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Cancro al seno. La Lilt lancia l’allarme: “Al Sud mortalità del 6% maggiore che al Nord”

18 febbraio - Per Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori “Istituzioni, autorità e amministrazioni devono fare di più. Bisogna inoltre anticipare a 40 anni l’età per l’ammissione agli screening gratuiti e garantire omogeneità dei servizi preventivo-diagnostici su tutto il territorio, da nord a sud”.

“Al sud ci si ammala di meno ma si muore di più e nel caso del cancro al seno, il big killer delle donne, la mortalità è maggiore del 6% rispetto al nord”.

A lanciare l’allarme è Francesco Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e direttore della Breast Unit al Mater Day Hospital di Bari, aprendo il focus sulle “Breast Unit” in occasione dei corsi di alta formazione dell’Università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma promossi da Europa Donna.
 
“È necessario che, istituzioni, autorità e amministratori della sanità investano di più e meglio al sud – ha detto Schittulli – è ad essi che mi rivolgo a nome della Lilt e di tutte le donne che nel meridione sono le prime a pagare sulla propria pelle il prezzo di questo dannoso squilibrio. Il primo passo per far scendere il numero delle nuove diagnosi, che al contrario cresce fino a contare oltre 55mila nuovi casi ogni anno – ha aggiunto – è iniziare a investire in salute e non in malattia, ovvero anticipare a 40 anni l’età per l’ammissione agli screening gratuiti e garantire omogeneità dei servizi preventivo-diagnostici su tutto il territorio, da nord a sud”.

 

 

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