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  • In Europa esercitano 1,8 milioni di medici. Italia al secondo posto in valori assoluti con 240mila medici ma abbiamo il record per anzianità: il 54% ha più di 55 anni. Gli ultimi dati Eurostat

In Europa esercitano 1,8 milioni di medici. Italia al secondo posto in valori assoluti con 240mila medici ma abbiamo il record per anzianità: il 54% ha più di 55 anni. Gli ultimi dati Eurostat

17 gennaio - Il record di medici spetta alla Germania con 350mila dottori attivi. Ma il Paese con il più alto numero di medici rispetto alla popolazione è la Grecia con 659 camici bianchi per 100mila abitanti, l'Italia è a 400. E i medici donna superano gli uomini in 16 Stati dell'Ue 28. Contro corrente l'Italia, solo nona, tra i Paesi con il maggior numero di medici maschi.  

Nel 2016 c'erano circa 1,8 milioni di medici attivi nell'Ue 28: la Germania, con 345.000 medici, seguita dall'Italia (240.000), dalla Francia (209.000), dal Regno Unito (183.000) e dalla Spagna (178 000) i Paesi con più camici bianchi. Insieme, questi cinque Stati membri rappresentavano quasi i due terzi (63,4%) del numero totale di medici attivi nell'Ue. 
 
E l’Italia ha il record dei medici più vecchi e anche un tasso relativamente alto del rapporto ogni 100.000 abitanti, con la maggioranza dei medici occupati negli ospedali di cui la maggior parte specialisti nell’area medica (140,9 per 100.000 abitanti), seguiti dall’area chirurgica (98,7) e poi dai medici generalisti (89,2). Ed è al quinto posto dei dodici Stati membri dove i medici di sesso maschile sono comunque ancora superiori di quelli di sesso femminile, rapporto questo in cui al top degli uomini è il Lussemburgo mentre la maggior parte di medici donne sono in Lettonia. Tutto rispetto a una media Ue praticamente di parità.

Ma è la Grecia ad avere il più alto numero di medici rispetto alla popolazione con 659 dottori ogni 100 mila abitanti nel 2016.

La seguono Austria (513), Portogallo (480) e Lituania (447), gli unici altri Stati membri a registrare oltre 430 medici ogni 100.000 abitanti. 
L’Italia sfiora i 400 medici per 100.000 abitanti e si pone al nono posto tra gli Stati membri.

Al contrario, c'erano meno di 300 medici su 100.000 abitanti in cinque Stati membri, tra cui Irlanda, Lussemburgo, Romania e Regno Unito (dove i tassi erano superiori a 275 medici per 100.000 abitanti), così come in Polonia, dove è stato registrato il rapporto più basso (233 medici per 100.000 abitanti).

 

Il rapporto tra il numero di medici e il numero di abitanti è aumentato in tutti gli Stati membri tranne uno tra il 2011 e il 2016 con la sola eccezione della Spagna che ha registrato un lieve calo. Si noti, sottolinea Eurostat, che gli aumenti potrebbero derivare da un numero più elevato di medici o da un numero minore di abitanti.

Il maggiore aumento relativo a questo rapporto è stato registrato a Cipro, dove il numero di medici è salito da 297 ogni 100.000 abitanti a 377 per 100.000 abitanti. 

Malta, Slovenia e Portogallo hanno registrato aumenti di poco più del 20% durante il periodo in esame. 
Per contro, come in Spagna, il numero di medici rispetto al numero totale di abitanti è rimasto pressoché invariato in Danimarca, Francia, Lettonia, Regno Unito, Italia e Lussemburgo, con aumenti inferiori al 5,0%. Cifre che secondo le indicazioni di Eurostat dovrebbero essere considerate nel contesto dell'invecchiamento demografico,

In una piccola maggioranza degli Stati membri dell'Ue c'erano più medici generici che specialisti
In nove Stati membri dell'Ue, tra cui uno dei più grandi (Francia), la specializzazione più comune nel 2016 è stata quella dei medici generici. 
Al contrario, c'erano più specialisti medici e/o chirurghi nei restanti 17 Stati membri per i quali sono disponibili dati. 

Nel 2016, il più alto rapporto tra medici generici e dimensioni della popolazione - 253 per 100.000 abitanti - è stato registrato in Portogallo.
In Italia il rapporto per 100,000 abitanti dei medici generici è stato di 89,2.
 

 

L'Italia ha la più alta percentuale di medici di età pari o superiore a 55 anni
C'è stato un rapido invecchiamento della forza lavoro (sanitaria) nell'Ue 28 quando la generazione del baby-boom ha iniziato a raggiungere l'età della pensione. Ciò si riflette nella quota stimata dei medici che avevano 55 anni o più, che passano dal 27% nel 2005 al 38% entro il 2016.

Questo confronto si basa su informazioni per 22 Stati membri che rappresentavano l'88% di tutti i medici nel 2016. 

La percentuale di medici di 55 anni o più nel totale dei medici era compresa tra il 42% e il 49% in Ungheria, Lussemburgo, Cipro, Germania, Belgio, Francia, Lettonia, Estonia e Bulgaria, con un picco del 54% in Italia. 

Nella maggior parte dei restanti Stati membri dell'Ue per i quali sono disponibili dati, si va dal 30% in giù, fino al Regno Unito che di medici over 55 ne ha appena il 13% circa.

 

Più di due terzi del numero totale di medici in Lettonia, Estonia, Lituania e Romania erano donne
Un'ulteriore analisi mostra che c'erano differenze considerevoli tra gli Stati membri rispetto alla quota di medici nei due sessi. Tra il 2006 e il 2016 la proporzione di medici di sesso femminile nel numero totale di medici è generalmente aumentata. Entro il 2016, la maggioranza (15) degli Stati membri ha riferito di avere un numero maggiore di medici di sesso femminile.

Nel 2016 in Croazia e Slovenia, poco più di tre quinti del numero totale di medici erano donne. In Romania e negli Stati membri baltici , questa quota ha superato i due terzi. 

Per contro, la percentuale più alta di medici di sesso maschile (65%) è stata registrata in Lussemburgo, mentre le quote relativamente elevate per gli uomini sono state registrate anche a Cipro (62%) e Malta (59%).
 

 

 

Gli ospedali hanno impiegato più della metà del numero totale di medici nella maggior parte degli Stati membri
I dati si riferiscono al numero di medici direttamente assunti da un ospedale e da medici con contratti di servizio (ad esempio, medici autonomi impiegati per il trattamento di pazienti ospedalieri). Non ci sono informazioni disponibili per Lussemburgo, Svezia o Regno Unito.

I medici impiegati negli ospedali hanno rappresentato poco più di quattro quinti (83%) del numero totale di medici in Francia e del 78% in Danimarca. 
Al contrario, rappresentavano circa un quarto del numero totale di medici a Cipro (25%) e in Belgio (24%, dati 2015); altrove tra gli Stati membri dell'Ue la quota variava dal 33% al 68 per cento.

Nel 2016, il più alto numero assoluto di medici impiegati negli ospedali è stato registrato in Germania (190.000), davanti alla Francia (172.000), Italia (129 000) e Spagna (107.000), e seguito a una certa distanza dalla Polonia, con 42 000 medici impiegati negli ospedali.

Questo dimostra che, a eccezione della Grecia, il numero di medici impiegati negli ospedali è aumentato tra il 2006 e il 2016. In termini assoluti.
Gli aumenti maggiori sono stati registrati in Germania (altri 48.000 medici), in Francia (20.000 in più) e in Spagna (altri 18.000).

I tassi di crescita più rapidi sono stati registrati a Malta, a Cipro, in Germania e in Ungheria, dove il numero di medici impiegati negli ospedali è aumentato di almeno il 30% nel periodo in esame.

 

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