27 marzo – Frutto del lavoro di un ampio gruppo di specialisti, il documento articola in quattro principali capitoli della patologia ostetrica (ipertensione, diabete, ritardo di crescita fetale e parto prematuro) e offre una serie di strategie per prevenire, riconoscere e trattare le principali complicanze della gravidanza. LE LINEE GUIDA
La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia ha presentato le prime linee guida nazionali dedicate alle gravidanze ad alto rischio, un vademecum completo per la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione delle complicanze che possono mettere a rischio la salute di madri e bambini.
Il documento, frutto di un ampio lavoro coordinato dal professor Tullio Ghi, Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Ostetricia e Patologia Ostetrica di Fondazione Policlinico Gemelli, è stato elaborato da un ampio panel multidisciplinare di specialisti dei principali punti nascita italiani e da esperti ginecologi, cardiologi, nefrologi, neonatologi, psicologi, diabetologi, medici legali e rappresentanti di associazioni pazienti, con il contributo di revisori internazionali esterni. Il lavoro, approvato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è pubblicato nel portale del Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS (SNLG).
Alla stesura delle linee guida della Sigo, Gruppo di Interesse Speciale Scientifico (Giss) hanno collaborato: Associazione Ginecologi Territoriali (Agite); Associazione Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi); Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia (Sieog); Società Italiana di Medicina Perinatale (Simp); Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Territoriali del Servizio Sanitario Nazionale (Comlas); Società Italiana di Neonatologia (Sin); Società Italiana di Diabetologia (Sid); Società Italiana di Cardiologia (Sic); Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo); Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda); ETS Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia-Vivere; Associazione Nazionale Psicologi Psicoterapeuti (Anapp).
Le linee guida coprono i quattro principali ambiti delle complicanze ostetriche:
- Disordini ipertensivi della gravidanza (pre-eclampsia, eclampsia, gestosi)
- Disturbi di accrescimento fetale (restrizione della crescita fetale)
- Diabete mellito insorto in gravidanza (diabete gestazionale)
- Parto pretermine
Per ciascuna condizione, il documento indica le strategie più efficaci per prevenire, identificare precocemente e trattare la patologia stessa e le sue complicanze cliniche più gravi per la salute materna e neonatale, ribadendo la necessità di indirizzare le gravidanze più complesse ai centri di riferimento.
La presidente della Sigo, Elsa Viora, ha evidenziato comequesto documento rappresenti un punto di svolta per tutti i medici specialisti in ginecologia ed ostetricia che lavorano negli ospedali o sul territorio.: “Spero che queste linee guida possano davvero rappresentare un mattone utile nel costruire una ostetricia sempre più attenta ai bisogni di tutti: medici, ostetriche, personale sanitario, donne e coppie”.
In pieno inverno demografico, le gravidanze nel nostro Paese sono sempre più ‘a rischio’ e preziose. “In Italia – ricorda il professor Tullio Ghi – l’età media della prima gravidanza continua ad aumentare, con un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche. Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. Lo scenario epidemiologico mostra che anche le cittadine straniere seguono questa tendenza: fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, come se anche loro si stessero adattando ai costumi italiani”.
“Questa iniziativa – ha sottolineato il presidente dell’Iss, Rocco Bellantone – nasce dalla necessità di offrire risposte chiare e aggiornate per la gestione delle gravidanze più complesse. Si tratta di un traguardo importante, raggiunto grazie al prezioso contributo scientifico della SIGO e alla garanzia metodologica del Centro Nazionale per la Clinical Governance, che ne ha curato la validazione. Queste linee guida entrano a far parte ufficialmente del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), rappresentando un modello virtuoso di trasparenza ed equità: un impegno concreto per tutelare la salute di mamme e neonati e rafforzare la qualità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.