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Lo scudo giudiziario AOGOI
Patologia Cervico-Vaginale
Nasce il Gruppo AOGOI
Questa iniziativa costituisce l'inizio di un impegno specifico nel campo della patologia cervico-vaginale che di per sé rappresenta una parte considerevole della nostra attività professionale e viene realizzato a cura di un gruppo di colleghi, iscritti all'Aogoi, particolarmente esperti in questo campo.
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Pap-Test
Questionario
Il razionale dell'inchiesta si basa sulla mancanza di informazioni reali e aggiornate su quanti tra i ginecologi italiani si occupano in particolare di patologia cervico-vaginale. L' Aogoi vi invita a compilare nel sito www.aogoi.it questo facile questionario assolutamente anonimo.
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L'ISTEROSCOPIA

Filmato sulla ISTEROSCOPIA realizzato con la collaborazione del Dr. Claudio Crescini, Primario di Ostetricia e Ginecologia, del personale medico, osterico e infermieristico del reparto.
Regìa di Alberto Nacci
Musiche di G.F. Narholz
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NovitÀ
Corso di vulvologia
Pubblicati i documenti del corso proposto dalla Commissione Aogoi per la Dermatologia applicata alla Ginecologia e all'Ostetricia.
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Il punto sulle staminali
Si intende per conservazione autologa del sangue cordonale quella riservata per uso autologo
(personale) o intra-familiare (allogenico familiare).
Leggi il .pdf completo
Nasce il primo Network dei ginecologi italiani
'Interazione professionale' è la parola d'ordine con cui AOGOI lancia la prima community online della ginecologia italiana.
AogoiNetwork.it presentata in occasione del Congresso Nazionale di Palermo 2011, è la nuova piattaforma web fortemente voluta da AOGOI con l'intento di rafforzare la collaborazione professionale e le discussioni scientifiche all'interno della grande comunità dei ginecologi ospedalieri, del territorio e dei liberi professionisti. Registrandosi al network ciascun specialista potrà creare un proprio profilo, aprire discussioni su temi mirati; organizzare gruppi basati su specifiche competenze professionali, distribuzione geografica o collegati a un determinato evento di specialità; inviare inviti a eventi e/o incontri scientifici sul territorio. In questo spazio di interazione sarà possibile caricare e condividere presentazioni, immagini, video, poster e altro materiale scientifico. “AOGOINetwork.it rappresenta per tutti noi una nuova opportunità professionale, per essere in contatto con i nostri colleghi di specialità e per aggiornarci costantemente e in tempo reale.”
CM Stigliano
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VACCINAZIONE CONTRO L'HPV - Le 10 domande più frequenti
VACCINAZIONE CONTRO L'HPV
Le 10 domande più frequenti e le relative risposte
-
Perché vaccinarsi proprio a 12
anni?
-
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato questa età come la migliore per
effettuare la vaccinazione contro HPV per più motivi:
- migliore efficacia nella popolazione che non ha ancora iniziato l'attività sessuale;
- migliore risposta immunitaria al vaccino;
- per cercare di evitare la somministrazione del vaccino in gravidanza;
- le ragazze di questa età sono già coinvolte in programmi di prevenzione attiva e ciò consente
maggiori garanzie per l'adesione ad un ciclo di 3 dosi.
-
E' utile vaccinarsi dopo i 12 anni?
E dopo l'inizio dell'attività sessuale?
- Le condizioni ottimali per sfruttare la massima efficacia profilattica del vaccino si
realizzano prima dell'inizio dell'attività sessuale e nel momento di massima risposta del sistema
immunitario; tuttavia il vaccino risulta utile anche per le ragazze e le donne che hanno già avuto
rapporti sessuali poiché è improbabile che esse si siano infettate stabilmente con tutti i ceppi di
papillomavirus oncogeni verso cui il vaccino è efficace.
-
Prima di vaccinarsi, è necessario
fare qualche test? (es. HPV test e tipizzazione)
- No, non è necessario effettuare alcun test prima di vaccinarsi.
-
Ho appena fatto l'HPV-test ed è
positivo. Posso vaccinarmi lo stesso o è inutile?
- La vaccinazione è comunque possibile ed è utile per prevenire ulteriori infezioni, visto che si
è esposti al virus durante tutta la vita sessualmente attiva. Perché un papillomavirus oncogeno
possa produrre effetti è però indispensabile un'infezione persistente per molto tempo; accade
infatti spesso che l'hpv-test prima positivo risulti successivamente negativo: significa quindi che
le difese immunitarie hanno eliminato l'infezione e dunque la vaccinazione è efficace anche in
questo caso per evitare reinfezioni che potrebbero questa volta divenire persistenti.
-
Mi sono appena vaccinata/voglio
vaccinarmi; dovrei fare vaccinare anche il mio compagno?
- Il vaccino è stato studiato per le donne perché è su di esse che possono verificarsi le lesioni
a rischio tumore e inoltre il cancro del pene è molto raro. Anche in considerazione dei costi
elevati che comporterebbe vaccinare anche i maschi, si è scelto di effettuare la vaccinazione sui
soggetti a maggior rischio, cioè le donne. Per questa ragione è auspicabile il raggiungimento della
massima copertura vaccinale per ridurre o addirittura eliminare la circolazione dei papillomavirus
ad alto rischio.
-
Quanto dura la protezione indotta
dalla vaccinazione? E' per tutta la vita o sono necessari dei richiami?
- E' identica a quella di altre vaccinazioni: ad oggi i dati dimostrano che il vaccino protegge
efficacemente per molti anni. I controlli che vengono effettuati per questo come per gli altri
vaccini, garantiscono che se si dovesse evidenziare una riduzione dell'efficacia nei soggetti
vaccinati, al massimo verrebbe richiesta una dose successiva “di richiamo”.
-
Ci sono rischi nella vaccinazione
contro l'HPV?
- I rischi di questa vaccinazione non sono diversi da quelli degli altri vaccini comunemente
somministrati. Il vaccino anti-hpv ad oggi è stato somministrato a diversi milioni di ragazze
(>50.000.000 di dosi somministrate in tutto il mondo) e non ci sono evidenze di problemi di
sicurezza. Come avviene per le altre vaccinazioni, in alcuni casi è stato segnalato dolore nel
punto dell'inoculazione (spalla), associato talora a rossore e gonfiore, disturbi che generalmente
scompaiono in breve tempo. In qualche caso può presentarsi, inoltre, un rialzo febbrile di breve
durata. Raramente possono insorgere disturbi intestinali (nausea, vomito, diarrea). Di norma tutti
questi sintomi scompaiono rapidamente e comunque non richiedono l'uso di farmaci. Non esistono
rischi di trasmissione dell'infezione in quanto il vaccino contiene particelle simili al virus HPV
ma non infettive, incapaci quindi di indurre malattia ma in grado di determinare una notevole
produzione di anticorpi specifici contro questo virus.
-
La vaccinazione protegge al 100%
contro il cancro della cervice uterina?
- Nelle donne che non hanno ancora contratto l'infezione il vaccino si è dimostrato molto
efficace (90-100%) nel prevenire le lesioni pre-invasive di alto grado (CIN2/3) dovute ai virus HPV
16 e 18, che insieme causano oltre il 70% dei tumori del collo dell'utero. Il vaccino è efficace
anche nei confronti di ceppi di papilloma virus oncogeni simili a quelli verso i quali è stato
studiato: questo estende l'efficacia protettiva del vaccino ben oltre il 70% dei casi.
-
Una volta fatta la vaccinazione, lo
screening non serve più?
- Sebbene la vaccinazione contribuisca a proteggere dalle principali cause del tumore del collo
dell'utero, non garantisce una protezione verso tutti i tipi oncogeni di HPV; pertanto è importante
sottoporsi regolarmente al Pap-test. La vaccinazione e lo screening sono complementari e insieme
rappresentano il metodo più efficace per prevenire il carcinoma della cervice uterina.
-
Le donne in gravidanza possono
vaccinarsi?
- In gravidanza non è opportuno effettuare vaccinazioni in genere, salvo casi particolari su
indicazione specialistica.
A cura di Carlo Maria Stigliano
