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Aborto. Zampa: “Sorpresa da ‘no’ delle Marche a somministrazione pillola abortiva nei consultori. Regione rispetti Linee Guida”

30 gennaio - "Dopo l’Umbria anche le Marche si oppongono alla somministrazione della pillola abortiva Ru486 all’interno dei consultori, anche in quelli collegati agli ospedali. Una scelta in aperto contrasto con le linee guida del Ministero, emanate da una apposita Commissione su richiesta del Consiglio Superiore di Sanità e aggiornate pochi mesi fa", dice la sottosegretaria alla Salute.

“Ci risiamo. Dopo l’Umbria anche le Marche si oppongono alla somministrazione della pillola abortiva Ru486 all’interno dei consultori, anche in quelli collegati agli ospedali. Una scelta, di fatto, in aperto contrasto con le linee guida del Ministero della Salute, emanate da una apposita Commissione su richiesta del Consiglio Superiore di Sanità e aggiornate pochi mesi fa dal Ministro della Salute Roberto Speranza a distanza di dieci anni dall’ultima volta. In questo lungo periodo non si sono registrati eventi avversi che abbiano reso necessario il ricorso a ricoveri ospedalieri per l’utilizzo della cosiddetta ‘pillola abortiva’. Sono sorpresa da quanto deciso dalle Regione Marche: ancora una volta i diritti delle persone, in particolare delle donne, vengono calpestati in favore del preconcetto e dell’ideologia politica, in totale incoerenza con le indicazioni scientifiche”.
 
È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa.
 
“Il mio auspicio è che in Italia si possa favorire, sempre ove possibile, il ricorso alla IVG farmacologica come accade in moltissimi Paesi europei, cioè in regime ambulatoriale o di Day Hospital. Sono convinta che anche le Marche torneranno presto sui propri passi, rispettando appieno le Linee Guida di questo Dicastero” - conclude Zampa.
 
La presa di posizione di Zampa arriva dopo la bocciatura in Consiglio regionale di una mozione del centro sinistra che chiedeva tra l'altro di "dare piena attuazione alle linee guida del Ministero della Salute che hanno previsto l’abolizione dell’obbligo di ricovero ospedaliero in caso di aborto farmacologico".

 

 

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