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PMA. Apertura anche a coppie portatrici di alcune malattie genetiche trasmissibili. Il Ddl M5S

21 ottobre - Sarà il Ministro della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità, a definire con proprio decreto l’elenco delle malattie genetiche trasmissibili su cui effettuare la diagnosi genetica preimpianto. Fino all'aggiornamento dei Lea, stanziati per il 2020 10,2 mln per le prestazioni attinenti alla Pma. La donazione di cellule riproduttive dovrà essere volontaria, anonima e gratuita. Al via campagne informative e programmi di prevenzione sull'infertilità maschile e femminile. IL TESTO

Procreazione medicalmente assistita aperta anche alle coppie fertili portatrici di alcune malattie genetiche trasmissibili, con possibilità di diagnosi genetica preimpianto degli embrioni e la loro eventuale selezione. E poi, in attesa dell'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, uno stanziamento di 10,2 mln per il 2020 per le prestazioni attinenti alla Pma, possibilità di congedi, riposi e permessi per le coppie che ricorrono a tecniche di procreazione assistita, e campagne informative e programmi di prevenzione sull'infertilità maschile e femminile.
 
Questi alcuni dei punti salienti del Disegno di legge del M5S, a prima firma Stefania Mammì, assegnato lo scorso 8 ottobre alla Commissione Affari Sociali della Camera.
 
Il testo consta in totale di 5 articoli. All'articolo 1 si apre il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita aperta anche alle coppie fertili portatrici di alcune malattie genetiche trasmissibili, a patto che non siano accertati processi patologici che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna, o qualora sia stata accertata una condizione di rischio per la salute della donna che sia causa impeditiva della procreazione.
 
Alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili verrebbe inoltre consentita la diagnosi genetica preimpianto degli embrioni e la loro eventuale selezione al fine di evitare l’impianto di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili che potrebbero determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
 
Sarà il Ministro della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità, a definire con proprio decreto l’elenco delle malattie genetiche trasmissibili su cui si potrà effettuare la diagnosi genetica preimpianto. Le Regioni dovranno invece individuare nell’ambito di ciascun distretto sanitario le strutture sanitarie pubbliche o private accreditate presso le quali garantire l’effettuazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita nonché il prelievo e il trattamento delle cellule riproduttive.
 
In attesa dell'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, viene previsto uno stanziamento di 10,2 mln per il 2020 per le prestazioni attinenti alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle concernenti il prelievo, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei gameti.
 
Ai lavoratori che ricorrono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita dovrà essere applicata per le assenze dal lavoro, la disciplina relativa ai congedi, ai riposi e ai permessi nonché quella relativa ai figli naturali, adottivi e in affidamento.
 
L'articolo 2 stabilisce che la donazione di cellule riproduttive da utilizzare nell’ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo è volontaria, anonima e gratuita. L’importazione e l’esportazione di gameti saranno consentite, rispettivamente, solo da e verso istituti di tessuti accreditati ai sensi della normativa dell’Unione europea vigente in materia e operanti senza scopo di lucro. Sarà invece vietata l’importazione di gameti da istituzioni estere che prevedano sotto qualunque forma la retribuzione dei soggetti donatori. Saranno inoltre vietati la commercializzazione di gameti e lo sfruttamento economico dei donatori o delle donatrici. 
 
I dati personali relativi al donatore o alla donatrice e alla donazione sono riservati e anonimi, fatta salva la possibilità di accesso, esclusivamente da parte del personale sanitario abilitato e autorizzato, alle sole informazioni di carattere sanitario e per ragioni strettamente sanitarie.
 
 Si prevede inoltre la possibilità di campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla donazione di gameti.
 
L'articolo 3 promuove uno screening sull’infertilità nei giovani adulti mediante l’effettuazione del tampone vaginale nelle donne e dello spermiogramma negli uomini. Per l’attuazione del programma di screening viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2019, di 20 milioni di euro per l’anno 2020 e di 21 milioni di euro per l’anno 2021.
 
L'articolo 4 prevede che le Regioni definiscano un piano di screening e di prevenzione delle patologie e delle disfunzioni andrologiche in età pediatrica e dei giovani adulti, e percorsi diagnostici e terapeutici delle medesime patologie e disfunzioni, promuovendo il ruolo dei consultori familiari e la loro l’integrazione con i medici di medicina generale, con i pediatri di libera scelta e con i servizi specialistici distrettuali di andrologia. Queste visite verranno erogate senza costi a carico dell'assistito.
 
Infine, l'articolo 5 assegna al Ministero della Salute il compito di promuovere, attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, dei consultori familiari e degli istituiti scolastici, la realizzazione di campagne di informazione sulla tutela della salute riproduttiva e sessuale dei giovani di età compresa tra quattordici e venticinque anni, al fine di promuovere la cultura della prevenzione delle patologie dell’infertilità femminile e maschile e di un adeguato stile di vita. Per questo viene autorizzata una spesa massima di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
 
Giovanni Rodriquez

 

 

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