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Verso il Congresso 2016. Intervista al segretario nazionale Prof. Antonio Chiàntera: “Up-to-date scientifico e strategie sanitarie: ecco il baricentro della quattro giorni della ginecologia italiana”

6 ottobre - Il 16 ottobre apre i battenti il Congresso nazionale della ginecologia italiana che vedrà insieme Sigo, Aogoi e Agui. In questa intervista con il segretario nazionale dell’Aogoi Prof. Antonio Chiàntera abbiamo affrontato le principali tematiche congressuali tra le quali ci sarà anche spazio per un approfondimento sugli aspetti organizzativi della sanità italiana che hanno ricadute importanti sulla professione del ginecologo. 

 

Professor Chiàntera, ogni anno il congresso nazionale propone uno spazio di confronto con le istituzioni che quest’anno coinvolgerà anche le associazioni dei pazienti. Il Governo, nella Nota di aggiornamento del Def, ha nuovamente inserito la legge sulla responsabilità professionale all’interno del cronoprogramma delle riforme da approvare entro il 2016. Una volta approvata la legge, potremo finalmente dire che il quadro del contenzioso medico legale si prospetta meno preoccupante?

Attualmente il Ddl è in una fase di stallo al Senato. L’auspicio e l’intenzione da parte dei senatori della commissione Sanità sembra essere quello di riuscire a vedere approvata la norma entro il mese di ottobre a Palazzo Madama. In questo caso, l’ultimo passaggio alla Camera potrebbe avvenire in maniera rapida per poter vedere effettivamente approvato il disegno di legge entro la fine dell’anno. Torno a ribadire ancora una volta l’urgenza di approvare questo provvedimento in tempi rapidi. Solo così potrà diminuire la medicina difensiva e, sono sicuro, migliorare anche il rapporto tra il medico e il paziente. Serve una maggiore tranquillità, un migliore equilibrio nel delicato rapporto con i paziente, ed io credo che con questa legge si vada nella giusta direzione.

 

La visione dell’Aogoi è stata per molti aspetti “profetica”, anticipando di fatto già alcuni anni fa molti di quelli che oggi sono diventati temi centrali nel dibattito che riguarda sia la sanità pubblica sia quello più strettamente medico professionale. Mi riferisco in particolare ai temi dell’integrazione “Ospedale-Territorio” e della “multidisciplinarietà” – sfida quest’ultima che avete interpretato creando una rete di società affiliate con un loro peso specifico e sinergie volte a rafforzare la collaborazione con i principali attori coinvolti nel percorso nascita, nella salute femminile e di coppia. Quali momenti nel programma congressuale meglio riflettono queste due grandi aree tematiche?

Il convegno sarà totalmente improntato sul rapporto tra Ospedali e Territorio. Il tema riveste un’importanza centrale visto che è con l’implementazione di questo meccanismo che potremo evitare ricoveri impropri e risparmiare risorse importanti per il settore. Quanto alla multidisciplinarietà, siamo ormai da tempo tutti consapevoli di non essere dei “tuttologi”. Esistono specializzazioni, ma anche subspecialità che rendono sempre più necessaria l’implementazione di un lavoro di equipe nell’esclusivo interesse del paziente.

 

Quali saranno i momenti per lei più significativi e quali i suoi auspici per questa edizione congressuale 2016 dalla quale usciranno rinnovati i vertici Aogoi?

In questo congresso verranno rinnovati i vertici di Aogoi e di Sigo. L’auspicio è quello di riuscire a scegliere al meglio in un momento così delicato per la sanità e per i rapporti che intercorrono tra la politica e la sanità.
Quanto ai temi che affronteremo al congressi, posso dire che ci saranno molti momenti di confronto e di aggiornamento su tematiche di attualità che interessano la ginecologia e l’ostetricia. Saranno presentate le molte novità nelle varie sub-specializzazioni. Soprattutto ci saranno spazi dedicati a temi per me fondamentali per la professione del ginecologo. Ad esempio, affronteremo il tema della responsabilità professionale insieme al relatore del testo per la commissione Affari Sociali, Federico Gelli (Pd), e ad uno dei primi firmatari del Ddl Benedetto Fucci (CoR).
Ci sarà poi l’occasione per fare il punto della situazione su tanti altri importanti argomenti quali il percorso nascita, le reti pediatriche e le patologie in gravidanza.

 

Un’ultima domanda sull’attualità. La Nota di aggiornamento al Def approvata dal Governo non contiene cifre sulla dotazione del Fondo sanitario nazionale. Il premier Renzi ed il ministro Lorenzin, fino ad oggi, non hanno mai dato rassicurazioni su quei 113 mld di finanziamento previsti dall’intesa Stato Regioni. E’ preoccupato?

Credo che ancora una volta la sanità tornerà ad essere il settore presso il quale poter fare con facilità risparmi. Il problema è che queste scelte portano conseguenze gravi che pesano soprattutto sulle persone più fragili quali gli anziani e le famiglie non benestanti.

L’aumento consistente del numero di italiani che rinunciano alle cure è un campanello d’allarme che non può restare inascoltato. A questa situazione va ad aggiungersi il problema ticket che si configura, sempre di più, come una balzello che non è più economicamente sostenibile per troppe persone.  

 

Giovanni Rodriquez

 

 

 

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