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Taglio cesareo: mozione bipartisan in Senato

02/04/09

Ancora troppi cesarei in Italia, quasi il 15% in più rispetto alla media europea. Così si è levata una voce bipartisan da politici di diversi schieramenti, come i senatori Antonio Tomassini (Pdl), Laura Bianconi (Pdl), Rossana Boldi (Lega Nord), Patrizia Bugnano Idv), Maria Rizzotti (Pdl), Emanuela Baio (Pd), Claudio Gustavano (Pd), Michele Saccomanno (Pdl) e Luigi D'Ambrosio Lettieri (Pdl), per ricorrere a un intervento volto a regolamentare questo tipo di interventi.
I senatori hanno infatti presentato una mozione per invitare il Governo a un rapido intervento in materia, anche in seguito ai dati presentati a Ginevra dall’Oms: “I dati parlano di una percentuale nazionale del 38,3% di parti con taglio cesareo, con picchi in alcune regioni fino al 60%, nettamente superiori alle statistiche dell'Ue che indicano una media del 23,7% e quelle degli Usa del 27,5%". Nella mozione i senatori invitano il Governo a sostenere, insieme a Regioni e Province Autonome, , "un appropriato ricorso al parto con taglio cesareo, attraverso l'utilizzo di strumenti informativi adeguati a rilevare tutte le informazioni possibili legate alla fase pre-natale, all'evento nascita e al monitoraggio a un anno dalla nascita del bambino; e di introdurre e sviluppare strumenti di audit e feedback, efficaci e adattabili alle diverse realtà regionali importanti per controllare alcune delle cause dell'elevato ricorso al taglio cesareo".
E inoltre si sollecita "di invitare in particolare le Regioni dove le percentuali di tagli cesarei sono maggiori, a fornire consulenze e a distribuire materiale informativo alle donne incinte sui corsi preparto, sui vantaggi e svantaggi del cesareo, sul tipo di intervento, sui rischi e i benefici e sulle implicazioni per le gravidanze future".
I senatori chiedono inoltre di "intraprendere azioni al fine di garantire i requisiti minimi strutturali e organizzativi nei punti nascita e la redazione di protocolli regionali vincolanti per l'assistenza neonatale", ma anche "al fine di promuovere l'assegnazione di maggiori risorse alle autorità sanitarie regionali e agli ospedali per garantire l’anestesia epidurale gratuita".
Per i senatori è anche urgente un intervento per "garantire a tutte le donne uguali opportunità nell'accesso a servizi completi di salute sessuale e riproduttiva, così come a incrementare la loro consapevolezza sui loro diritti e sui servizi disponibili; promuovere la classificazione del rischio al momento del ricovero a cui devono conseguire specifici 'percorsi assistenziali' differenziati per la corretta valutazione del rischio della donna in occasione del primo parto".
I senatori invitano anche a sostenere "iniziative legislative per contenere il problema della 'malpractice', riducendo così i condizionamenti dei medici al momento della scelta dei trattamenti da intraprendere".




Adnkronos Salute, 2 aprile 2009
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