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Ospedale del Mare. Il nodo della Ginecologia: no dei 5 Stelle e dei sindacati allo smantellamento del reparto

28 settembre - Interrogazioni dei grillini in Parlamento e in Consiglio regionale. La scelta è stata prevista nella programmazione del Piano ospedaliero, che prevede che il polo materno infantile della città sia costituito attraverso la riconversione del Loreto Mare. Per i sindacati della dirigenza medica una scelta insicura per le donne in gravidanza che abbiano bisogno di prestazioni di pronto soccorso. 

Ospedale del mare, il nodo nell’Ostetricia d’urgenza programmato e realizzato nel presidio di Napoli est ma da dismettere per far posto alla Cardiochirurgia viene al pettine. In attesa che subentri il Loreto Mare a svolgere il ruolo di polo materno infantile della Asl dopo le proteste dell’Aogoi, della Cisl medici e della Cimo dello scorso aprile vede ora all’attacco il Movimento 5 Stelle.

Il caso è già approdato in Parlamento e in Regione con due interrogazioni dei grillini. “Siamo alla follia – tuona la capogruppo Valeria Ciarambino - in una regione come la Campania, ultima in Italia per assistenza sanitaria, non è accettabile che dopo aver investito milioni e milioni di euro in una struttura all'avanguardia per le madri e i neonati, si pensi di spenderne altrettanti (circa 2,5 ndr) per distruggerla. Senza contare quanto si dovrà spendere per risistemare il Loreto Mare perché possa accogliere il polo materno-infantile”.

Proprio Ciarambino di recente, dopo un sopralluogo all'ospedale del Mare aveva divulgato le foto del reparto già pronto e dotato di tutte le strumentazioni. “Nella nostra interrogazione oltre a chiedere conto di quanti milioni di euro di denaro pubblico saranno sprecati, vogliamo sapere come si intende garantire l'assistenza delle emergenze ostetriche e ginecologiche di alta complessità in tutta l'area che gravita intorno all'Ospedale del Mare e che conta 2 milioni di abitanti, visto che già 6 punti nascita pubblici sono stati chiusi. E che senso ha prevedere un ulteriore reparto di cardiochirurgia, posto che il fabbisogno di posti letto dedicati è assolto dalle 12 strutture già esistenti. Ora che De Luca è commissario alla sanità non potrà più addossare ad altri la colpa di questo scempio: cambi immediatamente il piano ospedaliero e salvi dallo smantellamento un reparto da far invidia ai più moderni ospedali d'Italia - spiega Ciarambino, che aggiunge: Quei reparti vanno aperti subito”.

Abbiamo voluto portare la questione anche in Parlamento perché il ministro della Salute, che continua a tagliare fondi alla sanità pubblica e si limita a mandare gli ispettori negli ospedali campani a certificare disastri già avvenuti, intervenga immediatamente su questa vicenda scandalosa".
 
Il neo Ginecologia del Piano ospedaliero
In effetti che ci fosse un neo nella programmazione dell’offerta ginecologica e materno infantile pianificata dal Piano ospedaliero regionale se ne era accorta mesi fa già l’Aogoi (l’Associazione dei ginecologici ospedalieri italiani), che per voce del segretario nazionale Antonio Chiantera e di Andreina Anziano, ginecologa, componente del sindacato di categoria, dirigente medico del Loreto Mare, aveva puntato il dito con varie uscite pubbliche sulla stampa locale.

Una falla, quella segnalata dai camici bianchi della disciplina, e ora dai 5 Stelle, che in effetti nemmeno l’ospedale del mare riuscirebbe a chiudere. Anzi, proprio il nuovo assetto organizzativo del mega presidio di Ponticelli, aggraverebbe tale lacuna visto che è previsto l'azzeramento dei posti letto di Ostetricia (dai 48 originari, ai 24 successivi allo 0 di oggi) a favore del reparto di Cardiochirurgia sebbene sia una scelta giustificata, nella stesura del Piano ospedaliero, con la presenza della vicina Villa Betania (che soddisferebbe tale bisogno assistenziale specialistico) e con la mission futura disegnata per il Loreto Mare confligge con alcune considerazioni di merito organizzativo.

“Questa che potrebbe sembrare anche una scelta ponderata ed illuminata – spiegano Chiantera ed Anziano - in realtà mostra lacuna della programmazione. L'Ospedale del mare è un Dea (Dipartimento emergenza) di II livello, moderno, attrezzato con tutte le discipline e tecnologie polispecialistiche e con un grande pronto soccorso. Nei dipartimenti di emergenza si distinguono un’area medica ed un’area chirurgica e l'Ostetricia e la ginecologia fanno parte di quest'ultima”.

Il ragionamento dei ginecologi è il seguente: mancando l'Unità operativa complessa di ostetricia una donna con addome acuto che giunga all’ospedale del mare per ricevere una consulenza specialistica dovrà andare (in ambulanza o con i propri mezzi) a Villa Betania, che però è un Dea di I livello, dunque meno attrezzato dell’ospedale del Mare.

“I problemi sono due – aggiunge l’Aogoi - le vere emergenze ostetrico-ginecologiche sono quasi sempre emorragiche (gravidanza extrauterina, distacco di placenta, emoperitoneo da rottura di follicolo), e tali pazienti nel trasporto in ambulanza rischierebbero la vita e sarebbero assistite in un ospedale di livello inferiore. A dare manforte a questa tesi ci sono anche Lino Pietropaolo, anch’egli ginecologico del Loreto e segretario aziendale della Cisl medici ed Ermanno Scognamiglio della Cimo, altro sindacato della dirigenza medica.

“Per rendersi conto di tale fabbisogno - continua Anziano - basterebbe vedere le numerosissime richieste di consulenze ginecologiche che al Loreto Mare giungono quotidianamente dal nostro pronto soccorso e addirittura da quello del Vecchio Pellegrini. Pazienti arrivate ed operate immediatamente”. Secondo il ragionamento dell’Aogoi ci sarebbe il rischio di penalizzare le donne che avrebbero solo il Cardarelli come Dea di II livello a cui rivolgersi, già affiancato dall’Aou Federico II che ha il punto nascita più grande della Campania. Senza contare i costi: l’Ostetricia dell'ospedale del mare è già pronto con tutte le attrezzature, finanche le cullette ma a breve dovrà essere smantellato per far spazio alla cardiochirurgia. Operazione che costerà circa 2 milioni di euro. Secondo fonti della Cisl medici, infine, proprio la Cardiochirurgia andrebbe oltre la soglia del bisogno sanitario: in Campania ne dovrebbero essere 9, ne sono attive 12 e con quella dell’ospedale del mare saranno 13. Intanto il Loreto, che conserverà un pronto soccorso di I livello, sarà svuotato per diventare il polo materno-infantile della Asl con l’0stetricia, il Nido, la Terapia intensiva neonatale e la Pediatria da popolare con quel che resta dell’Annunziata.

Tutti punti su cui il sub commissario Claudio D’Amario, che ha contribuito alla stesura del piano ospedaliero, ha tuttavia una visione diversa: “Quando si programma – dice – si cerca di valorizzare quello che già esiste per coprire le aree evitando doppioni a pochi metri. Attualmente la Pediatria offre solo il 50% dei posti programmati con sovraffollamento inappropriato del Santobono. Da medico trovo assurdo che un chirurgo generale non possa far fronte ad un addome acuto ginecologico. Il Loreto ha ottime competenze sia chirurgiche, sia ginecologiche, sia rianimatorie che dovrà conservare e semmai potenziare. Anche l’Utic e la Chirurgia oncologica al Loreto dovranno rimanere quelle di urgenza. Le gravidanze a rischio? Vanno studiate prima ed indirizzate nel centro di riferimento presso il Monaldi o va effettuato il trasporto in utero prima della nascita presso un punto con neonatologia di terzo livello.  In caso di necessità c’è la rete Sten di trasporto per le emergenze al servizio anche dei centri accreditati e delle zone disagiate e la rete Stam per le mamme. Il parto in Campania non può diventare una complessa emergenza interdisciplinare di III livello. In Emilia si attivano case del parto con solo ostetrica e presenza del coniuge per rafforzare l’idea di un evento fisiologico”.

Tutte considerazioni che non convincono l’Aogoi, la Cisl medici e la Cimo che chiedono all’unisono con la Ciarambino di rivedere la programmazione e bloccare lo smantellamento dell’Ostetrica dell’ospedale del mare.
 
 Ettore Mautone

 

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