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Covid. Ricciardi: “Se continua così a dicembre rischiamo di avere 16mila nuovi casi al giorno”

10 ottobre - “Da giugno ad oggi abbiamo avuto un raddoppio al mese dei nuovi casi. Se non si arresta tra due mesi staremo come stanno oggi Francia, Spagna e Gran Bretagna”. “Rispetto a quello che ci aspetta, cioè una pressione enorme con l’arrivo dell’influenza, bisognava rafforzare il sistema di testing allargandolo a tutte le strutture, sia pubbliche che private che sono in grado di farlo, e poi con i pronto soccorso che in molti casi non hanno ancora fatto nemmeno i percorsi differenziati”.

“Quello che si è verificato da giugno in poi è un raddoppio dei casi ogni mese. Avevamo 200 casi, poi 400, poi 800, poi 1600 e adesso stiamo a oltre 4mila casi. Quindi rischiamo fra un mese di avere oltre 8 mila casi al giorno e tra due mesi, quando arriverà l’influenza, di avere 16 mila casi in un giorno, come in questo momento hanno la Francia, o anche la Spagna e Gran Bretagna che hanno fatto gli stessi nostri errori. Purtroppo, questa seconda fase della sottovalutazione dell'epidemia è un fatto troppo generale”.
 
Con queste parole, pronunciate nel corso di un’intervista a “Buongiorno” su Sky TG24 venerdì scorso, Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute, ha commentato la nuova impennata dei contagi da coronavirus in Italia. 
 
"Non possiamo pensare che il virus non giri - ha detto Ricciardi - questo è un virus insidiosissimo che sta di nuovo riempiendo gli ospedali. Gli ospedali Covid in Campania e Lazio sono quasi pieni e mi preoccupano molto non tanto le terapie intensive, di cui si parla, ma le terapie subintensive perché ci sono i pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo e i posti si stanno saturando già adesso. Figuriamoci quando arriverà l'influenza cosa succederà".
 
Ma non siano al collasso. Al momento, comunque, "non siamo al collasso, ma siamo in una situazione di grandissima pressione", ha precisato. "Siamo ancora in tempo ma dobbiamo farlo con spirito di concordia nazionale e senza polemiche. Nessuno vuole incolpare nessuno e dobbiamo dare risposte importanti a livello istituzionale, ma soprattutto le deve dare la popolazione", ha aggiunto ancora.
 
“Ora ci sono Regioni che si sono fatte trovare più o meno preparate, e la mia preoccupazione è che questa preparazione non sia ancora adeguata a maggior ragione per quando arriverà l’influenza, e ci sono altre Regioni che si sono fatte trovare più impreparate, cioè non hanno aumentato quella capacità di testing che era presumibilmente necessaria e si è rivelata assolutamente necessaria”, ha sottolineato Ricciardi.
 
“Rispetto a quello che ci aspetta, cioè una pressione enorme con l’arrivo dell’influenza, bisognava rafforzare il sistema di testing allargandolo a tutte le strutture, sia pubbliche che private che sono in grado di farlo, e poi con i pronto soccorso che in molti casi non hanno ancora fatto nemmeno i percorsi differenziati”, ha spiegato.
 
Seconda ondata più pericolosa e finora sottovalutata. “È stato sottovalutato il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima. Non voglio colpevolizzare le Regioni, so che alcuni presidenti si sono risentiti per le mie dichiarazioni, ma voglio sottolineare che di fronte a una pandemia da virus respiratorio bisogna lavorare tutti insieme e basare le decisioni sull’evidenza scientifica. Nel momento in cui si ignora il messaggio che bisogna approfittare dei mesi estivi per prepararsi, allora si sbaglia”, ha aggiunto ancora l’esperto.
 
Le scuole. Per Ricciardi “la chiusura della scuola è assolutamente da scongiurare così come è assolutamente da scongiurare un lockdown generale”, ha detto. “In questo momento non c’è nessuna ipotesi di chiusura di esercizi commerciali o attività, si sta solo pensando a quali sono le possibili attività che prevedono assembramenti ingiustificati che riguardino attività non primarie che possono essere in qualche modo limitate”.
 
La quarantena a dieci giorni come in Germania. Un altro tema toccato da Ricciardi, nel corso dell’intervista a Sky Tg24, è quello della quarantena ridotta, da dieci e non più da quattordici giorni. E’ un’ipotesi a cui le autorità sanitarie stanno pensando, “sulla base delle evidenze scientifiche di questo momento particolare. La quarantena secondo noi può essere ridotta a dieci giorni come si fa in Germania, con un tampone invece di due tamponi. È qualcosa che stiamo consigliando come consiglieri scientifici del ministro Speranza e spero che il Governo lo prenda in considerazione”.
 
“Stiamo analizzando quello che ha fatto (la Germania, ndr.), riducendo la quarantena per i soggetti sospetti con un solo tampone negativo per autorizzarne poi la fine. È un’ipotesi che può essere presa in considerazione, deve essere valutata poi attentamente dal Cts e poi può essere in qualche modo deliberata”, ha spiegato.
 
“Noi stiamo suggerendo la stessa ipotesi comportamentale della Germania che dal punto dell’evidenza scientifica perde qualcosa, ma consente una gestione dell’epidemia più agevole soprattutto in questo momento in cui i casi sono più di quattro mila al giorno”, ha concluso Ricciardi.

 

 

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