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Gravidanza. Disturbi d’ansia per oltre una donna su cinque. Il focus all’evento ONDA-SIGO

6 febbraio – Dedicato alla prevenzione primaria (stili di vita, salute mentale e vaccinazioni per proteggere mamma e neonato), l’evento ha evidenziato che solo il 47% delle donne associa la prevenzione anche alle vaccinazioni. In Italia l’età media alla maternità è di 34 anni. I DATI

Gravidanza sempre più tardiva e complessa: in Italia l’età media alla maternità è di 34 anni e i disturbi d’ansia interessano oltre una donna su cinque. Le coperture vaccinali in gravidanza restano basse e solo il 47% delle donne associa la prevenzione anche alle vaccinazioni, che rappresentano invece un presidio fondamentale per proteggere madre e neonato.

È quanto emerso dall’evento “La protezione della salute materno-infantile: il valore della prevenzione primaria in gravidanza” promosso da Fondazione Onda ETS presso il Ministero della Salute, che ha riunito Istituzioni e comunità scientifica per rafforzare strategie integrate di prevenzione in gravidanza.

“La prevenzione primaria in gravidanza – ha dichiarato Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda ETS – tutela mamma e bambino: stili di vita sani e vaccinazioni raccomandate proteggono le donne dalle complicanze e difendono il neonato nei primi mesi, quando è più vulnerabile. Ministero della Salute e società scientifiche ostetrico-ginecologiche sono concordi su questo. Anche in Europa il messaggio è chiaro: occorre vaccinare, ma le coperture – come in Italia – sono purtroppo basse. Fondazione Onda ETS, tramite il Bollino Rosa, può svolgere un ruolo importante integrando la presa in carico preventiva della donna in gravidanza e facendo da ponte tra raccomandazioni scientifiche e pratica clinica, nonché attraverso campagne nazionali mirate dedicate a questi temi.”

“Il valore della prevenzione in gravidanza – ha ribadito Vito Trojano, past presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – è fondamentale per garantire la salute della madre e del bambino; infatti, molte complicanze sono prevenibili tramite un accurato e periodico controllo della gestante. Prevenire vuol dire, pertanto, riduzione del rischio di complicanze durante la gravidanza e il parto, miglioramento della salute della madre e del bambino, tramite screening per malattie come la pre-eclampsia, il diabete gestazionale e le infezioni. Importanti sono le visite prenatali regolari, gli stili di vita salutari, le vaccinazioni, gli screening prenatali e il supporto psicologico. Non trascurare la preparazione al parto sia fisica che psicologica. Il nuovo ruolo del ginecologo, pertanto, deve essere quello di educatore, clinico, coordinatore, guida empatica, lavorando sempre insieme con gli altri professionisti del settore, con le istituzioni, con le associazioni realizzando una corretta educazione prenatale che garantisca una gravidanza sana e felice.”

Claudio Mencacci, copresidente della Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia (SINPF), direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze e salute mentale presso l’ASST Fatebenefratelli – Sacco di Milano e presidente del comitato tecnico scientifico di Fondazione Onda ETS, ha sottolineato: “Dobbiamo distinguere l’ansia da gravidanza, che può riguardare fino al 14,4% delle donne gravide, legata specificamente all’esperienza dell’attesa, alle preoccupazioni per il feto e al percorso gestazionale, dall’ansia in gravidanza – come disturbi di panico, ansia generalizzata e fobie – che può presentarsi, come esordio o ricorrenza, in una percentuale compresa tra il 5% e il 37%. In questo contesto anche il tema delle vaccinazioni può influire sulla condizione psicologica: dubbi, disinformazione o comunicazioni frammentarie possono alimentare stress e preoccupazioni. Prevenzione primaria e prevenzione psicologica in gravidanza devono procedere congiuntamente per una maternità più sicura e anche più serena.”

La gravidanza si conferma una fase delicata non solo dal punto di vista clinico, ma anche emotivo e organizzativo. I dati presentanti all’evento mostrano come il vissuto dell’attesa sia sempre più influenzato dall’età, dalle responsabilità personali e lavorative e dalla difficoltà di orientarsi tra indicazioni sanitarie spesso frammentarie. A ciò si aggiungono criticità di accesso: una donna su tre segnala difficoltà pratiche nel conciliare visite, esami e indicazioni preventive, evidenziando la necessità di percorsi di presa in carico più fluidi, coordinati e realmente centrati sulla persona.

“I primi mille giorni rappresentano una fase strategica per la prevenzione delle patologie croniche. Evidenze scientifiche dimostrano che stili di vita inadeguati in gravidanza e nella prima infanzia aumentano il rischio di obesità e diabete. Intervenire precocemente è una priorità di sanità pubblica”, ha spiegato Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Le vaccinazioni in gravidanza, in particolare, proteggono la donna da complicanze potenzialmente gravi e garantiscono al neonato una difesa nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile, grazie al meccanismo dell’immunizzazione passiva. In Italia, le vaccinazioni oggi raccomandate e disponibili in gravidanza sono quelle contro pertosse (DTPa), influenza e Covid-19, sicure per la donna e per il feto e da ripetere a ogni gravidanza. A queste si affianca una nuova e rilevante opportunità di prevenzione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), responsabile ogni anno in Italia di decine di migliaia di accessi ambulatoriali e circa 15.000 ricoveri nel primo anno di vita, con un impatto che riguarda in larga parte anche bambini nati sani e a termine. Il vaccino materno contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), somministrato nel terzo trimestre di gravidanza, consente, infatti, di proteggere il neonato fin dalla nascita, riducendo in modo significativo il rischio di infezioni respiratorie gravi e di ospedalizzazione nei primi mesi di vita. Tuttavia, la distanza tra raccomandazioni scientifiche e pratica clinica resta ampia, evidenziando la necessità di rafforzare informazione, offerta attiva e uniformità di accesso sul territorio.

Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana di Igiene (SITI), ha aggiunto: “La vaccinazione in gravidanza è una misura di prevenzione sicura ed efficace che protegge la salute della madre e del bambino. Vaccinare la donna in gravidanza consente di ridurre il rischio di malattia nella madre e di offrire al neonato una protezione precoce nei primi mesi di vita, grazie al trasferimento degli anticorpi. Promuovere queste vaccinazioni significa tutelare i soggetti più vulnerabili e rafforzare la salute pubblica”.