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Luciano Mariani ci ha lasciato: grave perdita per la ginecologia italiana e internazionale

La notizia della morte di Luciano Mariani, avvenuta il 5 maggio 2019, lascia tutti noi amici e colleghi, nella costernazione più profonda. Un vuoto enorme. Luciano oltre ad essere un ottimo professionista è stato un precursore con una visione scientifica e organizzativa avanti rispetto ai nostri tempi. Luciano già a partire dagli anni ’80 aveva compreso l’importanza della prevenzione oncologica e in particolare di quella primaria dedicando la sua vita professionale con grande energia nello sviluppo e applicazione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche delle lesioni del tratto genitale distale sempre non cadendo nella routine ma affrontando la problematica sia a livello clinico che scientifico alla ricerca di nuove soluzioni da profondo conoscitore dei processi biologici e biomolecolori.

La sue ricca produzione scientifica è stata e rimane un riferimento importante per chi voglia accostarsi allo studio di tale patologia. Grazie a questo suo modo interdisciplinare e colto di approcciarsi alla patologia Luciano è  stato uno tra primi in Italia a occuparsi delle infezioni del papilloma virus e del ruolo da questi svolto non solo nella genesi delle lesioni dell’apparato genitale femminile e maschile, ma anche di altri organi, quali le neoplasie cutanee e orofaringee.
Tra i primi ha compreso la necessità di organizzare modelli interdisciplinari trasversali e all’interno dell’Istituto si è speso nel creare e coordinare un gruppo di ricercatori e clinici di assoluta rilevanza  scientifica, al fine di ricercare e attuare le più moderne metodiche diagnostiche e terapeutiche per le neoplasie HPV correlate. E' noto a tutti l'impegno con cui aveva partecipato alla
sperimentazione e alla promozione della vaccinazione contro il papillomavirus al fine di debellare le lesioni neoplastiche e non, a esso correlate; le sue relazioni ai congressi erano sempre aggiornatissime e riuscivano a comunicare in modo semplice anche le situazioni più complesse. Era diventato il punto di riferimento per la patologia da Papillomavirus e integrava le ultime scoperte alla pratica clinica con assoluta disinvoltura. Tutti questi grandi e lusinghieri meriti scientifici e clinici non debbono però farci dimenticare la vera grande caratteristica di Luciano: la sua umanità, la sua sensibilità sia verso i pazienti che i colleghi. Quella sua capacità nelle piccole o più impegnative situazione della vita di trovare sempre il tempo di una telefonata, di un messaggio, e con il suo abbraccio ti trasmetteva quello di cui avevi bisogno: avere un amico su cui contare.

Per questo bisogna che Luciano non sia solo ricordato da noi ma la sua opera sia scientifica che umana venga continuata e il suo stile divenga il nostro stile.

Un caro abbraccio Luciano

 

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