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Eutanasia e suicidio assistito. Consulta: “Vuoti di tutela costituzionale. Un anno al Parlamento per colmarli”. Grillo: “Parlamento apra un dibattito post ideologico”

29 ottobre – Dopo la decisone della Corte Costituzionale di rinviare di un anno il suo pronunciamento sul caso del Dj Fabo che coinvolge l’esponete radicale Marco Cappato sotto processo per istigazione al suicidio, interviene anche il ministro della Salute auspicando un dibattito post ideologico in Parlamento.  

La Corte costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita "lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti".

Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019. Resta di conseguenza sospeso il processo a quo.
 
La vicenda alla base della questione di cui la Consulta si è occupata è quella di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, che a causa di un incidente divenne tetraplegico, cieco e non più autosufficiente, e nel febbraio 2017 decise di ricorrere al suicidio assistito. Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell'associazione Luca Coscioni, lo accompagnò in una clinica svizzera e poi si autodenunciò.

 

“Sull’eutanasia legale la Consulta, segnalando un vuoto legislativo, richiama il Parlamento al suo ruolo di interprete della sensibilità e della volontà del popolo italiano. Per questo la triste storia di Dj Fabo deve diventare un’occasione per avviare un dibattito serio su un tema quanto mai delicato, ma su cui la politica deve avere il coraggio di esprimersi. Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto fin dall’inizio l’approvazione della legge sul biotestamento e da parlamentare ho fatto mia questa battaglia di civiltà per la salvaguardia della dignità umana fino in fondo”.
 
È quanto afferma in una nota il Ministro della Salute, Giulia Grillo commentando la decisione della Consulta.

“Al ministero della Salute – prosegue Grillo - stiamo finalizzando il decreto che darà finalmente concreta attuazione al registro delle Dat (Disposizioni anticipate di trattamento) e dunque renderà operativa la legge approvata con il voto favorevole del M5s. Su questi temi gli schieramenti devono andare oltre le proprie posizioni ideologiche per il bene dei cittadini.”

 

 

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