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Neonato deceduto al Pertini. Chiàntera (AOGOI): “Non travolgiamo anni di studi scientifici, il rooming in produce immensi per il neonato e la donna”

27 gennaio - L’AOGOI esprime la sua vicinanza ai familiari del bambino deceduto così come a tutto il personale dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma, ma ribadisce la fondamentale importanza del rooming-in, pratica post partum, riconosciuta in più occasioni dall’Oms e in linea con tutte le raccomandazioni internazionali tese a favorire il contatto precoce del bambino con la mamma subito dopo la nascita.

 

“Non lasciamo che un singolo, drammatico evento possa irrazionalmente travolgere anni di studi scientifici, così come il lavoro di tantissimi colleghi che hanno consentito il raggiungimento di eccellenti risultati nel migliorare da subito rapporto tra madre e figlio”

È quanto dichiara Antonio Chiantera, presidente nazionale dell’Aogoi, l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani che raccoglie tra i suoi iscritti oltre 5.000 ginecologi italiani commentando i fatti accaduti all’Ospedale Sandro Pertini in merito alla tragica scomparsa di un neonato tra le braccia della madre.    

“Ai fini della migliore è corretta informativa medico scientifica – sottolinea – si ritiene opportuno ribadire  la fondamentale importanza del rooming-in, pratica post partum, battezzata in più occasioni  dall’Oms. Occorre chiarire come la permanenza del neonato e della madre nella stessa stanza in un tempo più lungo possibile durante le 24 ore (salvo quello dedicato alle cure assistenziali), è infatti in linea con tutte le raccomandazioni internazionali al fine di favorire il contatto precoce del bambino con la mamma subito dopo la nascita. I risultati positivi del roaming in produce immensi benefici sia al neonato che alla donna. Ci riferiamo, ad esempio, all’immediata interazione tra madre e figlio, alla riduzione del pianto, all’ottimale avvio dell’allattamento”.

Importanti poi sono i benefici in termini di dell’umore della paziente, con riduzione del tasso di depressione del post-partum quale effetto c.d. contatto pelle a pelle, in uno alla sperimentazione delle proprie competenze nel prenderei cura del neonato.

Sono questi i fattori che fondano la dichiarazione congiunta Oms/Unicef che indica il rooming-in tra i dieci step fondamentali per il successo dell’allattamento:  “Ogni punto nascita e di assistenza al neonato dovrebbe, infatti, praticare il rooming-in, permettere cioè alla madre e al bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale”. 

“Per tali ragioni – conclude il Presidente dell’Aogoi – non è corretto il mettersi in discussione di una pratica così importante per la gestione di madre e bambino nel post partum, alla luce di un singolo sfortunato benché tragico evento che non appare avere alcuna relazione logica con il rooming in”.   

 

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