30 gennaio – Questi i dati diffusi dal presidente dell’Istat, Francesco Maria Chiello. Il 4% del tasso di fecondità nel 2023 deriva da tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Nel 2023 un terzo dei primi figli nati da genitori over 40 è stato concepito attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). La PMA rappresenta oggi il 4% del tasso di fecondità totale. I numeri sono stati presentati dal presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso di un evento dedicato al programma Age-It dell’Inps.
“Si tratta di evidenze preziose per comprendere come la medicina e la tecnologia stiano ridefinendo il calendario e le modalità della genitorialità”, ha commentato Chelli.
Un cambiamento destinato ad ampliarsi ulteriormente dopo l’approvazione, il 30 dicembre 2024, dell’inserimento della PMA nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal Servizio sanitario nazionale, che rende la pratica accessibile alle coppie con diagnosi di infertilità.
Dal 2025, la PMA non prevede ricovero, se non in casi specifici e tutto viene eseguito in regime ambulatoriale. Sono stati imposti però dei limiti di età e tentativi. Per le donne i 46 anni sono il limite massimo, mentre i cicli possibili sono sei. Con questa svolta, è probabile che i numeri dal 2024 risulteranno ancora superiori.