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HPV in età adulta: da Roma una nuova alleanza per una prevenzione continua e integrata

19 giugno – La prevenzione dell’infezione da Papillomavirus umano non può più essere considerata esclusivamente un tema dell’adolescenza. Le crescenti evidenze scientifiche sull’efficacia della vaccinazione anti-HPV nella popolazione adulta, il suo possibile ruolo nella prevenzione delle recidive dopo il trattamento delle lesioni HPV-correlate e la necessità di una presa in carico integrata della donna, dell’uomo e della coppia sono stati al centro dell’evento “HPV in età adulta: prevenzione, vaccinazione e strategia integrata”, promosso da AOGOI e Federazione SIGO e svoltosi l’11 giugno a Roma.

L’incontro, affidato alla responsabilità scientifica del dott. Carlo Maria Stigliano, Vicepresidente nazionale AOGOI, e della dott.ssa Elsa Viora, Presidente della Federazione SIGO, ha riunito ginecologi, igienisti, esperti di sanità pubblica e rappresentanti delle principali società scientifiche, con l’obiettivo di delineare un nuovo modello di prevenzione capace di accompagnare la persona lungo tutto l’arco della vita.

Ad aprire i lavori sono stati i Presidenti delle società scientifiche coinvolte: il prof. Antonio Chiàntera, Presidente AOGOI; Elsa Viora, Presidente della Federazione SIGO; Enrico Di Rosa, Presidente SITI; e Rosa P. De Vincenzo, Presidente eletta SICPCV. La loro partecipazione ha testimoniato la volontà di costruire un’alleanza sempre più solida tra ginecologia, sanità pubblica, servizi vaccinali e prevenzione oncologica.

Il filo conduttore dell’intera giornata è stato il superamento di un paradigma ormai riduttivo: l’HPV non riguarda soltanto le adolescenti, ma interessa una quota significativa di donne e uomini anche nell’età adulta. Nuove infezioni, persistenza virale, lesioni precancerose, recidive dopo trattamento e neoplasie HPV-correlate richiedono pertanto una strategia che integri prevenzione primaria, vaccinazione, screening e counselling clinico personalizzato.

«Le donne non sono soltanto madri di ragazze e ragazzi da vaccinare, ma sono esse stesse persone che possono contrarre l’infezione da HPV», ha ricordato Carlo Maria Stigliano. «Questa vaccinazione rappresenta, a tutti gli effetti, uno strumento di prevenzione oncologica. Può essere valutata anche in età adulta e anche nelle donne che abbiano già contratto uno o più tipi di HPV, poiché il vaccino nonavalente offre protezione nei confronti di nove differenti tipi di Papillomavirus umano».

La vaccinazione anti-HPV nell’adulto non deve quindi essere interpretata come un intervento isolato, né come un’alternativa allo screening, ma come parte di una strategia integrata. L’associazione tra vaccinazione, adesione ai programmi di screening e counselling personalizzato può contribuire a prevenire nuove infezioni e a rafforzare la protezione delle persone già esposte o trattate per patologie HPV-correlate.

Per Elsa Viora, co-responsabile scientifica dell’evento, il momento attuale è particolarmente favorevole per consolidare questo cambiamento: «Oggi disponiamo di conoscenze scientifiche che ci consentono di ampliare la visione della prevenzione. Il ginecologo svolge un ruolo centrale perché può accompagnare la donna nelle diverse fasi della vita, offrendo un counselling basato sulle evidenze e promuovendo una prevenzione realmente continua».

Il programma scientifico ha approfondito i principali aspetti dell’HPV nell’adulto: l’epidemiologia e il peso delle patologie HPV-correlate, il ruolo dell’uomo nella trasmissione dell’infezione, le raccomandazioni nazionali sulle coperture vaccinali, l’efficacia e la sicurezza del vaccino nelle popolazioni adulte e il razionale della vaccinazione dopo trattamento delle lesioni correlate al virus.

Particolare attenzione è stata dedicata alla vaccinazione della coppia, considerata una prospettiva importante per superare l’idea che l’HPV e la sua prevenzione siano questioni esclusivamente femminili.

«Dobbiamo superare lo stereotipo secondo cui la vaccinazione riguarda soltanto il genere femminile o esclusivamente gli adolescenti», ha spiegato Lorenza Driul, componente del direttivo AGUI e professoressa ordinaria di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università di Udine. «Le strategie di prevenzione devono coinvolgere anche l’uomo e considerare la coppia nel suo complesso. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale una comunicazione efficace, empatica e fondata su solide evidenze scientifiche».

Uno dei momenti centrali dell’evento è stato rappresentato dalla tavola rotonda coordinata da Carlo Maria Stigliano e moderata dal giornalista Flavio M. Vitali, dedicata alle strategie condivise per la prevenzione e la vaccinazione nella donna adulta e nella coppia. Dal confronto tra i rappresentanti delle società scientifiche è emersa la necessità di superare la frammentazione dei percorsi e di costruire una rete stabile tra ginecologi, servizi vaccinali, consultori, medicina territoriale, ospedali e sanità pubblica.

Ampio spazio è stato riservato anche alle esperienze organizzative sviluppate nelle diverse realtà regionali. I modelli di chiamata attiva, l’integrazione tra consultori e centri vaccinali, la vaccinazione offerta nei luoghi di cura, il coinvolgimento degli specialisti e il counselling finalizzato a contrastare l’esitazione vaccinale rappresentano strumenti concreti per aumentare l’adesione e raggiungere una popolazione adulta ancora insufficientemente coinvolta nei programmi di prevenzione.

Il messaggio emerso con forza dall’incontro è quello di un autentico cambio di paradigma. La vaccinazione anti-HPV non è più soltanto un intervento destinato alle nuove generazioni, ma può inserirsi in una strategia globale e personalizzata, capace di accompagnare la persona anche nell’età adulta e di integrarsi con lo screening, con la gestione clinica delle pazienti già trattate e con un’informazione scientificamente corretta.

In questo scenario il ginecologo assume una funzione sempre più rilevante: non soltanto nella diagnosi e nella cura delle patologie HPV-correlate, ma anche nell’identificazione delle persone che possono beneficiare della vaccinazione, nella promozione dello screening e nella costruzione di un counselling chiaro, competente e personalizzato. Una raccomandazione formulata durante la visita ginecologica può infatti rappresentare un momento decisivo per orientare la donna e la coppia verso una scelta consapevole.

L’iniziativa di Roma ha confermato l’impegno di AOGOI e Federazione SIGO nella promozione di una nuova cultura della prevenzione, fondata sulle evidenze scientifiche, sulla collaborazione multidisciplinare e sulla continuità dei percorsi assistenziali.

L’obiettivo condiviso è trasformare le conoscenze più recenti in pratica clinica quotidiana, rafforzando una strategia di prevenzione continua e integrata che coinvolga donne, uomini e coppie e contribuisca a ridurre il peso delle patologie HPV-correlate.

La prevenzione dell’HPV entra così in una nuova fase: non più un intervento circoscritto a una specifica età o a un solo genere, ma un percorso che accompagna la persona nel corso della vita. In questo percorso, la vaccinazione anti-HPV rappresenta uno dei più importanti strumenti di prevenzione oncologica e il ginecologo è chiamato a svolgere un ruolo decisivo nel trasformare l’evidenza scientifica in salute.