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Covid. Ema: “Tutti e quattro i vaccini proteggono dalle varianti, ma è importante completare il ciclo vaccinale il prima possibile”. E sull’eterologa: “Ancora troppi pochi i dati”

4 luglio - "I primi dati del mondo reale suggeriscono che: con due dosi di vaccino proteggano contro la variante delta, e gli anticorpi di tutti i vaccini approvati siano capaci di neutralizzare questa variante". Ma è importante "garantire che le persone vulnerabili e anziane completino il ciclo di vaccinazione il prima possibile per proteggerle da un'ulteriore diffusione della variante delta". Così il capo della strategia vaccinale dell'Ema, Marco Cavaleri, nel corso di una conferenza stampa.

"Sembra che i 4 vaccini autorizzati nell'UE Bandiera dell'Unione Europea proteggano contro tutti i ceppi, compresa la variante delta. I primi dati del mondo reale suggeriscono che: con due dosi di vaccino proteggano contro la variante delta, e gli anticorpi di tutti i vaccini approvati siano capaci di neutralizzare questa variante".
 
Così il capo della strategia vaccinale dell'Ema, Marco Cavaleri, nel corso di una conferenza stampa la scorsa settimana.
 
"Accelerare la vaccinazione e mantenere le misure di salute pubblica rimangono strumenti essenziali per combattere il Covid. È importante garantire che le persone vulnerabili e anziane completino il ciclo di vaccinazione il prima possibile per proteggerle da un'ulteriore diffusione della variante delta. L'Ema ha chiesto a tutti gli sviluppatori di vaccini di indagare sulla protezione fornita da questi contro le nuove varianti di virus emergenti", ha aggiunto. 
 
Affrontato anche il tema della vaccinazione eterolga. Su questo l'Ema ha ribadito come al momento non possa fornire una raccomandazione per i pochi dati ancora disponibili. Tuttavia, i risultati intermedi degli studi sul mix vaccinale condotti in Spagna, Germania e Regno Unito "hanno mostrato una buona risposta immunitaria e nessun problema di sicurezza. Ulteriori dati sono attesi a breve". 
 
L'Ema ha poi ribadito di essere in contatto con gli sviluppatori di vaccini per discutere il potenziale utilizzo di una dose di richiamo. "In questa fase non è chiaro se saranno necessarie dosi di richiamo affinché i vaccini contro il Covid mantengano la loro protezione. Esamineremo i dati sulla sicurezza e sulla risposta immunitaria nelle persone che hanno ricevuto una terza dose o una seconda dose nel caso del vaccino Janssen. Questi dati dovrebbero essere raccolti durante l'estate".

 

 

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