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Allattamento. Oms e Unicef: “Può salvare ogni anno quasi 400mila bambini e 140mila madri”

31 luglio – Cresce l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi, passato dal 37% del 2012 a oltre il 47% di oggi. Ma per Oms e Unicef servono maggiori investimenti: ogni dollaro speso ne genera 59 e un sostegno più ampio potrebbe evitare ogni anno quasi 400mila decessi infantili e 140mila materni. E in occasione della settimana mondiale invitano i Paesi a rafforzare i sistemi sanitari per fornire un sostegno di qualità all’allattamento a madri e neonati.

Promuovere l’allattamento su larga scala potrebbe prevenire ogni anno quasi 400mila decessi di bambini e bambine e circa 140mila decessi materni. Ma non solo, genererebbe anche importanti ricadute economiche: ogni dollaro Usa investito nella promozione dell’allattamento genera, secondo le stime, un ritorno di 59 dollari grazie alla riduzione dei costi sanitari, al miglioramento dello sviluppo cognitivo, a un livello di istruzione più elevato e all’aumento dei guadagni nel corso della vita.

È questo il messaggio lanciato da Oms e Unicef in occasione della Settimana mondiale dell’allattamento, dedicata al tema “L’allattamento per un inizio di vita sostenibile: rafforzare ciò che funziona”.
“Troppe madri e famiglie in tutto il mondo non hanno ancora accesso ai servizi e agli interventi che consentono e sostengono l’allattamento. Eppure, l’allattamento è uno dei modi più semplici ed efficaci per proteggere la salute di un bambino. Fornisce ai neonati e ai bambini e alle bambine piccoli elementi nutrizionali essenziali, rafforza il sistema immunitario, aiuta a proteggere da malattie gravi e favorisce lo sviluppo cognitivo” hanno dichiarato la Direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell e del Direttore generale dell’Oms, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus

Anche per le madri, hanno aggiunto, l’allattamento apporta importanti benefici per la salute, contribuendo a ridurre il rischio di malattie non trasmissibili quali il cancro al seno e alle ovaie e il diabete di tipo 2. Inoltre, i tassi di allattamento in tutto il mondo sono in aumento: l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi è passato da circa il 37% nel 2012 a oltre il 47% oggi. Negli ultimi cinque anni, la prevalenza dell’allattamento fino ai due anni di età è aumentata dal 38% al 50%.

“Questi risultati – proseguono Russell e Ghebreyesus – dimostrano che gli investimenti costanti in politiche e programmi a favore delle madri e delle famiglie stanno ottenendo risultati positivi. Tuttavia, i progressi rimangono disomogenei e molti paesi sono in ritardo rispetto agli obiettivi globali. La copertura dei servizi a sostegno dell’allattamento rimane bassa, le politiche vengono applicate in modo incoerente e la qualità dei servizi è spesso inadeguata, specialmente nei contesti a basso reddito, fragili e di crisi umanitaria”.
E i dati sono chiari: tra gli interventi efficaci in termini di costi figurano il sostegno qualificato all’allattamento nei sistemi sanitari, la consulenza a livello comunitario, le politiche di tutela della maternità e la protezione dallo sfruttamento commerciale dei latti artificiali.

Per questo le organizzazioni invitano i paesi a:

  • Rafforzare i sistemi sanitari per fornire un sostegno di qualità all’allattamento a madri e neonati.
  • Ampliare i programmi di consulenza a livello comunitario e quelli tra pari.
  • Attuare e far rispettare pienamente il Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno.
  • Investire nel congedo di maternità retribuito e in politiche di sostegno sul posto di lavoro.
  • Integrare gli interventi a favore dell’allattamento nei servizi sanitari prenatali, perinatali e postnatali.
  • Garantire il sostegno all’allattamento in contesti umanitari e fragili.