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Punti nascita. Ministero Salute lavora a “migliore punto di equilibrio tra salvaguardia salute e garanzia prestazioni su territorio”

29 ottobre - Lo ha detto giovedì scorso il sottosegretario alla Salute Bartolazzi rispondendo all'interrogazione di De Filippo (PD) sulla salvaguardia del punto nascita dell'Ospedale Oglio-Po in Lombardia. Il Ministero, ha detto Bartolazzi, “è consapevole della necessità di trovare un migliore punto di equilibrio tra la necessaria salvaguardia della salute delle partorienti e dei nascituri e l'esigenza di garantire la fruizione di importanti prestazioni su tutto il territorio nazionale".


No alla richiesta di deroga per mantenere operativo il Punto nascita dell'ospedale Oglio-Po. In ogni caso, la tematica dei punti nascita "formerà oggetto di specifico approfondimento da parte di questo Ministero, che è consapevole della necessità di trovare un migliore punto di equilibrio tra la necessaria salvaguardia della salute delle partorienti e dei nascituri e l'esigenza di garantire la fruizione di importanti prestazioni su tutto il territorio nazionale".
 
Così il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi ha risposto giovedì scorso in Commissione Affari Sociali all'interrogazione di Vito De Filippo (PD) sulla salvaguardia del punto nascita dell'Ospedale Oglio-Po (CR). Nell'interrogazione si chiedeva "se il Ministro interrogato abbia ricevuto dalla regione Lombardia la richiesta di deroga per la salvaguardia del punto nascite presso l'ospedale Oglio-Po e se abbia eventualmente assunto una decisione motivata in merito".

Questa la risposta integrale del sottosegretario Bartolazzi:
"La Regione Lombardia, con la Delibera di Giunta Regionale n. 4873 del 29 febbraio 2016, ha richiesto al Ministero della salute la deroga alla chiusura di 7 Punti Nascita con meno di 500 parti/anno, tra cui quello di Oglio Po – che costituisce oggetto specifico della interrogazione odierna. Il Comitato Percorso Nascita nazionale, nella seduta del 21 novembre 2016, accoglieva la deroga limitatamente al Punto Nascita di Sondalo e ad un altro Punto Nascita da individuare tra quelli di Chiavenna e Gravedona.
 
Con riferimento al Punto nascita di Oglio Po, dico subito, rispondendo al puntuale quesito posto, che il mancato accoglimento della richiesta della Regione Lombardia è stato motivato, nell'ambito della valutazione della sussistenza delle condizioni di disagio orografico, con la constatazione che le distanze ed i tempi di percorrenza verso Punti Nascita alternativi (Cremona, Asola, Mantova) non sarebbero aumentati in modo significativo. Ciò anche in considerazione del fatto che, ai sensi del d.m.n. 70/2015, il disagio orografico è tale se contempla una percorrenza superiore ad un'ora.
 
Inoltre il basso «tasso di fidelizzazione» – cioè: il rapporto percentuale tra le donne, residenti in un comune, che hanno partorito ed il numero di partorienti in un determinato Punto nascita – ha evidenziato che in molti comuni del bacino molte madri si sono già rivolte a punti nascita alternativi.
Al fine di superare le motivazioni del mancato accoglimento delle richieste di deroga formulate dalla regione Lombardia, nell'ambito dei lavori del Comitato Percorso Nascita regionale, veniva, tuttavia, messo a punto un Progetto sperimentale orientato a superare, nell'ambito della valutazione sulla qualità e sulla sicurezza, l'impostazione basata unicamente sul numero dei nati, in modo da favorire l'operatività dei Punti Nascita anche con meno di 500 parti all'anno.
 
Nel febbraio 2017 il progetto veniva presentato al Comitato Percorso Nascita nazionale che, con comunicazione del 16 ottobre 2017, pur apprezzando l'iniziativa, confermava il parere precedentemente espresso relativamente alle richieste di deroga.

 

Devo, dunque, ricordare che ai fini del mantenimento dell'attività dei Punti Nascita in deroga rimane, a tutt'oggi, vincolante il rispetto dei criteri inerenti agli elementi di sicurezza richiesti dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 (guardia attiva presso i Presidi h. 24 di Anestesista, Ginecologo, Ostetrica, Pediatra/Neonatologo), oltre che il rispetto dei requisiti previsti dal Ministero della salute sulla presenza di attrezzature specifiche, la possibilità di attivare un taglio cesareo in 30’, la disponibilità di esami radiologici, di laboratorio e di emoderivati in 60’: requisiti, tutti quelli appena elencati, che — corre l'obbligo di rimarcare – corrispondono ad una evidente garanzia di tutela della salute delle madri e del nascituro.
 
Parimenti, si deve sottolineare che la sospensione dell'attività di sala parto non significa assolutamente la sospensione delle attività di controllo e follow up per la gravidanza e il puerperio.
 
La bassa densità della popolazione e la distanza tra i diversi centri abitati dall'ospedale di Oglio Po, potrebbe, invece, rappresentare lo stimolo per implementare procedure organizzative che vedano una forte e decisa partecipazione delle strutture territoriali (consultori), prevedendo la presa in carico delle gravide e delle puerpere da parte delle ostetriche attraverso programmi di «home visiting» per le donne sia in fase pre che post partum, momenti altrettanto delicati quanto la fase del parto. 
 
Ciò detto in merito al punto nascita di Oglio Po, voglio tuttavia precisare che la tematica generale dei punti nascita formerà oggetto di specifico approfondimento da parte di questo Ministero, che è consapevole della necessità di trovare un migliore punto di equilibrio tra la necessaria salvaguardia della salute delle partorienti e dei nascituri e l'esigenza di garantire la fruizione di importanti prestazioni — quali quelle in parola — su tutto il territorio nazionale"

 

 

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