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PMA. La nuova relazione di Lorenzin al Parlamento: “Nel 2014 nati 12.658 bambini, 471 in più dell’anno precedente”

1 Luglio 2016

 

Continua ad aumentare l’età delle donne che accedono alla PMA, che è 36,7 anni per le tecniche a fresco di II e III livello, e della percentuale di donne che vi accedono con oltre 40 anni, che è del 32,9%. Le gravidanze iniziate da 43 anni in su hanno un esito negativo nel 49,5% dei casi.

Il Ministero della salute ha trasmesso lo scorso 30 giugno al Parlamento la “Relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 40” in materia di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Il quadro che emerge nel 2014 conferma la tendenza secondo cui la gran parte dei trattamenti viene effettuata nei centri pubblici e privati convenzionati. 

Spicca un andamento differente fra tecniche di inseminazione semplice - per le quali diminuiscono coppie, cicli di trattamento, gravidanze e nati - e tecniche di fecondazione di II e III livello, per le quali invece aumentano.

Il totale dei nati vivi con tutte le tecniche, 12.658, è il 2,5% dei nati in Italia nel 2014. La percentuale di gravidanze per ciclo resta stabile è del 10,0% per inseminazione semplice e del 19,4% per tecniche a fresco di II e III livello.

Restano costanti le gravidanze gemellari, mentre i parti trigemini sono l’1,2%, il doppio della media europea che è del 0,6%. E’ altresì costante la perdita di informazioni rispetto agli esiti delle gravidanze: nel 2014 non si ha notizie dell’esito dell’11,8% delle gravidanze accertate (11,4% nel 2013).

Aumenta del 29,9% il numero degli embrioni crioconservati e aumenta il numero di cicli con congelamento di embrioni, mentre continua a diminuire quello dei cicli di congelamento degli ovociti.

Continua infine ad aumentare l’età delle donne che accedono alla PMA, che è 36,7 anni per le tecniche a fresco di II e III livello, e della percentuale di donne che vi accedono con oltre 40 anni, che è del 32,9%. Le gravidanze iniziate da 43 anni in su hanno un esito negativo nel 49,5% dei casi.

Non va dimenticato che nell’aprile 2014 la Consulta ha tolto il divieto di applicazione di tecniche di PMA di tipo eterologo, pertanto nel 2014 l’applicazione di queste tecniche è stata limitata e i dati raccolti, 236 cicli iniziati, non permettono valutazioni epidemiologiche.

Il Ministero della salute – si legge in una nota - è da tempo impegnato a porre la fertilità al centro delle politiche sanitarie italiane. A tal fine ha promosso dal 2015 il “Piano nazionale per la fertilità” che ha come slogan Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro.

Il Piano prevede il coinvolgimento dei professionisti sanitari per interventi di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie dell'apparato riproduttivo, di ripristino della fertilità naturale e d’indirizzo precoce alle tecniche di PMA per aumentare le possibilità di successo.

In questo ambito, il prossimo 22 settembre verrà anche celebrato il primo Fertility day, giornata nazionale di informazione e formazione sulla fertilità rivolta a richiamare l’attenzione sul tema dei giovani, delle famiglie, dei medici, delle scuole, delle istituzioni locali, delle farmacie e delle società scientifiche. 

“Mi auguro - ha dichiarato Beatrice Lorenzin - che tutte queste azioni possano avviare processi in grado di aumentare l’attenzione e la cura della fertilità e di condurre a diagnosi di infertilità e a eventuali trattamenti con l’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini, favorendo così un aumento della natalità nel nostro Paese”.

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