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Ebola. Meloni scrive ai vertici Ue: “Vigilanza rafforzata alle frontiere e regole comuni per gli arrivi dalle zone colpite”

29 maggio – La presidente del Consiglio chiede l’inserimento del tema all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno. Una squadra di esperti dello Spallanzani è in partenza per Kinshasa.

L’Italia chiede all’Europa un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere per fronteggiare l’epidemia di Ebola (ceppo Bundibugyo) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda.
Lo ha annunciato Palazzo Chigi in una nota, spiegando che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera al Presidente di turno dell’UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’obiettivo, si legge nella nota, è sollecitare “un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute.

La richiesta all’Europa: un Consiglio europeo dedicato
Meloni ha proposto l’inserimento del tema della gestione delle frontiere all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. In vista di quell’appuntamento, il Governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento con una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno (il consesso che riunisce i ministri del lavoro, delle politiche sociali, della salute e dei consumatori) per definire le priorità operative.

Le misure già adottate in Italia
A livello nazionale, il Ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha già emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite dall’epidemia.

Una squadra dello Spallanzani in partenza per Kinshasa
La nota di Palazzo Chigi annuncia inoltre un intervento diretto dell’Italia nella RDC. Già nel fine settimana di maggio, grazie al lavoro della Farnesina, del Ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna), il nostro Paese invierà a Kinshasa una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani di Roma.

La missione ha un triplice obiettivo:

  • fornire assistenza tecnica sul campo;
  • consegnare materiale sanitario e medicinali;
  • rafforzare la sorveglianza epidemiologica nelle aree colpite.

La situazione epidemiologica
L’Italia, si legge nella nota, “ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione”. Un’attenzione che ora il governo prova a tradurre in un’azione coordinata a livello europeo, consapevole che la gestione delle frontiere e la sorveglianza sanitaria non possono essere lasciate ai soli singoli Stati membri.