Associazione dei Ginecologi Italiani:
ospedalieri, del territorio e liberi professionisti

slider_medici.jpg
topbanner2b.jpg
topbanner3d.jpg

Il Governo commissaria la sanità calabrese con un decreto legge che estromette la Regione dalla gestione

23 aprile 2019 - È la prima volta che avviene dall'avvio del Ssn. Con la norma l'Esecutivo attraverso i suoi commissari prenderà in mano tutta la sanità calabrese: dagli ospedali al personale, dall'assistenza farmaceutica alla prevenzione e ovviamente la nomina dei manager sanitari che dovranno portare avanti le direttive governative. IL DECRETOLA RELAZIONE ILLUSTRATIVALA RELAZIONE TECNICA 

A governare la sanità calabrese da adesso in poi non sarà più la Regione che, seppur commissariata e in Piano di rientro, manteneva comunque la responsabilità politica finale della gestione di Asl, ospedali e strutture sanitarie territoriali.
 
Da quando apparirà in Gazzetta il decreto legge (vedi testo) approvato il 18 aprile scorso fa dal Consiglio dei ministri straordinario svoltosi emblematicamente a Reggio Calabria, sarà infatti il Governo nazionale attraverso i suoi commissari a prendere in mano tutta la sanità calabrese: dagli ospedali al personale, dall'assistenza farmaceutica alla prevenzione e ovviamente la nomina dei manager sanitari che dovranno portare avanti le direttive governative.
 
In sostanza la sanità della Regione non sarà più una competenza locale ma nazionale ed è la prima volta che accade dalla costituzione del Ssn.
 
Il provvedimento conferisce al commissario per l'attuazione del Piano di rientro, Saverio Cotticelli, e al sub-commissario, Thomas Schael, nuovi poteri di controllo sui dirigenti del Servizio sanitario regionale, sottraendoli al presidente della regione Calabria, dimostratosi finora inadempiente agli impegni assunti in precedenza. 
 
Il decreto stabilisce inoltre vincoli stringenti su acquisti e forniture, che il Servizio sanitario calabrese dovrà, d’ora in avanti, effettuare attraverso la centrale nazionale per gli acquisti della Pubblica Amministrazione (Consip), oppure attraverso le centrali di committenza di altre regioni. Nuove prescrizioni riguardano invece le procedure di affidamento sotto soglia, che dovranno essere effettuate con il coordinamento dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac).
 
Anche la progettazione degli interventi del Piano triennale di edilizia sanitaria e quelli relativi all’adeguamento tecnologico della rete di emergenza non saranno più gestiti a livello regionale, ma dovranno passare attraverso l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia). Il Decreto ha confermato gli 82 milioni di euro già stanziati destinato alla Calabria per l’ammodernamento tecnologico della sua sanità.
 
La regione Calabria aveva già sottoscritto un Piano di rientro dal disavanzo sanitario nel 2009, ma da allora non sono stati raggiunti né gli obiettivi finanziari, né i livelli minimi di assistenza (Lea) delle prestazioni. All’inizio di aprile, l’ultimo tavolo di verifica ha accertato che il disavanzo sanitario della regione Calabria ammonta a 168,898 milioni di euro, mentre il punteggio dei Lea si è attestato a 136, molto lontano dalla soglia di sufficienza che è pari a 160.
 

A sostenere l'importanza della misura anche il premier, Giuseppe Conte, che nel corso della conferenza stampa ha sottolineato: "Con la nostra presenza qui, oggi testimoniamo la vicinanza del Governo alla comunità calabrese. Non ci siamo dimenticati delle loro esigenze. Il Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria non ha solo una valenza simbolica, con l'approvazione decreto sanità diamo da subito concretamente risposte alle esigenze di questo territorio. Ringrazio Grillo per questo decreto rivolto espressamente a tutelare il diritto salute dei cittadini calabresi".
 
Protagonista della giornata proprio il ministro Grillo che, dopo aver ringraziato il premier per "la sensibilità ancora una volta dimostrata sul tema della sanità in generale, e su quello della sanità in Calabria in particolare”, ha illustrato i principali contenuti del provvedimento approvato.
 
“Questa iniziativa a Reggio Calabria dimostra la nostra attenzione verso questa Regione - ha spiegato Grillo -. Abbiamo approvato un provvedimento unico nel suo genere. Si tratta di un decreto speciale che risponde ad una situazione emergenziale determinata, da una parte da un disavanzo di gestione arrivato a 168 mln, e dall'altra da su punteggio riguardante i Livelli essenziali di assistenza molto al di sotto del limite minimo. Questa non è una misura replicabile per altre Regioni perché, quella che stiamo provando ad affrontare, è una situazione unica in Italia".  
 
"Oggi troviamo la Calabria in questa situazione di emergenza  dopo 10 anni di Piano di rientro e commissariamento. Questi strumenti ordinari evidentemente non sono stati sufficienti a rimuovere quegli ostacoli che non consentono alla sanità calabrese di riemergere. Tutto questo mi ha indotto ad attivarmi attraverso una decretazione di urgenza. Con questo provvedimento il Commissario ed il Subcommissario alla sanità avranno delle armi in più per garantire ai cittadini una sanità che non sia pure di 'Serie B'", ha proseguito.
 
"Con questo decreto diamo ai Commissari una facoltà di verifica straordinaria sull'operato dei Direttori generali, sanitari e amministrativi. Laddove necessario, questi potranno essere rimossi e ne verranno insediati nuovi. Per affrontare poi il dissesto finanziario delle Aziende sanitarie abbiamo maturato l'idea di separare la gestione fallimentare da una nuova gestione ordinaria. Inoltre, intervenendo in un settore così sensibile a sprechi ed illegalità, abbiamo previsto che per gli appalti di beni e servizi ci si dovrà avvalere solo della piattaforma Consip o di centrali di acquisto di altre Regioni attraverso protocolli stipulati con Anac", ha aggiunto il ministro.
 
Infine, Grillo ha difeso così la costituzionalità del provvedimento: "Vorrei ricordare alle Regioni che la sanità è una materia concorrente. Il compito per il quale ho prestato giuramento da Ministro della Salute è anche quello assicurare i Livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale. Quello che faccio è nel solco della costituzione. Il decreto è sì un atto straordinario, ma proprio in quanto tale è una misura temporanea. Quanto ai risultati che spero riusciremo ad ottenere, non mi piace fare promesse. Quello che posso fare, e che sto facendo, è dimostrare il mio massimo impegno. Credo che tutti questi sforzi verranno premiati. Vedremo nel tempo i risultati".
 
In mattinata, durante la sua visita a San Ferdinando, anche il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini era intervenuto sul decreto: "La sanità calabrese, al di là di eventuali corruzioni, truffe e debiti, è pessima per i cittadini. Non è più sostenibile il fatto che migliaia di calabresi debbano scappare dalla loro terra per andare a farsi curare, quindi un intervento del governo è doveroso e mi domando chi ha amministrato questa terra perché abbia portato la situazione degli ospedali calabresi a questa situazione. È vergognosa". Secondo il leader della Lega, il commissariamento del settore, che in Calabria si protrae da otto anni, non ha dato i frutti sperati: "Perché - ha spiegato - se invece del commissariamento sposti le pedine che non cambiano mai, occorre qualcuno che riparta da zero".


 
 
 
Queste, nel dettaglio, le misure contenute nel Decreto riguardanti la Calabria (in un altro articolo tutte le altre misure di valenza nazionale mettere link).
 
Le misure per la CalabriaL'articolo 1 spiega come queste disposizioni speciali siano volte a ripristinare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario, nonché ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario regionale.
 
L'articolo 2 introduce una verifica straordinaria sui direttori generali degli enti del Servizio sanitario regionale. Qui si spiega che il commissario ad acta, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto e, successivamente, almeno ogni sei mesi, è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie. In caso di valutazione negativa del direttore generale, il commissario può provvedere motivatamente, entro quindici giorni dall’avvio del procedimento, a dichiararne l’immediata decadenza dall’incarico, nonché a risolverne il relativo contratto.
 
L'articolo 3 chiarisce poi come, in caso di valutazione negativa del direttore generale, il commissario possa nominare un commissario straordinario. In mancanza d’intesa entro il termine perentorio di dieci giorni, la nomina è effettuata con decreto del Ministro della salute, su proposta del Commissario ad acta, previa delibera del Consiglio dei ministri. Il Commissario straordinario è scelto, anche nell’ambito dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale degli enti del Ssn, fra soggetti di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale, anche in quiescenza.
 
Viene inoltre specificato che può essere nominato un unico Commissario straordinario per più enti del servizio sanitario regionale. In favore del commissario straordinario viene riconosciuto il compenso stabilito dalla normativa regionale per i direttori generali dei rispettivi enti del servizio sanitario, inoltre, con decreto del Ministero della Salute viene previsto anche un compenso aggiuntivo per l’incarico, comunque non superiore a euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione. Per i Commissari straordinari residenti al di fuori del territorio regionale è altresì previsto il rimborso delle spese documentate, entro il limite di 20.000 euro annui. Per l’attuazione di tutto questo viene autorizzata la spesa di euro 472.500 annui per gli anni 20192020.
 
Entro nove mesi dalla nomina il commissario straordinario dovrà adottare l’atto aziendale al fine di assicurarne la coerenza con i piani di rientro dai disavanzi nel settore sanitario e con i relativi programmi operativi, e al fine di ridefinire le procedure di controllo interno. Entro sei mesi dalla nomina e, successivamente, almeno ogni sei mesi, il Commissario ad acta dovrà provvedere alla verifica delle attività svolte dal Commissario straordinario. In caso di valutazione negativa, il Commissario ad acta potrà disporne la decadenza immediata dall’incarico e provvede alla relativa sostituzione.
 
L'articolo 4 aggiunge che il campo d'azione del commissario straordinario si estenderà anche alla verifica periodica dell'attività svolta dai direttori amministrativi e sanitari.Qualora sia dichiarata la decadenza dei direttori amministrativi e sanitari, il Commissario straordinario o il direttore generale li sostituisce attingendo dagli elenchi di idonei di quelle Regioni che hanno provveduto ad effettuare, ai fini dell’iscrizione in tali elenchi, la selezione per titoli e colloquio.
 
All'articolo 5 si spiega che entro novanta giorni, anche avvalendosi dell'Agenas e della Guardia di Finanza, il commissario straordinario dovrà effettuare una verifica generale sulla gestione dell’ente cui è preposto. In caso di gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci, il commissario straordinario potrà proporre al Commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell’ente, alla quale sono imputate, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le entrate di competenza e tutte le obbligazioni assunte fino al 31 dicembre 2018. 
 
Alla gestione straordinaria provvede un commissario straordinario di liquidazione, nominato dal Commissario ad acta d’intesa con il Ragioniere generale dello Stato, fra dirigenti o funzionari del Ministero dell’economia e delle finanze e di altre amministrazioni dello Stato, in servizio o in quiescenza, dotati di idonea esperienza nel campo finanziario e contabile ovvero fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, nell'albo dei dottori commercialisti e nell'albo dei ragionieri.
 
L'articolo 6 dispone che gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria si avvalgono esclusivamente degli strumenti di acquisto e di negoziazione aventi ad oggetto beni, servizi e lavori di manutenzione messi a disposizione da Consip. Per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria, il commissario ad acta stipula un protocollo d’intesa con l’Anac. Il commissario viene inoltre incaricato di predisporre un Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione. Viene autorizzata inoltre una spesa di oltre 82 mln per il 2019 per l'ammodernamento tecnologico e le liste d'attesa.
 
L'articolo 7 introduce misure straordinarie di gestione delle imprese esercenti attività sanitaria per conto del Servizio sanitario regionale nell’ambito della prevenzione della corruzione.
 
L'articolo 8 disciplina il supporto dell'Agenas per l'attuazione di quanto previsto dal decreto. Viene in tal senso autorizzata la spesa nel limite massimo di euro 2.000.000,00 per l’anno 2019 e di euro 4.000.000,00 per l’anno 2020.
 
L'articolo 9 spiega che i commissari, nello svolgimento delle loro funzioni, potranno avvalersi del Corpo della Guardia di finanza per lo svolgimento di attività dirette al contrasto delle violazioni in danno degli interessi economici e finanziari connessi all’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario nella Regione Calabria.
 
L'articolo 10 precisa che quanto previsto dal decreto si applica anche alle aziende sciolte per infiltrazioni mafiose.
  
Giovanni Rodriquez

 

 

menu
menu