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Nella provincia di Bolzano resteranno solo 5 punti nascita

12 luglio - Scade il 29 luglio il termine entro il quale la Provincia di Bolzano dovrà inviare a Roma il proprio progetto riguardante i punti nascita, e il 12 luglio la Giunta provinciale ha preso la sua decisione. Oltre a quelli di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico verrà chiesta a Roma l'applicazione di una deroga per Silandro.


Scade il 29 luglio il termine entro il quale la Provincia di Bolzano dovrà inviare a Roma il proprio progetto riguardante i punti nascita, e il 12 luglio la Giunta provinciale è stata chiamata a prendere una decisione. Per fare ciò, l'esecutivo di Palazzo Widmann si è avvalso del parere del comitato per l'assistenza alla nascita, il quale ha analizzato la situazione dei reparti di neonatologia dei sette ospedali altoatesini indicando con chiarezza quale deve essere la priorità: la sicurezza e la salute di madri e nascituri. Un passaggio, quest'ultimo, che può essere garantito solo con il rispetto degli standard di qualità previsti sin dal 2010 dalla Conferenza Stato-Regioni, ovvero la presenza attiva, 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, di quattro figure mediche: ostetrica, ginecologo, anestesista e pediatra.
 
"Questo parere tecnico - ha spiegato il presidente Arno Kompatscher - rappresenta non solo la base, ma è parte integrante della delibera approvata dalla Giunta, la quale comprende un'altra valutazione fondamentale espressa dal comitato. Si tratta di quella riguardante la distanza di un punto nascita che non rispetta il "tetto" dei 500 parti l'anno da una struttura più grande, un criterio che stabilisce il presupposto per l'indicazione di una zona cosiddetta disagiata".
 
Alla luce di queste valutazioni, dunque, la Giunta provinciale ha deciso di esprimersi per il mantenimento di cinque punti nascita sul territorio (in Trentino sono solamente tre). Oltre a quelli di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico, infatti, verrà chiesta a Roma l'applicazione di una deroga per Silandro.
 
Il punto nascita di Vipiteno, invece, chiuderà alla fine di ottobre, e proprio in queste ore l'assessora alla sanità Martha Stocker è in contatto con i dirigenti della struttura per fare il punto della situazione. "Ma il futuro dell'Ospedale di Vipiteno non è assolutamente a rischio - ha aggiunto Kompatscher - tanto più che oltre ad un reparto di ortopedia ampliato rispetto al passato, è stato raggiunto un accordo per il mantenimento di neuroriabilitazione, servizio che potrà contare in futuro su un numero maggiore di posti letto. Senza dimenticare che la chiusura del punto nascita non riguarderà l'intero reparto di ginecologia, ma solamente una parte di esso".
 
Sempre restando in tema di nascita, entro il 30 settembre l'apposito gruppo di lavoro istituito nei mesi scorsi porterà a termine il proprio compito, che consiste nell'indicare direttive e linee guida da seguire per quanto riguarda le prestazioni sanitarie che dovranno essere applicate in tutti gli ospedali altoatesini legate non solo alla fase della nascita, ma anche a quelle pre- e post-parto.
 
"Il nostro obiettivo - ha concluso Kompatscher - è quello di garantire un futuro sostenibile al sistema sanitario altoatesino, puntando su servizi in grado di rispettare i più elevati standard di qualità anche tramite una stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Abbiamo preso questa decisione con l'unico obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei pazienti".

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