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Riforma SS. Schillaci: “Più moderna e coerente con Pnrr grazie a Ddl delega”

16 gennaio – “Un Ssn più moderno, coerente con il Pnrr, e capace di rispondere alle esigenze con nuovi modelli, si punta a nuovi ospedali di riferimento nazionali – di terzo livello – per ridurre la mobilità sanitaria” ha detto il ministro della Salute.

“Oggi è stato approvato con procedure d’urgenza il disegno di legge di delega al Governo per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Un provvedimento che vuole garantire e rendere effettivo quanto disposto dall’articolo 32 della Costituzione. Un Ssn più moderno, coerente con il Pnrr, e capace di rispondere alle esigenze con nuovi modelli, si punta a nuovi ospedali di riferimento nazionali – di terzo livello – per ridurre la mobilità sanitaria”.

Così il ministro della Salute Orazio Schillaci durante la conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato il provvedimento che punta a riformare il Ssn.

“Vogliamo preservare quelle che sono le basi su cui è fondato il Ssn nel 1978 – ha aggiunto il ministro – universalità delle cure, equità, solidarietà. Sono caratteristiche che anche a livello internazionale sono da tutti riconosciute. Vogliamo dare maggiore centralità alla persona e la prossimità di accesso alle cure. Rafforziamo poi, e credo che sia una parte particolarmente significativa, l’integrazione tra ospedale e territorio con nuovi modelli di presa in carico in particolare per la non autosufficienza e per le cronicità. Ricordo che fino ad oggi avevamo il Dm 70 del 2015 che si occupava di assistenza ospedaliera e il Dm 77 del 2022 che si occupava di assistenza territoriale. Oggi non possiamo non avere una visione congiunta di quella che è la sanità territoriale e ospedaliera. Quindi vorremmo avere un sistema più efficiente, moderno, potenziale la tutela della salute”.

“Aggiorneremo la classificazione delle strutture ospedaliere – ha continuato Schillaci – con l’introduzione di questi ospedali di terzo livello come strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale proprio per ridurre la mobilità sanitaria. Saranno individuati ospedali elettivi per punti privi di pronto soccorso dove trasferire i pazienti acuti non urgenti da altre strutture di livello superiore. Obiettivo della riforma è anche migliorare l’approprietezza dell’offerta ospedaliera con nuovi standard per attività di ricovero in coerenza con la disciplina dell’ospedale di comunità e con il Pnrr. In questa ottica vogliamo potenziare le buone pratiche clinico-assistenziali organizzative sotto il profilo del riconoscimento giuridico”.

Il provvedimento “dedica attenzione alla promozione della domiciliarità e all’erogazione dei farmaci per le persone non autosufficienti”. Si punta alla “valorizzazione della bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure e rafforzare gli interventi sanitarie e socio-sanitari”. E poi “la previsione di un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per rafforzare il loro contributo nell’assistenza territoriale”, ha concluso il ministro.

“Ho sempre fatto un focus sugli infermieri, si parla spesso di carenza di medici e di infermieri ma il vero problema è, come dicono i dati Ocse, che il numero di infermieri è molto inferiore rispetto agli altri Paesi che fanno parte dell’Ocse. Soprattutto c’è stata negli anni la perdita di attrattività per il corso di laurea che oggi è un percorso triennale e poi un corso specialistico. Io credo che si debba agire su vari fronti, il primo di rendere nuovamente interessante e appetibile per i giovani le Scienze infermieristiche. Su questo siamo intervenuti con l’introduzione di tre nuove lauree specialistiche che credo possano rappresentare un percorso formativo migliore alla tempistica”. Ha detto poi il Ministro rispondendo ad una domanda se il Ddl delega per l’adozione di misure in materia di riorganizzazione e potenziamento del Ssn potrà avere un impatto sulla carenza di infermieri.

“Siamo poi intervenuti nella Legge di bilancio aumentando l’indennità di specificità per gli infermieri. La carenza è un problema complesso, gli infermieri non mancano solo in Italia ma in Europa e anche in Usa e in Giappone. Credo – ha concluso – che sia importante rendere attrattiva la professione. Da parte nostra c’è attenzione, il futuro del Ssn dipende anche da avere in servizio infermieri motivati”.