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Seno denso. Incidenza stabile anche con le nuove tecnologie

7 febbraio - Un ampio studio USA ha indagato l’incidenza di casi di seno “denso” alla luce dell’impiego di nuove tecnologie, come la mammografia digitale e la tomosintesi digitale. Su un campione di oltre tre milioni tra mammografie e tomosintesi, valutate da 722 radiologi, il tasso di incidenza è rimasto stabile. 

(Reuters Health) – Secondo i risultati del Breast Cancer Surveillance Consortium (BCSC), la percentuale di mammografie digitali, in cui il seno è stato valutato come denso, è rimasta stabile con le modifiche alle linee guida sul Breast Imaging Reporting and Data System (BI-RADS) e con l’implementazione della tomosintesi digitale del seno.

La quarta edizione della classificazione BIRADS del 2003 ha categorizzato la densità del seno in base alla valutazione visiva della percentuale di tessuto fibroghiandolare nel seno, ma la quinta edizione ha omesso questo sistema basato su una percentuale e ha messo in evidenza la valutazione del potenziale di mascheramento di lesioni sospette dietro il tessuto denso. Questo cambiamento potrebbe far sì che le donne con piccole aree di tessuto focalmente denso vengano inserite in una categoria di densità mammaria più elevata.

Lo studio. Brian Sprague e colleghi, della University of Vermont di Burlington, hanno indagato i trend temporali della valutazione clinica della densità del seno in 2.990.291 mammografie digitali e 221.063 tomosintesi digitali, interpretate da 722 radiologi di 144 strutture. Dopo la standardizzazione per età, il 46,3% delle mammografie digitali ha rilevato seni densi durante gli anni della quarta edizione del BI-RADS, rispetto al 46,5% durante il periodo della quinta edizione.

Tra gli esami condotti dal 2014 al 2016, il seno denso è stato rilevato dal 45,8% delle tomosintesi digitali e dal 46,5% delle mammografie digitali. Anche le distribuzioni delle quattro categorie di densità sono risultate simili per le mammografie digitali eseguite durante i due periodi di edizione e per le mammografie digitali e tomosintesi digitali eseguite nel biennio 2014-2016.

I commenti. “I nostri risultati sono in linea con osservazioni precedenti secondo cui non è stato osservato alcun cambiamento sostanziale nella distribuzione delle categorie di densità del seno all’interno del Breast Cancer Surveillance Consortium, dopo l’aggiunta della guida basata sulla percentuale della quarta edizione BI-RADS del 2003 o durante il passaggio dalla mammografia su pellicola a quella digitale”, osservano i ricercatori. “Analogamente, i nostri risultati indicano che la diffusa implementazione della tomografia digitale del seno nella pratica clinica statunitense non ha influito in maniera sostanziale sulla valutazione della densità”.

“Spesso le donne si rivolgono ai loro medici di base e ai ginecologi per ottenere risposte”, osserva Stamatia Destounis della University of Rochester, New York, non coinvolta nello studio . “È molto importante che questi medici comprendano chiaramente le implicazioni dei seni densi. Un tessuto del seno denso è normale e più comune nelle donne giovani. Esso rappresenta un fattore di rischio indipendente per tumore al seno, ma anche la percentuale più elevata di tessuto ghiandolare nel seno si presta a un effetto mascheramento in una mammografia. Il tessuto ghiandolare, così come il cancro, si mostrano bianchi su una mammografia. Quindi, quando una donna ha seni densi con un quantitativo più ampio di tessuto denso, tale tessuto potrebbe celare un cancro, ritardando la diagnosi. Pertanto, è importante che sia i medici che le pazienti sappiano dell’esistenza di ulteriori opzioni di screening per le donne con seni densi. L’ecografia di screening, sia manuale che automatizzata, permette ai radiologi di vedere attraverso il tessuto denso e potenzialmente cogliere una lesione non notata nella mammografia a causa dell’effetto mascheramento del tessuto denso”.

Fonte: Journal of the National Cancer Institute 2019

Will Boggs

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

 

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