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Pa Trento. La Giunta ha deciso: ci saranno 4 punti nascita

22 luglio - I punti nascita che restano attivi sono quelli di Trento, Rovereto, Cles e Cavalese. Il punto nascita di Arco smetterà di funzionare dal 1 agosto. Zeni: “Ma a disposizione ci sarà anche una rete di operatori che affiancano le donne in stato di gravidanza in quello che abbiamo strutturato come percorso nascita territoriale. 

Oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, ha approvato la rete provinciale dei punti nascita, incardinati nelle strutture ospedaliere di Trento, Rovereto, Cles e Cavalese, stabilendo contestualmente la cessazione del punto nascita di Arco a partire dal 1 agosto e confermando la cessazione dell’attività del punto nascita di Tione dal 23 maggio scorso. A darne notizia una nota della Giunta provinciale nella quale l’assessore Zeni spiega che “diamo oggi definitiva configurazione dei punti nascita in Trentino, basata su quattro strutture, ma – evidenzia - anche sulla rete di operatori che affiancano le donne in stato di gravidanza in quello che abbiamo strutturato come percorso nascita territoriale”.

Per Zeni, dunque, vengono messi “in sostanza dei punti fermi, a garanzia delle donne in stato di gravidanza, potenziando il protocollo previsto per il trasferimento degli interventi urgenti, assicurando l’assistenza ostetrica notturna nelle Comunità delle Giudicarie e dell’Alto Garda e Ledro e garantendo alle donne un’adeguata accoglienza, tutela e ospitalità negli ospedali di Trento e di Rovereto, anche valutando modalità di accoglienza di un accompagnatore della gestante. Infine le competenze sviluppate dal personale di Tione e Arco - ginecologi, ostetriche, pediatri, anestesisti, infermieri - che hanno saputo garantire gli alti standard di qualità e professionalità delle rispettive U.O. di Ostetricia e Ginecologia, troveranno il modo di essere valorizzate”.

La riorganizzazione della rete ospedaliera operata dalla Giunta provinciale nel dicembre 2014 aveva lasciato in sospeso l’assetto dei punti nascita, in particolare delle strutture ospedaliere di Cles, Arco, Cavalese e Tione. Con il presente provvedimento si procede pertanto alla definizione della rete provinciale dei punti nascita, decisione che, evidenzia la Giunta, “scaturisce da un percorso articolato caratterizzato, oltre che da molteplici incontri con le Comunità, anche da continui contatti con il Ministero della Salute. Il dibattito si è sviluppato soprattutto in ordine alla possibilità di derogare alle norme nazionali riguardanti la soglia minima di attività di 500 parti/anno al di sotto della quale i punti nascita interessati devono cessare l’attività. Il ministro Lorenzin ha infatti stabilito, con un decreto nel novembre del 2015, la possibilità per le Regioni e Province autonome di presentare al Comitato percorso nascita nazionale (CPNn), richieste di mantenimento in attività di punti nascita con volumi di attività inferiore ai 500 parti/anno in deroga a quanto previsto dalle norme nazionali”.

La Provincia, “in ottemperanza al parere vincolante del Comitato percorso nascita nazionale”, ha quindi così definito i punti nascita del servizio sanitario provinciale:

•    i punti nascita di Cles e Cavalese vengono mantenuti in attività e finalizzati esclusivamente all’attività di ostetricia;

•    il punto nascita di Arco cesserà l’attività a partire dal 1 agosto 2016. Le valutazioni del Comitato percorso nascita nazionale in questo senso si sono concentrate in particolare sulle distanza media dall’Ospedale Hub di riferimento e sul tasso di fidelizzazione delle pazienti (i dati che esclusivamente per i cesarei, hanno mostrato risultati inferiori alla media, sono infatti pienamente giustificati dalla complessità degli interventi svolti). L’attività di Ostetricia e Ginecologia verrà garantita dall’U.O. dell’Ospedale di Rovereto, ferma restando la libertà di scelta della gestante. Tutti i servizi assistenziali durante la gravidanza e dopo il parto sono garantiti nel territorio attraverso la piena attuazione del percorso nascita territoriale coordinato dal Responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di Arco che dovrà definire congiuntamente con il Responsabile dell’U.O. Cure primarie del Distretto Sud le modalità organizzative. Il Centro di PMA assorbirà anche l’attività specialistica ginecologica in regime ambulatoriale e di degenza;

•    il punto nascita di Tione ha cessato l’attività con il 23 maggio 2016 e la conseguente attività è garantita dall’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Trento, ferma restando la libertà di scelta della gestante. Tutti i servizi assistenziali durante la gravidanza e dopo il parto vengono garantiti nel territorio attraverso la piena attuazione del percorso nascita territoriale presso il Consultorio di Tione, coordinato dal Responsabile dell’U.O. Cure primarie del Distretto Sud in collaborazione con il Responsabile dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Trento.

La Provincia comunica quindi di avere dato mandato all’Azienda sanitaria di porre in essere tutte le azioni finalizzate a garantire nei due punti nascita in deroga il rispetto degli standard previsti dalla normativa in particolare di:

•    presentare entro agosto un piano di adeguamento a garanzia della presenza H24 delle figure professionali previste dall’Accordo (ginecologo, anestesista, pediatra ed ostetrica);

•    definire un protocollo di cooperazione con la terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Bolzano per la gestione di particolari situazioni di emergenza dell’ospedale di Cavalese;

•    pianificare azioni, attraverso il percorso nascita territoriale, per le gravidanze a basso rischio nella Comunità di Fiemme e Fassa e della Val di Non e di Sole, al fine di raggiungere il numero di parti stabilito dal Comitato percorso nascita nazionale per Cavalese e per Cles;

•    predisporre una campagna informativa alla cittadinanza per la nuova rete materno-infantile e una Carta dei servizi aziendale specifica per il percorso nascita.

La Provincia ha poi dato mandato all’Azienda sanitaria di “assicurare nelle Comunità delle Giudicarie e Alto Garda e Ledro il potenziamento del protocollo di trasferimento delle donne in stato di gravidanza che richiedono interventi di urgenza/emergenza, nonché la messa a regime del percorso nascita territoriale - anche con l’attivazione della reperibilità ostetrica notturna - a garanzia di tutti i servizi assistenziali durante la gravidanza e dopo il parto, per l’assistenza al puerperio e per l’assistenza ai neonati/bambini. In base a questo percorso inizia infatti una nuova fase nell’assistenza delle donne in gravidanza che saranno accompagnate alla nascita da una rete integrata di professionisti; il fulcro del modello è l’ostetrica dedicata che seguirà la donna garantendo la continuità delle cure, l’assistenza pre e post-natale, l’educazione, il counselling e lo screening per promuovere e monitorare il benessere della mamma, del neonato e della famiglia nel suo insieme, assicurando la tempestiva presa in carico della donna e la programmazione di tutti i controlli necessari dall’inizio della gravidanza alla fine del puerperio”.

Infine, fra gli indirizzi assegnati all’Apss, anche quello di “valutare modalità di accoglienza, anche ricorrendo a strutture ricettive esterne, di un accompagnatore della gestante e, se del caso, della gestante stessa che sono residenti nei Comuni del territorio provinciale che meritano particolare attenzione in relazione alle distanze e alle condizioni di traffico, e questo sia durante il periodo del parto, sia in seguito ad altri eventi occorsi durante la gravidanza, che presuppongano la permanenza/ritorno presso le UU.OO. di Ostetricia e ginecologia di Trento e Rovereto”.

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