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La dieta mediterranea riduce il rischio di ictus. Ma solo nelle donne

21 settembre - Una dieta sana e bilanciata è un elemento centrale per vivere bene in salute; ma uno dei più grandi studi mai condotti sull’argomento dimostra che almeno nelle donne, questo la dieta mediterranea può ridurre di almeno il 20% il rischio di ictus. Nelle donne, però, non negli uomini. Gli esperti si interrogano ora sul perché di questa differenza di genere, alla quale questo studio non è riuscito a dare una spiegazione. 

Le donne over-40 che mangiano ‘mediterraneo’ hanno un minor rischio di ictus, a prescindere dal fatto che siano in menopausa o meno e che assumano terapia ormonale sostitutiva o meno. Lo rivela uno studio pubblicato su Stroke condotto da ricercatori inglesi delle Università di Est Anglia, Aberdeen e Cambridge.
 
La ricerca ha coinvolto una coorte di oltre 23 mila adulti dai 40 ai 77 anni, partecipanti allo studio EPIC-Norfolk (il ‘braccio’ inglese dello studio multicentrico EPIC, European Prospective Investigation into Cancer); gli autori dello studio sono andati a valutare, su un periodo di 17 anni, la presenza di un’eventuale correlazione tra tipologia di dieta seguita e rischio di ictus, in quattro gruppi di pazienti.
 
Tra i partecipanti più ‘fedeli’ alla dieta mediterranea, il rischio di ictus è risultato ridotto del 17%, con un’importante differenza di genere. Tra le donne infatti la riduzione del rischio è risultata essere del 22%, mentre tra gli uomini di appena il 6%.
 
“La spiegazione per questa differenza di genere non è chiara –ammette il primo autore dello studio Ailsa A. Welch, professore di epidemiologia della nutrizione presso l’Università di East Anglia (UK) – potrebbe darsi ad esempio che alcune componenti della dieta influenzino in maniera diversa i due sessi. Sappiamo anche che vari sottotipi di ictus possono risultare diversi negli uomini e nelle donne. Questo studio è troppo piccolo per testare queste possibilità che andranno approfondite in futuro da ulteriori ricerche”.
 
La dieta mediterranea comunque ha dato buoni risultati anche tra i soggetti già ad alto rischio di malattie cardiovascolari in tutti e quattro i gruppi dello studio, producendo una riduzione complessiva del rischio di ictus del 13%; ma anche in questo caso, la coperta era ‘tirata’ tutta dalla parte delle donne, tra le quali è stata registrata una riduzione del rischio del 20%.
 
“Questi risultati – commenta il Professor Phyo Myint, dell’Università di Aberdeen – consegnano ai medici e al pubblico delle informazioni relative ai potenziali benefici di consumare una dieta di tipo mediterraneo rispetto alla riduzione del rischio di ictus e questo a prescindere dal rischio cardiovascolare.”
 
Maria Rita Montebelli

 

 

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