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Case di Comunità. Schillaci apre alla presenza dei medici ospedalieri: “Ci servono altri specialisti. Valutiamo il superamento delle incompatibilità”

19 giugno – Il ministro della Salute annuncia la possibilità di consentire agli specialisti ospedalieri di prestare attività nelle Case di Comunità al di fuori dell’orario di servizio e su base volontaria. L’obiettivo è rafforzare gli organici delle strutture territoriali in vista della piena operatività prevista dal Pnrr entro il 30 giugno. 

Prosegue la corsa per rendere pienamente operative le Case di Comunità entro il 30 giugno, scadenza fissata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se sul fronte infrastrutturale molte Regioni hanno ormai completato o sono prossime a completare la realizzazione delle strutture, resta aperta la questione più delicata: quella del personale.

A intervenire sul tema è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che, nel corso di un’intervista trasmessa durante l’evento “Healthcare & Pharma Talk” a Roma, ha annunciato l’intenzione del Governo di valutare un superamento delle attuali incompatibilità che impediscono ai medici ospedalieri di svolgere ulteriori attività dipendenti o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

“Ci servono altri specialisti”, ha dichiarato il ministro, spiegando che l’ipotesi allo studio è quella di consentire agli specialisti ospedalieri di operare nelle Case di Comunità “fuori dell’orario di lavoro e su base volontaria”.