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Salute riproduttiva. Via libera a 3 milioni per la campagna su prevenzione e riserva ovarica

11 settembre – Semaforo verde della Conferenza ai fondi per la campagna sulla salute riproduttiva femminile lanciata nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. L’iniziativa punta a promuovere la prevenzione, diffondere informazioni corrette sulla salute riproduttiva e far conoscere il significato della riserva ovarica e le finalità dei relativi test.

Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni allo stanziamento di 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla salute riproduttiva femminile lanciata nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. L’iniziativa punta a promuovere la prevenzione, diffondere informazioni corrette sulla salute riproduttiva e far conoscere il significato della riserva ovarica e le finalità dei relativi test.

Il Piemonte è stato individuato come Regione capofila, con il compito di coordinare l’attività complessiva sul territorio, contemperando i messaggi di prevenzione con le sensibilità culturali e le realtà sanitarie locali.
Le risorse previste ammontano a 1,5 milioni di euro l’anno: complessivamente un milione finanzierà le attività territoriali coordinate dalla Regione capofila, mentre 2 milioni saranno destinati alla collaborazione con la Rai per la diffusione della campagna a livello nazionale.

La campagna sarà rivolta all’intera popolazione femminile residente in Italia, con particolare attenzione alle fasce più giovani, per favorire una maggiore consapevolezza sulla salute riproduttiva e sui comportamenti e gli stili di vita che possono contribuire alla tutela della fertilità. Tra i destinatari indiretti figurano studenti, famiglie, comunità educative e scolastiche e operatori sanitari e sociosanitari.
I contenuti saranno definiti attraverso un Comitato scientifico paritetico e un Comitato di redazione, entrambi composti da sei membri, mentre la diffusione avverrà attraverso le iniziative territoriali e la collaborazione con la Rai, anche con la partecipazione di esperti scientifici e istituzionali a programmi televisivi e radiofonici.