 44% circa del totale Dirigenti medici del SSN.
 
Con riferimento all’anno 2014, in media, nel SSN il 48,7% dei Dirigenti medici, a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo, esercita la libera professione intramuraria (pari al 44,2% del totale Dirigenti medici), con punte che superano quota 58% in Piemonte, Lazio, Liguria, Valle d’Aosta e Marche, viceversa, toccano valori minimi in Regioni come la Sardegna (29%), il Molise (30%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (18%).
In generale, al di sotto della media nazionale si collocano gran parte delle Regioni meridionali ed insulari.
 
Sempre in media, con riferimento al 2014, il 76 % dei Dirigenti medici esercita l’ALPI esclusivamente all’interno degli spazi aziendali, il 15% circa esercita al di fuori della struttura ed il 9% svolge attività libero professionale sia all’interno che all’esterno delle mura aziendali (ad esempio attività in regime ambulatoriale svolta presso il proprio studio professionale ed attività in regime di ricovero svolta all’interno degli spazi aziendali).
 
La quota di medici che esercita la libera professione esclusivamente all’interno degli spazi aziendali è progressivamente cresciuta nell’ultimo triennio (da 59% dell’anno 2012 a 76% dell’anno 2014) e, di contro, la percentuale di intramoenia esercitata “esclusivamente” o “anche” al di fuori delle mura si è ridotta considerevolmente passando dal 40% (somma di “ALPI solo esterno” e “ALPI interno e esterno”), dato relativo all’anno 2012, al 24% nell’anno 2014.
 
Quanto guadagnano i medici
Mediamente, il compenso annuo percepito del professionista che eroga prestazioni ALPI è pari a circa 17.500 euro, ma si conferma, anche in questo caso, una forte variabilità tra le Regioni.
In particolare i guadagni maggiori si registrano in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Marche e Toscana. Sopra la media nazionale sono, inoltre, gli introiti percepiti dai medici delle Provincia autonoma di Trento e delle Regioni Piemonte e Lazio.
 
Nettamente sotto la media nazionale risultano i guadagni registrati in Calabria, Basilicata, Campania, Sardegna Puglia Sicilia e Abruzzo e, oltre che nella P.A. di Bolzano nella quale però, la libera professione non è molto diffusa (la quota dei dirigenti medici che esercitano ALPI è pari solo al 18%).
 

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