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Covid. In Europa 383,9 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Crescono anche ricoveri e morti. Dieci Paesi in una situazione “estremamente preoccupante”. Italia ancora a “bassa preoccupazione”

12 novembre - Pubblicato il nuovo rapporto settimanale di sorveglianza della pandemia dell'Ecdc che mostra una situazione epidemiologica complessiva caratterizzata da un tasso di notifica di casi elevato e in rapido aumento e da un tasso di mortalità basso ma anch'esso in lento aumento. E per le prossime due settimane previsto un ulteriore peggioramento. I paesi con una minore diffusione delle vaccinazioni continuano ad essere i più gravemente colpiti.

L’Ecdc ha aggiornato il suo rapporto settimanale sull’andamento della pandemia in Europa e i dati sono preoccupanti. Alla fine della settimana scorsa, domenica 7 novembre 2021, la situazione epidemiologica complessiva nell'UE/SEE era caratterizzata da un tasso di notifica di casi elevato e in rapido aumento e da un tasso di mortalità basso ma in lento aumento.
 
E l’Ecdc prevede che i tassi di notifica dei casi, i tassi di mortalità e i ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva aumenteranno ulteriormente nelle prossime due settimane.
 
I tassi di notifica dei casi sono attualmente più alti tra i gruppi di età inferiore ai 50 anni, ma anche i tassi di notifica tra i gruppi di età più avanzata sono in rapido aumento.
 
Il quadro varia notevolmente da paese a paese e nella maggior parte degli Stati membri dell'UE/SEE si osservano ora tassi di notifica dei casi crescenti e una situazione epidemiologica complessiva di “alta” o “molto alta” preoccupazione.
 
Resta il fatto, osserva l’Ecdc – che i paesi con una minore diffusione delle vaccinazioni continuano ad essere i più gravemente colpiti.
 
Il tasso complessivo di notifica dei casi COVID-19 per l'UE/SEE è stato di 383,9 per 100.000 abitanti a fronte dei 316,4 della la settimana precedente confermando il trend in aumento orami presente da cinque settimane.
 
Il tasso per 100.000 abitanti si colloca in un intervallo tra 40 e meno di 100 in tre paesi (Italia, Malta e Spagna), tra 100–<300 in cinque paesi (Cipro, Finlandia, Francia, Portogallo e Svezia) e a 300 o più, in 22 paesi. Tendenze in aumento sono state osservate in 24 paesi.
 
Il tasso di ricovero ospedaliero, sulla base dei dati riportati da 19 paesi, è stato di 6,1 per 100.000 abitanti, rispetto a 5,0 nella settimana precedente. il tasso è in aumento da quattro settimane.
Il tasso di ricovero in terapia intensiva, sulla base dei dati riportati da 14 paesi, era di 1,0 per 100.000 abitanti, rispetto a 0,8 (intervallo di paesi: 0,1–15,9) nella settimana scorsa. il tasso è in aumento da quattro settimane.
 
Il tasso di mortalità COVID-19 a 14 giorni tocca i 35,5 decessi per milione di abitanti, rispetto ai 32,3 decessi della settimana precedente ed è anch’esso in aumento da cinque settimane.
 
Dei 27 paesi con dati sui ricoveri ospedalieri o in terapia intensiva o sull'occupazione fino alla 44ª settimana, 24 hanno riportato una tendenza all'aumento in almeno uno di questi indicatori rispetto alla settimana precedente.
 
La valutazione della situazione nei singoli Paesi: Italia nella categoria a "bassa preoccupazione". La valutazione dell'ECDC della situazione epidemiologica di ciascun paese si basa su un punteggio composito basato sul valore assoluto e sull'andamento di cinque indicatori epidemiologici COVID-19 settimanali: tassi di notifica dei casi degli ultimi 14 giorni; tassi di test e positività del test; tassi di notifica dei casi nelle persone di età pari o superiore a 65 anni; tassi di ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva; mortalità.
 
Sulla base di questi indicatori la situazione in questo ultimo report mostra 10 paesi (Belgio, Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia) classificati come “estremamente preoccupanti”, 13 paesi (Austria, Danimarca, Finlandia, Germania , Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania e Slovacchia) come “preoccupanti”, tre paesi (Cipro, Francia e Portogallo) come “moderatamente preoccupanti” e quattro paesi (Italia, Malta, Spagna e Svezia) come di “bassa preoccupazione”.
 
Rispetto alla settimana precedente, quattro paesi (Belgio, Finlandia, Liechtenstein e Polonia) sono passati a una categoria superiore, cinque paesi (Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania e Svezia) passano a una categoria di preoccupazione inferiore e 21 Paesi restano nella stessa categoria.

 

 

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