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Il programma di Mario Draghi: “Primo dovere combattere con ogni mezzo la pandemia e poi riforma sanità territoriale. La ‘casa’ deve diventare principale luogo di cura”

20 febbraio - Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha delineato in Parlamento il suo programma di Governo. Per la sanità, oltre all'accelerazione del piano di vaccinazioni, Draghi ha indicato come prioritaria la riforma della sanità territoriale: "È questa la strada per rendere realmente esigibili i Livelli essenziali di assistenza e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La casa come principale luogo di cura è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata”. IL DISCORSO INTEGRALE.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato in Parlamento (il 17 febbraio al Senato e il 18 alla Camera) il suo programma di Governo. Un Governo che ha definito semplicemente come “il Governo del Paese” senza altri aggettivi.
 
Un Governo chiamato ad affrontare l’emergenza sanitaria ed economica scatenata dalla pandemia ma anche a fare le riforme necessarie per il Paese.
 
Sul primo punto Draghi ha messo in evidenza tre priorità: l’accelerazione della campagna vaccinale, la riforma della sanità territoriale e la ripresa delle normali attività scolastiche.
 
“Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare – ha detto Draghi - ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private”.
 
“La velocità è essenziale – ha detto Draghi - non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus”.
 
E poi Draghi ha sottolineato come “Sulla base dell’esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità”.
 
“Il punto centrale - per Draghi - è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria)”.
 
“È questa la strada per rendere realmente esigibili i “Livelli essenziali di assistenza” e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La “casa come principale luogo di cura” è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata”, ha chiarito il presidente del Consiglio.
 
Per la scuola, Draghi ha sottolineato che “non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà”.
 
Recovery Plan. Draghi ha chiarito che il Recovery Plan subirà possibili rimodulazioni e accorpamenti ma senza cambiarne gli obiettivi strategici: “Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G”.
 
Ma le riforme strutturali non riguarderanno solo la sanità. Nel suo programma Draghi ha individuato infatti il fisco, la pubblica amministrazione e la giustizia come riforme non procrastinabili.

 Il Governo Draghi ha ottenuto un’ampia maggioranza sia al Senato che alla Camera.

 

 

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