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Per 50 anni studi clinici pilotati dall’industria Usa per ridimensionare i rischi dello zucchero

14 settembre - Secondo un report pubblicato su JAMA Internal Medicine, negli anni ’60, l’industria dello zucchero degli Stati Uniti avrebbe supportato economicamente la ricerca con l’obiettivo di affermare, quale principale causa di malattia coronarica, l’assunzione di grassi saturi tramite la dieta, ridimensionando nel contempo il ruolo dello zucchero. 

(Reuters Health) – Secondo un report pubblicato su JAMA Internal Medicine, negli anni ’60, l’industria dello zucchero degli Stati Uniti avrebbe supportato economicamente la ricerca con l’obiettivo di affermare, quale principale causa di malattia coronarica, l’assunzione di grassi saturi tramite la dieta, ridimensionando nel contempo il ruolo dello zucchero.
 
Nel 1967, il New England Journal of Medicine pubblicava una revisione della letteratura puntando il dito contro grassi e colesterolo quali colpevoli di cardiopatie, e sorvolando sulle evidenze -riscontrate a partire dagli anni ’50 – relative al legame tra zucchero e malattia cardiaca. Secondo il rapporto pubblicato da JAMA Internal Medicine, la revisione del New England Journal of Medicine di quasi 50 anni fa era finanziata anonimamente dalla Sugar Research Foundation (SRF), conosciuta con il nome di Sugar Association.
 
Legami tra Harvard e Sugar Research Foundation
Gli autori del report – ricercatori dell’Università della California di San Francisco coordinati da Laura A. Schmidt – sono venuti in possesso di documenti che attestano comunicazioni compromettenti tra la Sugar Research Foundation e alcuni professori universitari. I documenti sono stati scoperti negli archivi dell’Università dell’Illinois e della Harvard Medical Library e mettono in evidenza come la Sugar Research Foundation (SRF) abbia stabilito l’obiettivo primario per la revisione della letteratura, l’abbia finanziata e infine abbia revisionato le bozze del manoscritto. I ricercatori hanno riesaminato anche gli atti di simposi e rapporti storici, che rendono conto di un’azione di pressione costante da parte dell’industria dello zucchero degli Stati Uniti.
 
Nel 1965 – due giorni dopo la pubblicazione, da parte del New York Herald Tribune. di un’intera pagina dedicata al legame fra zucchero e aterosclerosi – la SRF approvò il “Progetto 226”, una revisione della letteratura sul metabolismo del colesterolo affidata a Hegsted e a Fredrick Stare, due docenti di Nutrizione ad Harvard. Gli autori del Progetto 226 ricevettero 6500 dollari. Un anno dopo, nel 1966, furono approvate le bozze della revisione affidata ai due diecenti di Harvard. La revisione delle due parti, che concluse che l’unico cambiamento necessario per prevenire le cardiopatie era ridurre l’assunzione di grassi tramite la dieta, fu appunto pubblicata l’anno successivo sul NEJM, senza nessuna menzione alla partecipazione o finanziamento di SRF. Il giornale non ha richiesto la dichiarazione di conflitti di interesse fino al 1984.
 
“La Sugar Association ha pagato scienziati di Harvard molto prestigiosi per pubblicare una revisione sui grassi saturi e il colesterolo come cause principali di cardiopatia nel momento in cui stavano iniziando a sommarsi diversi studi che indicavano lo zucchero come fattore di rischio per malattie cardiache”, ha rilevato Laura A. Schimdt. “Ciò ha avuto un impatto su tutta la comunità di ricerca, condizionandone la direzione. Abbiamo perso davvero molto tempo a valutare come lo zucchero influisce sulla malattia coronarica””.
 
La difesa della Sugar Research Foundation
“Ammettiamo che la Sugar Research Foundation avrebbe dovuto esercitare una maggiore trasparenza in tutte le sue attività di ricerca. Tuttavia, quando gli studi in questione sono stati pubblicati le dichiarazioni dei finanziamenti e gli standard di trasparenza non erano la norma come oggi”, ha dichiarato in una nota l’associazione dei produttori americani.”Oltre a ciò, è difficile per noi commentare eventi che presumibilmente sono avvenuti 60 anni fa e documenti che non abbiamo mai visto. La Sugar Association continua a cercare di comprendere meglio il ruolo dello zucchero nella salute, ma ci affidiamo a una scienza di qualità e ai fatti per le nostre affermazioni”.


 
Fonte: JAMA Internal Medicine
 
Kathryne Doyle 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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