Associazione dei Ginecologi Italiani:
ospedalieri, del territorio e liberi professionisti

slider_medici.jpg
topbanner2b.jpg
topbanner3d.jpg
  • Aogoi
  • Notiziario
  • Paracetamolo in gravidanza. Studio sui topi evidenzia che interferisce con lo sviluppo del comportamento sessuale maschile

Paracetamolo in gravidanza. Studio sui topi evidenzia che interferisce con lo sviluppo del comportamento sessuale maschile

23 giugno – Uno studio condotto sui topi ha evidenziato che l’esposizione fetale al paracetamolo interferisce con lo sviluppo del comportamento maschile (aggressività, capacità di accoppiarsi, demarcazione del territorio) e dimezza il numero dei neuroni nell’area cerebrale che controlla il drive sessuale. Il consiglio degli autori della ricerca è dunque di utilizzare il paracetamolo in gravidanza solo se strettamente necessario, evitando assolutamente di abusarne. 

E’ uno dei farmaci più utilizzati come anti-dolorifico o per la febbre. Ritenuto generalmente sicuro ai dosaggi raccomandati, il paracetamolo trova impiego per queste indicazioni anche in gravidanza. Ma uno studio pubblicato su Reproduction, avanza qualche dubbio sulla sicurezza della somministrazione del paracetamolo in gravidanza, perché su modelli sperimentali animali provocherebbe alterazioni dello sviluppo di un comportamento ‘maschile’.
 
In passato altri studi avevano già dimostrato che il paracetamolo può alterare la produzione di testosterone nei feti maschi, aumentando in questo modo il rischio di malformazioni testicolari nei neonati. Ma una riduzione dei livelli di testosterone nello stadio fetale può condizionare anche il comportamento dei maschi adulti.
 
“Abbiamo dimostrato – spiega David Møbjerg Kristensen che all’epoca dello studio lavorava come ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche del Novo Nordisk Foundation Center for Protein Research presso la Facoltà di Health and Medical Sciences dell’Università di Copenhagen – che un ridotto livello di testosterone comporta un alterato sviluppo delle caratteristiche maschili; e questo è anche in grado di influenzare il drive sessuale. I topi esposti al paracetamolo allo stadio fetale non sono in grado di copulare come gli altri animali perché la ‘programmazione’ delle caratteristiche maschili non è stata completata in maniera appropriata nello stadio di sviluppo fetale  e questo sembra avere ricadute di lunga durata anche nella vita adulta. E naturalmente tutto ciò è piuttosto preoccupante”.
 
Nello studio appena pubblicato, il dosaggio di paracetamolo somministrato ai topi era molto simile al dosaggio raccomandato alle donne gravide; naturalmente, trattandosi di uno studio su animali da esperimento, i suoi risultati non possono essere immediatamente traslati all’uomo, ma quel che i ricercatori hanno osservato è sufficiente per sconsigliare di effettuare lo stesso esperimento sulle donne gravide.
 
Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile che gioca un ruolo nello sviluppo delle caratteristiche sessuali maschili e della programmazione in senso ‘maschile’ del cervello. Nel caso dei topi, il comportamento ‘maschile’ significa aggressività nei confronti degli altri animali, capacità di accoppiarsi e la tendenza alla demarcazione del territorio. I topi esposti al paracetamolo durante lo sviluppo fetale si mostravano invece molto più passivi degli animali usati come controlli per tutti e tre questi parametri. In particolare questi topini non attaccavano gli altri animali, non riuscivano ad accoppiarsi, né demarcavano il territorio alla maniera dei maschi (con l’urina).
 
Alla luce di questi risultati quindi il Prof. Anders Hay-Schmidt del Dipartimento di Neuroscienze e  Farmacologia, Università di Copenhagen, è andato ad indagare gli effetti specifici della carenza di testosterone sul cervello. “L’area cerebrale che controlla ildrive sessuale – spiega Hay-Schmidt – il cosiddetto nucleo dimorfico sessuale presentava negli animali esposti al paracetamolo durante la vita fetale la metà dei neuroni rispetto ai topi del gruppo di controllo. Anche l’inibizione del testosterone comportava  il dimezzamento dell’attività in un’area del cervello importante per le caratteristiche di comportamento maschile.”
 
L’esposizione al paracetamolo durante la vita fetale ha delle ricadute tardive nella vita adulta anche nelle femmine di topo. Uno studio del 2016  ha evidenziato che le femmine esposte al paracetamolo nella vita fetale, da adulte hanno meno ovuli e dunque diventano infertili abbastanza rapidamente.
 
Ma allora questo significa rinunciare del tutto al paracetamolo durante la gravidanza? “Ritengo personalmente che la gente debba pensarci due volte prima di assumere questo farmaco in gravidanza – afferma David Møbjerg Kristensen – Il paracetamolo viene assunto da tutti con grande disinvoltura, dimenticando spesso che si tratta di un vero e proprio farmaco, che come tutti i farmaci può anche avere degli effetti indesiderati. Ma questo non significa che non debba essere utilizzato. In fondo una madre che sta poco bene, rappresenta un problema per il feto. Le donne incinte devono continuare a seguire le linee guida nazionali e in caso di dubbio in merito all’assunzione di paracetamolo faranno sempre bene a consultare il proprio medico”.
 
Maria Rita Montebelli

menu
menu