Associazione dei Ginecologi Italiani:
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In calo la natalità italiana

Lo stato di salute dei bambini italiani fino ai 18 anni è analizzato nel primo Libro Bianco 2011 – La salute dei bambini, pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell'Università Cattolica di Roma, con la Sip (Società Italiana di Pediatria) e la Simm (Società Italiana Medici Manager); offre una panoramica sui dati relativi alla natalità, che è fra le più basse d'Europa, e sull'assistenza sanitaria offerta ai minori.
Nascono 9,5 bambini per 1.000 abitanti, pochi, con una diminuzione del 74,25% dal 1871; i tassi di natalità nel periodo 2008-2009 sono variati dalle 10,7 nascite ogni 1.000 abitanti della provincia di Bolzano e le 10,4 della provincia di Trento, alle 7,6 del Molise, 7,7 della Liguria e 8,1 della Sardegna. Le ragioni della diminuzione delle nascite le riassume il direttore dell'Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica di Roma, Walter Ricciardi: «Tutte le politiche del welfare non sono orientate ai bisogni dell'infanzia e non incentivano le giovani coppie a mettere su famiglia».
La mortalità infantile è diminuita dell'8,7% negli anni fra il 2003 e il 2008, e quella neonatale è diminuita del 9,9%; si registrano però profonde disuguaglianze fra Nord e Sud: nel periodo fra il 2006 e il 2008 il tasso di mortalità infantile variava da 1,60 casi ogni 1.000 abitanti registrati nella provincia di Trento, ai 4,82 casi della Calabria. Commenta Ricciardi: «Esiste una profonda disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni, ciò significa che le opportunità di salute non sono le stesse per tutti i bambini italiani o, in altri termini, essere bambini nel Sud d'Italia non è ugualmente facile che esserlo nel Nord-Est del paese».

Fonte:  repubblica.it, 30 gennaio 2012

 

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