LOGIN
Lo scudo giudiziario AOGOI
Corso di vulvologia
Pubblicati i documenti del corso proposto dalla Commissione Aogoi per la Dermatologia applicata alla Ginecologia e all'Ostetricia.
Notizie
La gravidanza sembra rallentare la progressione dell'HIV
14/10/07
Le donne gravide HIV positive sottoposte a terapia con antiretrovirali corrono meno rischi di
sviluppare i sintomi dell'AIDS.
Una ricerca appena pubblicata sul Journal of Infectious Diseases rivela che le donne in terapia antiretrovirale HAART (sigla inglese che sta per Highly active antiretroviral therapy) che rimangono gravide sperimentano una più lento avanzamento verso la fase sintomatica della malattia. La relazione è confermata dall'osservazione dei casi di gravidanze plurime, in cui l'arrivo della fase conclamata della sindrome è ritardato ancora di più.
Secondo Timothy Sterling, infettivologo della Vanderbilt University di Nashville e primo firmatario dello studio (Pregnancy and HIV Disease Progression during the Era of Highly Active Antiretroviral Therapy, J Infect Dis 2007; 196:1044-1052), "questa apparente relazione dose-risposta fa pensare a un possibile effetto protettivo della gravidanza sulla progressione della malattia".
Il gruppo di Sterling ha condotto uno studio osservazionale su 759 donne, di cui oltre due terzi (541) in terapia antiretrovirale, seguite tra il 1997 e il 2004.
Complessivamente quasi una donna su cinque (ovvero 139, pari al 18%) ha avuto almeno una gravidanza nel corso dello studio, e alrettante (140, per l'esattezza) sono passate all'AIDS o ne sono addirittura morte. Tra queste, 8 erano gravide.
Dopo aver corretto i dati considerando fattori come la conta baseline di linfociti CD4 e i livelli di RNA virale, i ricercatori hanno associato alla gravidanza una riduzione del rischio pari al 60% rispetto alle donne in condizioni confrontabili.
La conclusione dei ricercatori è tuttavia interlocutoria, perchè non è possibile dire se ci sia una interazione benefica tra gravidanza e terapia antiretrovirale o viceversa le donne che rimangono più facilmente gravide erano complessivamente in migliori condizioni di salute.
Una ricerca appena pubblicata sul Journal of Infectious Diseases rivela che le donne in terapia antiretrovirale HAART (sigla inglese che sta per Highly active antiretroviral therapy) che rimangono gravide sperimentano una più lento avanzamento verso la fase sintomatica della malattia. La relazione è confermata dall'osservazione dei casi di gravidanze plurime, in cui l'arrivo della fase conclamata della sindrome è ritardato ancora di più.
Secondo Timothy Sterling, infettivologo della Vanderbilt University di Nashville e primo firmatario dello studio (Pregnancy and HIV Disease Progression during the Era of Highly Active Antiretroviral Therapy, J Infect Dis 2007; 196:1044-1052), "questa apparente relazione dose-risposta fa pensare a un possibile effetto protettivo della gravidanza sulla progressione della malattia".
Il gruppo di Sterling ha condotto uno studio osservazionale su 759 donne, di cui oltre due terzi (541) in terapia antiretrovirale, seguite tra il 1997 e il 2004.
Complessivamente quasi una donna su cinque (ovvero 139, pari al 18%) ha avuto almeno una gravidanza nel corso dello studio, e alrettante (140, per l'esattezza) sono passate all'AIDS o ne sono addirittura morte. Tra queste, 8 erano gravide.
Dopo aver corretto i dati considerando fattori come la conta baseline di linfociti CD4 e i livelli di RNA virale, i ricercatori hanno associato alla gravidanza una riduzione del rischio pari al 60% rispetto alle donne in condizioni confrontabili.
La conclusione dei ricercatori è tuttavia interlocutoria, perchè non è possibile dire se ci sia una interazione benefica tra gravidanza e terapia antiretrovirale o viceversa le donne che rimangono più facilmente gravide erano complessivamente in migliori condizioni di salute.















