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Ondate di calore. L’Oms lancia la guida per i piani d’azione: “Non sono più un’eccezione, ma una crisi sanitaria permanente”

5 giugno – La nuova edizione delle raccomandazioni, lanciata il 2 giugno in occasione della Giornata mondiale contro il caldo estremo, ha come obiettivo per proteggere anziani, bambini, fragili, donne in gravidanza e lavoratori all’aperto. “Servono strategie nazionali e gesti semplici: rinfrescarsi, idratarsi, controllare i vicini”.

L’estate non è più solo una stagione. È diventata una “crisi sanitaria pubblica permanente alimentata dal cambiamento climatico”.
A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha lanciato la nuova edizione della guida per i piani d’azione calore-salute (HHAP), strumenti essenziali per prepararsi, rispondere e mitigare gli impatti sanitari del caldo estremo.
Il messaggio è chiaro: le ondate di calore non sono più un fenomeno stagionale eccezionale. Sono una minaccia silenziosa che può mettere a dura prova i sistemi sanitari, causare sofferenze e uccidere.

Chi è a rischio
L’impatto del caldo estremo, spiega l’Oms, non è uniforme. Alcune categorie sono esposte in modo sproporzionato:

  • anziani, neonati e bambini piccoli, donne in gravidanza
  • persone con patologie croniche, con mobilità ridotta o deficit cognitivi
  • lavoratori all’aperto, atleti, persone che fanno attività fisica nelle ore più calde
  • turisti e partecipanti a grandi eventi
  • migranti, rifugiati, persone con risorse limitate, alloggi inadeguati o accesso ridotto ai servizi

La nuova guida Oms: otto elementi chiave
L’11 giugno verrà pubblicata la nuova edizione delle Heat–Health Action Plans Guidance, coordinata dal Centro europeo per l’ambiente, la salute e il cambiamento climatico dell’Oms a Bonn. La guida presenta un aggiornamento del quadro di riferimento per i piani d’azione, articolato in otto elementi fondamentali per la pianificazione, il coordinamento, l’attuazione e il miglioramento degli HHAP.
I piani d’azione calore-salute sono strumenti strutturati che riuniscono azioni e attori provenienti da diversi settori e livelli di governo (preparazione, allerta, risposta) per ridurre i rischi sanitari legati al caldo attraverso un’attuazione coordinata.

Molti Paesi della Regione europea (e non solo) hanno già sviluppato e stanno implementando questi piani, con risultati significativi nella riduzione del peso sanitario legato al calore. Ma diversi Paese – sottolinea l’Oms – sono ancora sprovvisti, lasciando le loro popolazioni e i loro sistemi sanitari esposti a rischi evitabili.

La campagna #KeepCool e i consigli pratici
La campagna annuale #KeepCool dell’Oms fornisce raccomandazioni pratiche per individui e comunità:

1. Stare lontani dal caldo – Evitare uscite e attività faticose nelle ore più calde; restare all’ombra; non lasciare mai bambini, adulti non autonomi o animali in auto parcheggiate; se possibile, trascorrere 2-3 ore al giorno in un luogo fresco.

2. Rinfrescare la casa – Usare l’aria notturna per abbassare la temperatura; durante il giorno, abbassare tapparelle, persiane o tende; spegnere più apparecchi elettrici possibile.

3. Rinfrescare il corpo e idratarsi – Indossare abiti leggeri e larghi; usare lenzuola leggere; fare docce o bagni freschi; bere acqua regolarmente, evitando bevande zuccherate, alcoliche o caffeinate.

4. Mantenere i contatti – Controllare familiari, amici e vicini che passano molto tempo da soli. Le persone più a rischio potrebbero aver bisogno di assistenza nelle giornate calde. Se qualcuno che conosci è a rischio, aiutalo a ricevere consigli e supporto.

Quando chiamare un medico
L’Oms raccomanda di consultare un medico se si avvertono sintomi insoliti, se i sintomi persistono o se si sospetta una febbre. Se una persona presenta pelle calda e secca, delirio, convulsioni o è incosciente, chiamare immediatamente un medico o un’ambulanza.

Un messaggio di fondo
La campagna #KeepCool serve come promemoria che le misure proattive – sia individuali che collettive – sono essenziali per salvaguardare la salute e il benessere in un mondo sempre più caldo. “Comprendendo i rischi, cambiando i nostri comportamenti e prendendoci cura gli uni degli altri – conclude la nota – possiamo sostenere i nostri sistemi sanitari e garantire che l’estate rimanga una stagione di benessere, non un periodo di pericolo”.