Associazione dei Ginecologi Italiani:
ospedalieri, del territorio e liberi professionisti

slider_medici.jpg
topbanner2b.jpg
topbanner3d.jpg
  • Aogoi
  • Notiziario
  • Menopausa. Carenza di iodio potrebbe contribuire allo sviluppo di osteoporosi

Menopausa. Carenza di iodio potrebbe contribuire allo sviluppo di osteoporosi

12 ottobre - Il calo potrebbe influire sulla funzionalità degli ormoni tiroidei e la carenza di questo elemento potrebbe essere un fattore di rischio. Uno studio su Menopause. 

(Reuters Health) – Le donne che soffrono di osteoporosi o osteopenia in postmenopausa avrebbero una riduzione dei livelli di iodio nelle urine rispetto a coloro che non hanno perdite o riduzione di materiale osseo. A evidenziarlo è stato uno studio guidato da Tufan Arslanca, del Yenimahalle Training and Research Hospital di Ankara, in Turchia, e pubblicato su Menopause.

Lo studio
Arslanca e colleghi hanno esaminato 132 donne: 34 in postmenopausa senza osteoporosi, 38 con osteopenia, che in genere precede l'osteoporosi, e 60 con osteoporosi. I livelli medi di iodio nelle urine erano di 216,1 nelle donne sane, 154,6 in quelle con osteopenia e 137,5 in quelle con osetoporosi. Inoltre, i livelli di fosfatasi alcalina (ALP) erano inferiori nel gruppo di donne con osteoporosi, mentre la deossipiridinolina urinaria era inferiore nel gruppo di controllo. Mentre dai risultati sarebbe anche emerso che le differenze erano indipendenti dall'indice di massa corporea.

Importante determinare la disfunzione della tiroide in postmenopausa
Secondo i ricercatori turchi, l'ormone della tiroide potrebbe svolgere un ruolo nella perdita ossea che interessa molte donne in postmenopausa. Inoltre, ci sarebbero evidenze che lo iodio e l'ormone tiroideo possono essere associati a sintomi vasomotori e fattori di rischio metabolici per malattie cardiovascolari, mentre l'associazione tra iodio e metabolismo dell'osso non è stata ancora studiata. “La carenza di iodio potrebbe essere uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo di osteoporosi nelle donne in post-menopausa”, hanno concluso Arslanca. È importante, infine, “determinare la disfunzione della tiroide prima dello sviluppo di evidenze cliniche in postmenopausa, periodo in cui le complicanze metaboliche sono particolarmente diffuse”, hanno avvertito gli esperti.

Fonte: Menopause

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

menu
menu